La società sparente di Emiliano Morrone e Francesco Saverio Alessio

(e)migrazioni Mentali, Ermeneutica per l’Internet e Cosmogonia del Web

Un rischio concreto di perdita e di dissoluzione
vendredi 15 janvier 2010.
 
Il pensiero e le più alte sfere della conoscenza umana sono attività e processi continuamente derivati da se stessi, e alimentati da se stessi, non hanno luogo o appartenenza proprietaria ; sono patrimonio dell’umanità.

Il pezzo, di Francesco Saverio Alessio, vicedirettore della Voce e presidente di Emigrati.it, è ripubblicato oggi in quanto sempre attuale.

L’immagine a corredo dell’articolo è di Giancarlo Contu ndr.

• Premessa etnopsichiatrica : In tale contesto si rende riconoscibile un particolare rapporto di forza che si istituisce fra l’Io, individuale e collettivo, e il Mondo. Il mondo che si rappresenta nell’immaginario di questa popolazione è attraversato da forze di improbabile domesticazione. Queste forze occulte, di sostanza sovrannaturale, primordiali, potenti, decidono del destino individuale e collettivo senza possibilità d’appello. Tali forze perturbanti possono essere controllate solo mantenendosi all’interno di un campo esistenziale retto dall’interdetto, dal divieto, dal tabù. In questo senso il tabù deve essere inteso come la rappresentazione condensata di tutti gli interdetti possibili - pura emanazione del Sacro e dell’Orrore - inseriti all’interno di un canale espressivo eticamente sostenuto dal gruppo di appartenenza. L’esistenza certa di queste forze, la loro inviolabilità, tendono a restringere progressivamente il comune operare all’interno di una visione fobica della realtà." 1)

• (e)migrazioni Mentali

Vivere in “un luogo richiuso in sé stesso avvolto intorno ad un segreto invisibile, claustrale e claustrofobico” 1) conduce inevitabilmente a singolari migrazioni dei sentimenti, dell’intelligenza e dell’anima.

Migrazioni dalla realtà, viaggi dello spirito affrontati grazie ad una sana ermeneutica della cultura locale ; viaggi condizionati dalle continue privazioni di bisogni quotidiani, dall’esclusione totale dal contesto sociale d’appartenenza. L’esclusione è resa ancora più netta da una personale propensione sia per lo snobismo che per l’ascesi. Di diversità e di estraneità rispetto al contesto sociale Florense sono un navigato esperto. Ho condotto percorsi, dovuti alla mia lunga, ricca e rinviata giovinezza, a volte stupidamente autolesionisti, (ma solo apparentemente inutili o esclusivamente dannosi) comunque tesi alla ricerca disperata di un identità che potesse colmare il vuoto umano, in senso affettivo, protettivo, progettuale e poetico, trasmessomi dalla società. Questo vuoto assume forma in modo emblematico nell’urbanistica florense che ancora oggi inesorabilmente ci circonda conformando in modo tettonico il nostro tetro mondo prodotto da una emigrazione di massa inarrestabile che ci contraddistingue come popolazione. Decenni di osservazione appassionata e di coinvolgimento emotivo profondo, conditi da amori tragici e nascosti contrastati dai pregiudizi ed inevitabilmente persi (affetti che nei momenti di sconforto e di debolezza riaffiorano, ma che sono del tutto incomunicabili e che vanno necessariamente abbandonati per conservare la propria identità e dignità), da una incomprensione assoluta per qualsiasi tentativo di pura comunicazione spirituale, da enormi difficoltà nel campo del lavoro fino a raggiungere un livello di stretta sopravvivenza. Per le difficoltà nel lavoro esiste una volontà politica che si è esplicata nel dispiegamento della mia disoccupazione totale, nel tentativo di annientamento esistenziale e di isolamento, a volte nella FAME ( consiglio di leggere Fame - SULT - di Knut HAMSUN 2) - il grande scrittore norvegese). Il mio essere magro, scavato, un poco allampanato, non è una mia costituzione personale, è dovuta all’incostanza, assolutamente non volontaria, nell’assumere cibo.

