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"PRINCIPI DI SCIENZA NUOVA". "OCCASIONE Di meditarsi quest’Opera" (1730) : UNA CHIAVE DI ACCESSO AL CAPOLAVORO DI GIAMBATTISTA VICO

IL PUTTANESIMO DELLO SPIRITO: LA DIPINTURA TUTTA CONTRARIA. LA LEZIONE IGNORATA DI GIAMBATTISTA VICO. Alcune note - a c. di Federico La Sala

Giambattista Vico: "Potrai facilmente, o Leggitore, intendere la bellezza di questa divina Dipintura dall’orrore, che certamente dee farti la bruttezza di quest’altra, ch’ora ti dò a vedere tutta contraria".
domenica 16 giugno 2019
"PRINCIPI DI SCIENZA NUOVA D’INTORNO ALLA COMUNE ORIGINE DELLE NAZIONI": QUALE SIA LA CHIAVE DI ACCESSO AL CAPOLAVORO (1744) DI GIAMBATTISTA VICO, NON E’ ANCORA AFFATTO CHIARO NE’ AI FILOSOFI NE’ AI FILOLOGI E NEPPURE AI TEOLOGI, BENCHE’ SIA SOTTO I LORO OCCHI: "IGNOTA LATEBAT"!
LA MENTE ACCOGLIENTE. Una traccia per la rilettura della "Scienza Nuova".(aprire il pdf, per vedere "la dipintura" (e l’"impresa"):*
an admirabile verbovocovisual presentment (J.Joyce, Finnegans Wake)
an admirabile (...)

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> IL PUTTANESIMO DELLO SPIRITO: LA DIPINTURA TUTTA CONTRARIA. LA LEZIONE IGNORATA DI GIAMBATTISTA VICO. Alcune note - a c. di Federico La Sala

venerdì 26 ottobre 2018

GIAMBATTISTA VICO E LA STORIA DEI LEMURI (LEMURUM FABULA), OGGI .... *


La meraviglia del giardino dei Lari a Pompei

di Paolo Isotta (Libero, 7. X. 2018)

Guardo “Rainews” e leggo che a Pompei è stata scoperta una nuova casa, o almeno una nuova stanza. Dedicata al culto dei Lari, gli dei del più geloso culto familiare. Dieci fotografie mostrano un affresco d’incanto. Da quel che scorgo, oltre uccelli, dipinti con una delicatezza commovente, quella che mi pare una testa di cavallo, ma così affusolata che nella miniatura del Medio Evo diverrà, con la sola aggiunta del segno della fecondità, quella del liocorno. Un policromo pavone ad ali chiuse. Due leoni che azzannano alla caccia un cinghiale. La Natura, contemplare la quale è gioia: per l’Antico. Un sentimento panico che rinasce a volta a volta anche nel Medio Evo, e che il cristianesimo non riesce a reprimere. Alcuni Santi appartengono alla corrente, e fanno eccezione: Francesco, certo, ma sorprende più che tale sentimento esprima un ferreo uomo di potere come Sant’Ambrogio, quando la Chiesa si preparava a sostituire nell’imperio il vacillante Impero.

Poi, due simboli centrali. Una pigna, e ai suoi lati bellissimi serpenti color dell’oro che avvolgono in senso circolare le spire. C’è tutta la filosofia dell’Antico. La pigna è il simbolo della morte, d’immemoriale antichità; accompagna la Magna Mater, Cibele; e sovrasta anche il tirso delle seguaci di Dioniso, dio della morte rituale e della rinascita, perché smembrato e poi risorto; come Osiride. A fianco, un uomo con testa di cane. È Anubis, il dio egizio che presiede agl’Inferi, un po’ Ermes, un po’ Ade: nel sincretismo religioso tipico della tarda Repubblica, del primo Impero. Ci fosse, nel sacello pompeiano, un’immagine di Mitra, il dio misterico venerato particolarmente dai legionarî ma del quale era adepto pure Tiberio, avremmo tutto.

Il secondo simbolo è l’aureo serpente che col corpo disegna un cerchio. È l’immagine dell’Eterno Ritorno. La morte, la vita, l’Eterno Ritorno dell’identico. Il Tempo è un’illusione, omnia redeunt , “tutto ciclicamente torna”, canta Ovidio. Pensiamo al giudeo-cristianesimo: il Tempo come linea, che incomincia con la Creazione dovuta al capriccio del Dio ebraico - quando gli antichi sapevano perfettamente che la materia è eterna è increata -, si ferma con l’Incarnazione e, o, colla finis temporum e il Giudizio che condanna al fuoco senza fine chi è difforme: per razza, per pensiero. Quale immenso regresso culturale! (Sant’Agostino viene definito “filosofo” anche da molti colti storici ...)

Nel giudeo-cristianesimo, il serpente incarna il Male: perché vuole infondere all’ “innocente” bestia Adamo il senso della conoscenza. E la conoscenza, per le religioni che hanno prevalso, è il Male stesso. Onde il Peccato Originale. Per il mondo antico, il serpente, che corona il caduceo, è l’emblema del messaggero degli Dei, Mercurio, e rappresenta Esculapio, la medicina che risana divinamente. Nella Natura è il principio della morte che diventa anche della vita.

E voi? Siete dalla parte delle fiamme eterne o dell’Eterno Ritorno?


*

Sul tema, nel sito, si cfr.:

"Quando venni dagli uomini, li trovai assisi su di un’alterigia antica" (Nietzsche, Così parlò Zarathustra).
-  NIETZSCHE, L’UOMO FOLLE. Non abbiamo capito il Crocifisso e pretendiamo di aver capito Dioniso. (Forse è meglio rileggere il "poema celeste" sia di Dante sia di Iqbal).

NUOVO REALISMO E "GAIA SCIENZA": LA LEZIONE DI DANTE (E NIETZSCHE), OGGI. CONOSCERE SE STESSI E CHIARIRSI LE IDEE, PER CARITÀ!

Federico La Sala


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