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Dove vai Calabria ? Franco La Rupa, Agazio Loiero, Tommaso Signorelli, Franco Covello, Mario Pirillo, Giuseppe Chiaravalloti : "i patrimoni elettorali", cosa loro

vendredi 26 mars 2010.
 

Ieri Franco La Rupa m’ha fermato a Cosenza, a piazza Fera. In serata, erano le 18,30, mi sono sentito chiamare per nome : « Emiliano, Emiliano » e, ancora, « Emiliano, Emiliano, Emiliano ».

Non era un grido, ma una voce piuttosto composta, direi perfino familiare nel tono. Ma La Rupa non l’avevo mai visto di persona.

Mi trovavo con due amici alla ricerca disperata d’un bar per un tè, colpito dalla pioggia e dal freddo d’una giornata d’inverno severo. Voltatomi, ho riconosciuto all’istante La Rupa, già sindaco di Amantea (Cs), già consigliere regionale, già arrestato, già coinvolto nel processo alla ’ndrangheta “Omnia”, rinviato a giudizio nel relativo rito abbreviato in cui il gup di Catanzaro Abigail Mellace, lo stesso della recente assoluzione di Agazio Loiero e dei vertici politici calabresi in “Why not ?”, ha chiesto al pm della Dda Vincenzo Luberto di cambiargli il capo d’imputazione : da concorso esterno in associazione mafiosa a voto di scambio. Per inciso, la Mellace è sposata con Maurizio Mottola, amico dell’imprenditore Antonio Saladino, noto per “Why not ?”, e titolare della Impremed srl, di cui Luigi de Magistris, allora pubblica accusa, chiese senza seguito il sequestro preventivo.

Tornando a La Rupa, con me s’è lamentato per aver scritto d’una sua candidatura alle regionali del 28 e 29 marzo prossimi, d’averlo confuso col figlio, giovanissimo studente universitario, prima inserito nelle liste dell’aspirante governatore Giuseppe Scopelliti (Pdl), poi uscito di scena.

Capirete l’errore ! Rettifico, per deontologia, ma la sostanza non muta affatto.

« Ora devi chiedere scusa a mio figlio », m’ha intimato La Rupa. E io : « “Scusa” per che cosa ? ». Quindi, a ritmo alternato, padre e figlio : « Tu hai parlato di condanna, l’hai fatto più volte ; ritratta ». E io, che uso il « lei », se coi miei interlocutori non ho « affinità elettive » : « Guardi, ricordo bene quel che scrivo. Il fatto è che lei è un rinviato a giudizio, conosco e rispetto la presunzione d’innocenza, mi auguro che non abbia commesso ciò che le contestano ».

« Ho ritirato la candidatura », m’ha precisato La Rupa padre, il quale, pensando così di dimostrarmi un suo gesto meritorio, non ha troppo considerato, invece, d’aver svelato una personale gestione politica del figlio ; del cui impegno per la cosa pubblica e delle cui lotte civili e sociali io non so.

Il caso, comunque concluso col ritiro della candidatura di La Rupa junior da parte del senior, non è il solo, nel cosentino, di ereditarietà di posizioni consolidate in ambito politico. Salvatore Pirillo, figlio di Mario (Pd), deputato europeo, originario di Amantea (Cs) come La Rupa, è candidato al consiglio regionale. Personalmente, non ho mai saputo del suo bagaglio politico, ma so che il padre Mario fu assessore regionale all’Agricoltura nella giunta di Agazio Loiero (Pd), che a ridosso delle ultime elezioni europee convocò seicento idraulico-forestali in orario di lavoro, chiedendo loro il voto per averli a suo avviso stabilizzati a tempo indeterminato. Voto che evidentemente arrivò dalla categoria, se babbo Pirillo incassò oltre 2.500 preferenze a San Giovanni in Fiore (Cs), comune di provenienza di quegli operai. Denunciammo l’episodio in rete, riportandone l’audio integrale. Nulla accadde, in seguito.

Aggiungo, sulla predetta ereditarietà, la candidatura di Stefania Covello (Pd), già consigliere comunale in Forza Italia a Cosenza, poi assessore provinciale nella Margherita e, soprattutto, figlia del più celebre Franco, ex senatore, a proposito del quale il quotidiano “Calabria Ora” ha recentemente riportato presunti movimenti politico-imprenditoriali per progetti di protezione civile in Calabria.

Franco La Rupa m’ha scandito : « Ho rinunciato al mio patrimonio elettorale dopo le dichiarazioni di Scopelliti », probabilmente riferendosi all’atteggiamento di questi, sorpreso per alcune presenze nelle sue liste elettorali. Poi un ulteriore passaggio di La Rupa : « Sono totalmente estraneo agli addebiti che mi vengono mossi ». E, ancora, un suo riferimento a Tommaso Signorelli, altro personaggio preso in esame dalla magistratura, dai giornali e dall’opinione pubblica, tra i candidati di centrodestra nella “rosa” di Saverio Zavettieri, già autore d’una denuncia ad “Annozero”, riguardante un big politico, ai tempi con Berlusconi, che ne avrebbe voluto la morte, scampata per fortuna.

Al cronista abituato scivolerebbe direttamente, forse, l’espressione di La Rupa « mio patrimonio elettorale », penalmente insignificante. Circa la sfera etica, però, La Rupa è sotto accusa, oggi, per aver ottenuto sostegno elettorale da parte del clan dei Forastefano, in cambio di finanziamenti. E con lui il pupillo Luigi Garofalo, già consigliere provinciale di Cosenza, per cui nel 2008 chiedemmo pubblicamente al governatore della Provincia Mario Oliverio (Pd) - eletto anche coi suoi voti, poco più d’un migliaio - di esprimere una condanna politica ; allora pendente su Garofalo l’ipotesi di concorso esterno in associazione mafiosa, poi passata a voto di scambio, sempre con rinvio a giudizio nel rito abbreviato di “Omnia”. Non solo, facemmo saltare una lettura di “Gomorra”, in rete pubblicando una lettera aperta a Roberto Saviano : non accettando che Oliverio, nel merito rimasto in un imbarazzante silenzio, si sparasse la posa in un’iniziativa di promozione della legalità, che è anzitutto ferma lontananza da situazioni anche solo sospette.

Da ultimo, La Rupa ci ha salutato con un « in bocca al lupo » per le elezioni. Sarà stato sincero ? Quel che è certo è che noi ci battiamo per il voto libero, da dare sulla base della storia personale del candidato, della sua credibilità pubblica, degli obiettivi. È certo che noi non abbiamo un « patrimonio elettorale », e che vorremmo sapere che fine farà quello di La Rupa, visto che s’è “sacrificato”, decidendo all’ultimo di non candidare il figlio.

Dove vai, Calabria ?

Emiliano Morrone, 12 marzo 2010


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