L’anno scorso arrivato a primavera alla fame e all’indebolimento totale, dal 5 maggio al 5 novembre ho vissuto da emigrato in Belgio, ad Andenne e a Lives sur Meuse. Sono stato benissimo ma una proposta importante dalla Calabria mi ha fatto ritornare ; dopo sette mesi qui probabilmente mi toccherà emigrare di nuovo. Si parla molto attualmente di fuga di cervelli e di emigrazione intellettuale, la cosa buffa è che spesso chi ne parla sono proprio i responsabili di tale dannosissima diaspora. Intanto i migliori cervelli continuano ad esser costretti ad emigrare : come il mio "amico telematico" Emmanuele ANGIONE, esperto in Scienze della Comunicazione e Business Developer nel settore Internet delle risorse umane che adesso vive a Lyon.

Giunto e costretto di nuovo all’inedia qui in Calabria, gli sto chiedendo di cercarmi un lavoro, da Designer, Web Master, nel campo del CAD, qualsiasi lavoro in qualsiasi luogo del mondo che non sia l’Italia. Se trovo un buon lavoro non tornerò più in questa incomprensibile città, in questa tormentata Calabria, retta da politiche di municipalismo egemone di eredità culturale feudataria strutturato in logiche strettamente clientelari del potere ; un luogo dal quale i migliori cervelli emigrano continuamente mentre incapaci ricoprono ruoli di estrema responsabilità per le strategie di sviluppo.

Il sentimento di vivere in un luogo ma non appartenervi è derivato soprattutto dalla sofferenza indotta dall’inutilità degli sforzi comunicativi operati quotidianamente per superare le immagini di te conformate dal pregiudizio sociale e culturale ; qui a San Giovanni in Fiore le persone offrono dei comportamenti volti a posizionarti in un luogo di non appartenenza sociale, una specie di limbo. Per cui se corrispondi a quella immagine non è possibile che tu possa ESSERE anche un altro tipo di uomo, a semplicemente una persona cui si possa dare ascolto. Se la tua vita privata non rientra negli standard imposti dalla cultura locale , dominata dalla paura di forze imperscrutabili e del futuro, e non rispetta i Tabù locali non puoi ESSERE un ottimo professionista o un intellettuale di valore, non è possibile. Per un intellettuale che delle sue idee, competenze e conoscenze non può fare professione, sia perché non corrisponde allo standard culturale, sia perché vive in un luogo dove le sue competenze non sono affatto richieste, la fame è sicura. Se ti occupi di siti Web è la fine ! E poi le idee, la cultura, la comunicazione, il Web, che cosa sono ? Cosa significano ? Quale valore (in euro) hanno ? Non è meglio costruire le scuole alla periferia dell’Olivaro e disintegrare ulteriormente con ossessione centripeta la città ? Non è meglio scaricare eternit nei valloni che convogliano acque nell’Arvo ? Tanto dell’acqua che ce ne frega. Le guerre del futuro si combatteranno per l’acqua secondo gli esperti di geo strategia e politiche internazionali, di economia, e noi qui in Sila, una grande sorgente al centro del Mediterraneo, cosa facciamo ? Inquiniamo le acque con pesticidi e concimi chimici a tonnellate, con una pessima politica dei rifiuti solidi urbani, con discariche altamente inquinanti sul territorio, con nessuna proposta seria e di larghe vedute in direzione agro biologica e tipica di sviluppo territoriale sostenibile. Nessuna politica delle acque !

