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Dopo il Gesù hippie di "Jesus Christ Superstar", il Gesù che sogna di fare l’amore con Maddalena dell’ "Ultima tentazione di Cristo", il Gesù mistico e splatter della "Passione" firmata Mel Gibson, arriva il Gesù nero : "COLOR OF THE CROSS" di Jean-Claude La Marre.

samedi 28 octobre 2006.
 

Esce il controverso "Color of the Cross", diretto e interpretato a Jean-Claude La Marre in cui Gesù ha lineamenti afroamericani, e viene condannato per motivi razziali

Usa, debutto con polemiche per il film sul Cristo nero

I realizzatori spiegano così la scelta : "Volevamo dare un’immagine positiva dei leader di colore". Ma la critica stronca l’operazione

di CLAUDIA MORGOGLIONE *

Dopo il Gesù hippie di Jesus Christ Superstar, il Gesù che sogna di fare l’amore con Maddalena dell’Ultima tentazione di Cristo, il Gesù mistico e splatter della Passione firmata Mel Gibson, arriva il Gesù nero di Color of the Cross. Film diretto e interpretato da Jean-Claude La Marre (già visto in Brothers in arms), al debutto - oggi - nelle sale americane. E che ha fatto molto discutere, già durante la lavorazione, per la sua rilettura in chiave antirazzista del personaggio.

La pellicola si ispira al fatto che, come i filologi hanno sempre sostenuto, in realtà il figlio di Maria - nato e cresciuto nella Palestina di duemila anni fa - fosse di colore decisamente più scuro, rispetto all’iconografia ufficiale. Ma da questa constatazione sulla carnagione più olivastra a un Gesù decisamente afroamericano, ce ne passa. E infatti, sull’homepage del sito ufficiale del film, gli autori ritengono di dover dare una spiegazione : "Ritraendo il personaggio come un ebreo nero - si legge - il film potrebbe risultare controverso, ad alcuni. Ma l’opera vuole essere l’occasione per fornire un’immagine positiva a un leader nero. Per toccare i cuori e le menti della comunità nera. E anche delle comunità cristiane sparse per il mondo, qualsiasi sia la loro etnia".

Queste le spiegazioni. Quanto alla trama, il film - in maniera analoga alla Passione di Cristo - si concentra sulle ultime 48 ore della vita di Gesù : la condanna, il martirio, gli ultimi contatti con le persone che gli erano state sempre vicine. Ma ci sono anche elementi di originalità, che lo distaccano molto da Gibson. Perché la tesi di fondo di Color of the Cross è che la decisione di mandarlo a morte fu presa per motivi decisamente razziali. "Credi che stanno facendo tutto questo perché Lui è nero ?", si chiede retoricamente Maria, di fronte al calvario del figlio. Una domanda che contiene già in sé la risposta.

Il tutto in una storia che si apre sulle immagini dell’Ultima cena, e si chiude con le ultime parole pronunciate sulla Croce. Nel mezzo, si intrecciano le vicende dei diversi personaggi : Gesù e i suoi discepoli ; i Romani occupanti della Giudea ; i vertici religiosi ebraici del tempo ; la vita familiare di Giuseppe e Maria.

E dopo tanti dibattiti sulla questione del Cristo di colore, ora il film - rigorosamente low budget - debutta in (poche) sale, e solo in alcune città, distribuito dalla 20th Century Fox. Prima di una più capillare uscita in homevideo. Dunque, almeno per adesso, un avvio abbastanza in sordina, alla faccia del gran parlare intorno al black Jesus.

Al pubblico, dunque, il responso. A fronte di recensioni non certo tenere. Ad esempio Variety, una della Bibbie del settore, lo ha definito "tedioso" : nella maggior parte del film vediamo il nostro eroe impegnato in continui colloqui col Padre. Il che, cinematograficamente parlando, non è proprio il massimo della vivacità. Ma, aggiunge il critico del magazine, anche il resto della pellicola "non ha molto da offrire, sia dal punto di vista drammatico, che da quello dell’ispirazione". Parole che certo non invogliano lo spettatore a pagare il biglietto.(27 ottobre 2006)

* www.repubblica.it, 27.10.2006


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