In un bunker i boss della ’ndrangheta nascondevano dieci chili di esplosivo

La scoperta effettuata dalla Squadra mobile di Reggio Calabria a Palmi.
giovedì 17 luglio 2008.
 

La polizia ha trovato a Palmi, nel reggino, un bunker che sarebbe stato nella disponibilitÓ di pericolosi latitanti della ’ndrangheta. Il nascondiglio era in una zona di campagna nelle vicinanze dell’abitazione di Giuseppe Bruzzise, di 53 anni, detenuto, presunto capo dell’omonima cosca da tempo in lotta con altri gruppi criminali per il controllo della zona.

Il bunker, scoperto dal personale della Squadra mobile di Reggio Calabria e del Commissariato di Palmi, era sottoterra e vi si accedeva attraverso una botola. Nella stessa zona sono stati trovati anche dieci chilogrammi di esplosivo che erano nascosti parte nell’abitazione di Bruzzise e parte in un anfratto nelle campagne circostanti.

L’esplosivo rinvenuto nel bunker, del tipo utilizzato per i lavori nelle cave e che sarebbe stato rubato di recente, avrebbe dovuto essere utilizzato per compiere attentati. Il locale in cui era custodito l’esplosivo, una baracca in lamiera nascosta nella vegetazione, sarebbe stato nella disponibilitÓ, secondo la polizia, di affiliati alla cosca Bruzzise.

Secondo quanto Ŕ emerso dai rilievi effettuati dalle forze di polizia, il nascondiglio non avrebbe ospitato nessuno negli ultimi mesi. Gli investigatori stanno approfondendo le indagini sui dieci chilogrammi di esplosivo trovati nell’abitazione di Bruzzise ed in un locale nelle vicinanze. Si sta verificando, in particolare, l’ipotesi che possa essere dello stesso tipo di quello utilizzato in attentati fatti di recente nella Piana di Gioia Tauro.

Aldo Pecora


Rispondere all'articolo

Forum