Il processo di esclusione operato nei confronti degli artisti è dovuto all’incomprensibilità e al rifiuto terrorizzato da parte del gruppo etnico - inculturato, miratamente e con il ricatto, al terrore del futuro dal gruppo politico da decenni al potere - della possibilità di un esistenza alternativa, diversa, meno legata all’avere e più legata all’essere. Più viva e ricca, più colta, più intelligente, più umana : poetica ! La poesia potrebbe venire completamente abolita per questo tipo di cultura. Naturalmente la poesia è legata a qualsiasi espressione dell’uomo : Architettura, Arte, Musica, Socialità. Una persona sensibile (un essere umano normalmente poetico e patetico) per sopravvivere senza troppi danneggi intellettivi ed emotivi, deve sentirsi, costituirsi, conformarsi, ESSERE, divenire come un (e)migrato mentale. Non vivere più sentimenti di solitudine dovuti all’esclusione bensì sentimenti di solitudine derivati da non appartenenza culturale ; una sorta di nostalgia dell’emigrato, riprodotta quasi in modo teatrale da essere umano cosciente di appartenere ad una cultura che è altra e che vive in un luogo straniero, che non gli appartiene. Si tratta di un processo personale molto complesso e difficile poiché è necessario intraprendere la costruzione di una cultura individuale come se fosse quella di una società, cioè bisogna fornire a se stessi e dal profondo di se stessi sicurezza ontologica e nutrimento psicologico, compiti protettivi che dovrebbe assolvere la società. Bisogna avere una vasta capacità immaginativa sostanziata dall’impegno costante nelle attività mentali di studio e di ricerca, tendenze ascetiche, profonde motivazioni spirituali, inesauribili capacità di rinuncia ai beni materiali e ai contatti affettivi ed amorosi : un opera di megalomania auto-protettiva che comporta percorsi di umiltà profonda e di strenua rinuncia per poter essere strutturata efficacemente. Per individui più deboli o insicuri o timidi non c’è scampo : alcool, cocaina, eroina, vandalismo, spesso il Centro di Igiene Mentale, sottometterti al Tabù o se vuoi salvarti ed avere la possibilità di una vita sana EMIGRARE. "Al centro di ogni esperienza migratoria si colloca una fase di separazione dall’ambiente originario che fornisce sicurezza ontologica e nutrimento psicologico. La lacerazione di questo continuum esistenziale inaugura la sperimentazione di una angoscia di morte e di vuoto, e una sensazione di caduta senza fine in uno stato di disintegrazione". 1)

• Ermeneutica per l’Internet - 3)

Attualmente io vivo nel World Wide Web. Ho un identità che è altra da quella affibbiatami qui a Fiore, Florens, Flaraconio, Flos. Ho un identità Internet conformata da oltre 700 pagine Web che contengono "Francesco Saverio ALESSIO", tutte e tre le parole che indicano il mio nome e cognome, circa 500 le ho progettate e costruite io - www.emigrati.it - www.emigrati.org - www.florense.it (fra tutti e tre i siti una media di quindicimila visitatori al mese da tutto il globo terrestre) - altri siti ora dimessi - la collaborazione con il Laboratorio di Produzione Culturale LA VOCE DI FIORE - il resto sono siti Web (alcuni prestigiosi) o motori di ricerca che contengono o linkano il mio nome o i miei siti ; ricevo e rispondo a moltissime e-mail che provengono da tutto il mondo, ma i miei affetti personali, qui a San Giovanni in Fiore, sono in completa via di estinzione. E’ meglio tenere le distanze fra i corpi particolarmente con tipi come me : estremisticamente sinceri, un poco stravaganti, incomprensibili assolutamente secondo il Tabù locale, che abbandona(to)ndo relazioni affettive e amorose affidabili, amici stimati, famiglia, un lavoro di designer architettonico esplicato per vent’anni, crediti acquisiti oltre il necessario per una laurea non ritirata presso la Federico II di Napoli, si buttano a capofitto nello studio di Internet e del Web ; non appartieni sicuramente alle logiche etniche di allineamento sistematico nella sottomissione totale al TABU’. Nel Web ho più identità come individuo ma non perdo il senso di appartenenza al gruppo : sono un abitatore della Piazza del Villaggio Globale. I miei navigatori ed i corrispondenti per e-mail sono Università, Centri di Ricerca, Associazioni Culturali, Istituzioni, Studenti, Giornalisti, Artisti, Filosofi, Antropologi, Poeti, emigrati e discendenti di emigrati italiani, persone comuni di tutto il mondo.

