Okkupazione

Prove di recuperò di credibilità meridionale

Occupato l’albergo ex Monopoli di Stato di Camigliatello Silano
samedi 2 juillet 2005.
 

Visto che le classi dirigenti locali stentano a lanciare una minima idea di sviluppo per l’entroterra calabrese, la Camera del Lavoro di Cosenza prova a smuovere un po’ le acque. Insieme ad una rete di associazioni, movimenti, Lega Ambiente e disoccupati, la CGIL cosentina il primo di Luglio, ha occupato l’albergo del Ministero delle Finanze, oramai abbandonato a se stesso, nel cuore dell’altopiano silano. La struttura, ex Monopolio di Stato, inattiva da più di dieci anni, in balia del più completo abbandono, è dotata di tutto e di più : ristorante, albergo, sala convegno, posta a poche decine di metri dalle rive del lago Cecita. Massimo Covello, segretario provinciale della CGIL, indossa così le vesti del Gabibbo, per mostrare all’opinione pubblica lo sperpero e l’inerzia di chi doveva e poteva utilizzare meglio i soldi pubblici. Obbiettivo della occupazione, è aprire un confronto con il Ministero delle Finanze, e dare un utilizzo civico alla struttura, con la creazione di posti di lavoro. “Un’azione illegale legittima, per fermare una legalità senza senso”, è questo il motto degli occupanti. Molti amministratori di ieri e di oggi, travolti dall’evento, non possono fare a meno di abbracciare l’iniziativa. “Meglio tardi che mai”, dice il consigliere regionale Pacenza, “ma badate bene, non sono qui di passaggio”. Pietro Folena, giunto da Roma, è il più entusiasta di tutti. Il suo è stato l’intervento più appassionato, e promette tutto il suo appoggio per questa “vertenza”. Nel corteo dei manifestanti, s’intravede qualche galoppino venuto a salutare il politico di riferimento in parata. E’ forse questa l’unica nota negativa dell’iniziativa. Far ripartire quella struttura non sarà facile, senza l’utilizzo di competenze e professionalità che possano inserirla in giusti circuiti di flussi turistici nazionali e internazionali. Bisognerà che qualcuno, la stessa Camera del Lavoro ad esempio, garantisca che gli eventuali finanziamenti che arriveranno non saranno preda di intrallazzi, ditte amiche degli amici. La ndrangheta potrà fiutare l’affare, e provare a ritagliarsi una fetta dei fondi. Anche se per qualche autorevole dirigente politico la mafia non esiste, è meglio prendere le dovute precauzioni. L’occupazione intanto va avanti, con una programmazione della serate da parte degli occupanti che già di per sé offre attrazione turistica. Concerti e rappresentazioni teatrali, musiche e balli. Si andrà avanti così fino a che il Ministero non batterà un colpo. Intanto sono già pronte diverse interrogazioni parlamentari con l’obiettivo di smuovere qualcosa. Il Sud prova a ripartire, illuso e disilluso, ancora una volta, nonostante tutto, con azioni e metodi di cinanniana memoria. Speriamo bene.

Francesco Scarcelli


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