Inquinamento elettromagnetico

Antenne Omnitel e Tim sospette, a San Giovanni in Fiore : serve, con urgenza, un controllo sui livelli di inquinamento elettromagnetico

Appello al sindaco Nicoletti, agli assessori Tiano e Perri e al responsabile del distretto sanitario, Stanislao Dima. Per conoscenza, l’appello è rivolto anche a Beppe Grillo, all’assessore regionale alla salute e al ministro per l’ambiente. Gianni Vattimo in prima linea per San Giovanni in Fiore
lundi 16 mai 2005.
 
La Voce, insieme al prof. on.le Gianni Vattimo, consigliere comunale a San Giovanni in Fiore, chiede con determinazione un controllo sui livelli di effettivo inquinamento elletromagnetico prodotto dalle antenne per la telefonia mobile, a San Giovanni in Fiore. La vicenda dei decessi per tumore aumentati del 50% negli ultimi cinque anni, secondo un puntuale rilievo dell’associazione "Le Libertà", non ci fa dormire sonni tranquilli. Bisogna scientificamente individuarne le ragioni. I valori dei campi elettromagnetici, infatti, sono misurati piuttosto di rado. Oggi, per via d’una situazione obiettivamente preoccupante, l’Asl e il Comune di San Giovanni in Fiore dovrebbero convergere e favorire una immediata rilevazione dei campi provocati dalle antenne di Tim, Omnitel e altri operatori di telefonia eventualmente presenti. Occorre che venga tutelato il diritto alla salute degli abitanti. Poiché, peraltro, come già noto, è stata individuata una discarica di eternit a cielo aperto, in località "Serra longa", che riversa direttamente nel fiume Arvo, la Voce chiama in causa, direttamente, il sindaco della città, Antonio Nicoletti, l’assessore alla salute, Antonio Perri, l’assessore all’ambiente, Antonio Tiano, e il responsabile del distretto sanitario, Stanislao Dima. Il nostro appello non è affatto, come qualcuno sta facendo passare, di condanna. Non potrebbe essere così, è ovvio. Chiamare in causa significa interessare, investire, chiedere. Il diritto alla salute è primario e non ammette deroghe né proroghe. Chiedere di attuare tutte le misure possibili a tutela della nostra salute è nostra facoltà ma è, in primo luogo, nostro dovere. Domandiamo, come operatori animati da senso civico e di giustizia sostanziale, che si faccia luce su un capitolo rimasto per troppo tempo in ombra, relativo all’inquinamento elettromagnetico, e si ponga rimedio laddove esistono situazioni evidenti di gravissimo pericolo, a causa di amianto libero. Altro sito che richiede misure immediate di rimozione è quello, in località "Palla palla", nei pressi dell’impianto di rifornimento Q8, estraneo alla vicenda, che presenta riconoscibili elementi di amianto. Il presente appello è rivolto, per conoscenza, all’amico Beppe Grillo, il quale segue, da sempre e con estrema attenzione, casi di questo tipo. L’appello è rivolto, ugualmente, all’assessore regionale alla salute e al ministro per l’ambiente.

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