Ma si può vivere solo di relazioni sociali telematiche ? Sono più intelligente connettivamente IO che propongo contenuti nel WEB da un luogo impossibile da vivere serenamente o chi fruisce di tali contenuti da luoghi mille volte più civili ? E chi sono IO ? La persona che esce per strada a San Giovanni in Fiore per cercare di sopravvivere all’abbandono, ai suoi sentimenti di reale estraneità, alla fame, o chi nel WEB è continuamente cercato, visitato, stimato e contattato ? E, partendo ancora dalla distanza fra i corpi, determinata dal progresso tecnologico nella comunicazione, come in aIds : storie d’Impero applicato, prodotto e presentato dalla Socìetas Mattia P, la mia emarginazione locale e l’esistenza sociale vissuta nel Web, mi ha portato a riflettere spesso sull’emarginazione del sud del pianeta, sulla violazione dei diritti umani, sulla subordinazione culturale da parte dell’Occidente, sulla profonda crisi dei valori umani universali. A San Giovanni in Fiore, perdonatemi la presunzione, queste domande possiedono una valenza maggiore e sicuramente più drammatica e patetica rispetto a tutti i luoghi che ho visitato e studiato o nei quali ho vissuto ; mi riferisco all’Europa e non a paesi che subiscono delle guerre. E’ qui che interviene e, in parte, salva e protegge la realtà virtuale digitalizzata e l’emigrazione della mente : Nel mondo neobarocco della digitalizzazione radicale di cui adesso stiamo facendo esperienza, tutte le nuove tecniche di visualizzazione, RV, olografia, 3D, sistemi interattivi, il morphing e anche certi strumenti del desktop, invitano l’utente a rientrare nello spettacolo. Ciò significa la "fine della teoria", vale a dire la fine della distanza sicura stabilita dal principio del predominio visivo nel rapporto fra l’utente e il mondo. Il tatto ci conduce nel mondo. Tutte le attività sensoriali, udito, gusto e odorato portano il mondo dentro di noi. L’utente di un multimedia è risucchiato nel mondo, dimostrando così il rovesciamento epistemologico implicito nell’emigrazione della mente dalla testa allo schermo".4)

E’ stato del tutto naturale che alla scoperta di Internet - a Roma, primavera 2001, ho navigato le prime volte e per 8/10 ore al giorno, affascinato da quest’Architettura dell’Intelligenza e delle sue enormi possibilità comunicative - la mia vita professionale e privata abbia subito un cambio di direzione decisivo : avevo scoperto la libertà di espressione, finalmente ! Un luogo culturale dove potere esprimere me stesso senza avere più la sensazione di non essere accettato e di non essere capito, con il risultato comunque costante di un sentimento di esclusione da parte del gruppo e senza dover più sforzarmi di cercare di appartenere alla tetra e cruda cultura locale contemporanea.

La scoperta che più mi illuminò fu che da qualsiasi luogo, in qualsiasi momento, 24 ore su 24, si potesse comunicare delle interpretazioni di se stesso e della propria cultura in ogni altro luogo e ad ogni uomo del mondo - Digital Divide permettendo - che possedesse un computer collegato ad Internet.

Un luogo culturale ove potessi essere “interprete” del vero me stesso : dare logica e senso alle mie poliedriche attività d’artista : inventare un’Opera d’Arte composta da ragnatele comunicative digitali, un’Architettura Connettiva dell’Intelligenza ove poter esprimere una personale ermeneutica di Internet e del World Wide Web intesi come strumento umano risolutivo dell’esistenza. Dove poter far riaffiorare veri, antichi, dignitosi segni della cultura di questo popolo da decenni educato ed incitato, da una politica indecente, criminale e suicida, a cancellare ogni segno tradizionale che lo rappresenti. 5)

Internet ed il World Wide Web particolarmente, sono divenuti ottimi strumenti per la conservazione delle tradizioni e per la libera espressione di singoli artisti e di gruppi di intellettuali.

Un lavoro prezioso è quello ad esempio dei Linguisti ed Etnolinguisti che archiviano lingue morte o in via di estinzione, e che promuovono programmi di alfabetizzazione e conservazione degli idiomi. Derrick DE KERCHOVE fu tra i primi studiosi ad intuire l’importanza del ruolo delle tecnologie della comunicazione e di Internet nel campo della conservazione e della salvaguardia delle lingue minori e di quelle in via di estinzione. Secondo il filosofo canadese di origine Belga nella conservazione digitale delle lingue a rischio di estinzione si può operare su due piani di lavoro differenti ma correlati : il Web favorisce la conformazione di comunità virtuali delocalizzate e consente l’utilizzo di qualunque idioma, il computer permette inoltre di eseguire tutte le procedure richieste dalle teorie di linguistica computazionale. Se Internet ha un’importante ruolo nella conservazione di intere culture, il ruolo che riveste nella conservazione e nella costruzione umana di un individuo può essere egualmente importante. La possibilità di offrire a chiunque al mondo lo cerchi quello che tu comunichi, la possibilità di conformare comunità di pensiero al di là dei luoghi geografici e delle culture donano un grande senso di pace e di libertà. Sono queste alcune delle cose che mi hanno spinto ad abbandonare qualsiasi altra attività per studiare Internet e per imparare a costruire siti Web, è stato un colpo di fulmine per l’Intelligenza Connettiva 6) e per le infinite possibilità di scambi comunicativi che essa permette. Oggi fornisco sul Web informazioni partendo dall’enunciato di Nietzsche che "non ci sono fatti, solo interpretazioni" e che anche questo enunciato e "solo" un’interpretazione.

Il mio modo di intendere una Ermeneutica per l’Internet è di partecipare alla sua costruzione nel Web con entusiasmo ogni giorno, con la massima sincerità d’espressione della mia interpretazione dell’esistenza : una INTERPRETAZIONE dei fatti, della vita, della cultura, dell’arte, della storia infinita di immigrazioni ed emigrazioni di massa, in sintesi dell’antropologia culturale di una città, un tempo centro mistico e votato allo Spirito, isolata per secoli su di un massiccio montuoso al centro del Mediterraneo, nata intorno all’Archicenobio Florens fondato da Gioacchino da Fiore - una ERMENEUTICA PER L’INTERNET da San Giovanni in Fiore, Sila, Calabria, Italia.

Interpreto il "pensiero debole" come fondamento filosofico di un’esistenza fatta di solidarietà, carità ed ironia attraverso L’ETA’ DELL’INTERPRETAZIONE. Contribuisco alla conoscenza trasmettendo ad altri quel che altri mi ha trasmesso, grazie ad Internet, nell’attesa dell’avvento dell’Escatologia Florense. Il pensiero e le più alte sfere della conoscenza umana sono attività e processi continuamente derivati da se stessi, e alimentati da se stessi, non hanno luogo o appartenenza proprietaria ; sono patrimonio dell’umanità. Qualsiasi tentativo di restrizione e di controllo di Internet e del World Wide Web è contro i principi stessi dell’Intelligenza Connettiva intesa come possibilità di condividere il pensiero ed i progetti espressi da altri, le interpretazioni dei fatti. E’ contro lo sviluppo della democrazia, rallentando la creazione di un nuovo LOGOS 7) rigenerante per l’umanità e per me piccolo individuo ad Intelligenza Connettiva Globale.

• Cosmogonia Florense del World Wide Web

Nella composizione di una Cosmogonia del Web è indispensabile conoscere, studiare, visitare periodicamente, il sito del w3c ovvero del World Wide Web Consortium, http://www.w3c.org - per standard relativi al Web - XML - HTML - Accessibilità... Per questo neologismo Web ACCESSIBILITA consigliamo di visitare il sito dell Unione Italiana Ciechi, http://www.uiciechi.it - alle sezioni validatori di accessibilità - legge sull’accessibilità.

Per una Filosofia della Comunicazione e per un’Architettura dell’Intelligenza consigliamo una visita sul sito del McLuhan Program in Culture and Technology, http://www.mcluhan.utoronto.ca

Per la Filosofia, l’Ermeneutica e sorprese varie del Pensiero Contemporaneo consigliamo il sito personale del Prof. Gianni VATTIMO, http://www.giannivattimo.it

Per informazioni su Gioacchino da Fiore, la sua vita, le opere, il pensiero, l’Escatologia Florense una serie di links scelti

www.centrostudigioachimiti.it www.portalesila.it/sangiovanni/gioacchino.asp www.stupormundi.it/Gioacchino_da_Fiore.htm www.florense.it/SanGiovanniinFiore/GioacchinodaFiore.asp www.soc-dante-alighieri.it/10-pubblicazioni/ hochfeiler/paradiso/person/gioacchi.htm www.eresie.it/id311.htm

Per visitare luoghi e lingue di confine tra Antropologia, Psicologia, Medicina e Psichiatria consigliamo il sito dell’Organizzazione Interdisciplinare Sviluppo e Salute - http://www.oriss.org

Per un’interpretazione florense del World Wide Web è indispensabile navigare accuratamente - www.emigrati.it - www.emigrati.org - www.florense.it - www.lavocedifiore.org - www.jaflos.it - www.portalesila.it - www.selion.it - www.sgf-online.it

Questa sera va bene così alla prossima BLOG-gata ! Francesco Saverio ALESSIO

• (e)Migrazioni Mentali, Ermeneutica per l’Internet e Cosmogonia del Web Note :

1) L’emigrazione di massa da questo territorio ha provocato profonde e irreversibili trasformazioni nella vita sociale di questa comunità. Essa ha innescato l’abbandono forzoso di una base socio - culturale garantita dai vincoli di solidarietà familiare e vicinale, atta a promuovere nel corso delle generazioni la creazione e la riproduzione di modelli, idee, stili di relazione e di esistenza specifici. L’emigrazione non si costituisce come un evento neutro ma come congiuntura critica generale e persistente che si impone come fattore di perturbazione dei meccanismi di regolazione dell’individuo e del gruppo. Per ciò stesso essa deve essere fronteggiata con molteplici strumenti culturali e psicologici. Essa si manifesta come periodo di transizione ambivalente, come un’occasione di sviluppo che contiene anche un rischio concreto di perdita e di dissoluzione. Al centro di ogni esperienza migratoria si colloca una fase di separazione dall’ambiente originario che fornisce sicurezza ontologica e nutrimento psicologico. La lacerazione di questo continuum esistenziale inaugura la sperimentazione di una angoscia di morte e di vuoto, e una sensazione di caduta senza fine in uno stato di disintegrazione. A carico di questo sistema sociale l’emigrazione di massa ha determinato :

a) rottura e disgregazione della famiglia patriarcale b) sovversione del legame organico tra ruoli sessuali e produttivi, conseguente all’immissione delle donne nel ciclo economico ; c) delegittimazione interne ed esterne dei valori culturali autoctoni ; d) alterazione della coerenza e della coesione del gruppo originario, causata da processi di : d1) frammentazioni, per allontanamento definitivo dei proietti ; d2) incistamento sub - culturale, per integralismo reattivo alla fobia del nuovo e del diverso che appaiono nel campo sociale ( fondamentalismo misoneista ) ; d3) implosione, per estinzione tendenziale della cultura originaria con collasso della sua visione del mondo.

Salvatore Inglese - L’Inquieta Alleanza Fra Antropologia e Psicopatologia - (ricordi e riflessioni di un’esperienza sul campo) 2003 - http://www.emigrati.it/Radici/Linquietalleanza.asp 1992 - I Fogli di ORISS - http://www.oriss.org - http

2) "La lingua deve risuonare con tutte le armonie della musica. Lo scrittore deve sempre, in ogni occasione, trovare la parola palpitante che cattura la cosa e che è capace di ferire la sua anima fino alle lacrime per la sua esattezza. La parola può essere trasformata in un colore, in un suono, in un odore. E’ compito dello scrittore usarla in modo tale affinché la parola sia efficace, mai errata, e non rimbalzi. Lo scrittore deve essere capace di divertirsi e di inebriarsi nell’abbondanza delle parole. Deve conoscere non solo la forza diretta della parola ma anche quella segreta. Vi sono ipertoni e sottotoni in una parola ed anche echi laterali". Knut HAMSUN, 1988 http://www.rome.mfa.no/cgi-bin/wbch3.exe ?d=6472&p=4184

3 ) Come esprimerebbe, in modo molto breve e sintetico, il significato della parola « ermeneutica », anche in relazione al concetto di diritto, di attività giuridica ?. La parola ermeneutica deriva da una parola greca, che significa quello che da Lei in Italia viene detto "interprete". Quindi, si tratta di qualcuno che rende comprensibile e trasmette linguisticamente un linguaggio non comprensibile. L’ermeneutica è perciò l’arte di entrare in dialogo con i testi o con le altre formulazioni concettuali. Per questo essa è strettamente connessa al "principio dialogico" della filosofia. E questo è anche il motivo della forza attrattiva che Platone e Socrate esercitano su di me.Certamente la giurisprudenza ha un ruolo nella mia concezione dell’ermeneutica. Ma, soprattutto, nell’elaborazione della problematica mi fu chiaro che nella storia dell’Occidente avevo avuto due grandi maestri : la giurisprudenza, in cui da sempre l’ermeneutica come parola e come disciplina ha avuto diritto di cittadinanza, e, corrispondentemente la teologia. rif. Hans Georg Gadamer - Il mio contributo all’ermeneutica - 20/1/1988 - RAI Educational - Enciclopedia Multimediale delle Scienze Filosofiche http://www.emsf.rai.it/interviste/interviste.asp ?d=75

4) Derrick De Kerchove - http://www.ecn.org/wikiartpedia/index.php/De_Kerchove_Derrick#Poetica

5) Francesco Saverio ALESSIO - L’odio verso la Tradizione e l’Antico a San Giovanni in Fiore, 2003 http://www.emigrati.it/Radici/LodioaSGF.asp

6) L’intelligenza connettiva è un termine che uso per indicare l’impatto odierno di Internet sul pensiero umano. Allo stesso tempo, è un concetto che ha radici antiche, pre-verbali, addirittura applicabile al regno animale, solo che non era riconoscibile come tale. Questo per dire che le nuove tecnologie, tutte le nuove tecnologie ci danno semplicemente gli strumenti per analizzare questa condizione dell’essere umano. Siamo abituati a ritenere che il pensiero appartenga a una dimensione privata, e questo è il frutto di quel tipo di comunicazione specifico che è la lettura. Inoltre, il pensiero è considerato come il risultato di un qualcosa di "interiore", mentre il prendere la parola è immaginato come un atto individuale. Ma anche il dialogo fa parte del pensiero. Per questo ritengo che il pensiero sia un "linguaggio silenzioso", ma che la parola sia una forma di pensiero connettivo. L’intelligenza connettiva trova un suo naturale ambito nella connessione web, nella quale però il singolo ha la duplice possibilità di far parte di un gruppo senza perdere la sua identità e di avere un’identità senza perdere il senso del gruppo. Vorrei però precisare che l’intelligenza connettiva è differente dall’intelligenza collettiva di cui si scrive quando si affronta la comunicazione elettronica. In questo caso, l’intelligenza collettiva è legata a universi a senso unico in cui l’individuo si perde. L’individuo si perde, infatti, nel discorso televisivo, nel discorso radiofonico, esattamente come si perdeva nel discorso orale comunitario. L’intelligenza connettiva riguarda invece la possibilità di condividere il pensiero, l’intenzione e i progetti espressi da altri. Derrick De Kerchove in un’intervista di Benedetto VECCHI - il Manifesto del 30 luglio 2002

7) Molti studiosi, fra cui Jacques Derrida, hanno messo in rilievo come nella classicità greca il logos svolgesse un ruolo fondamentale nell’organizzazione della realtà : il logos era magico. Con l’avvento della scrittura alfabetica però - come ha spiegato molto bene Marshall McLuhan - si determina una frammentazione del linguaggio. Le nove muse ispiratrici delle diverse arti incarnano proprio questa frammentazione del logos. Infatti, c’è la danza, la poesia, la musica : tutte forme artistiche che, partendo da un processo di astrazione, cercano, ognuna a loro modo, di fare i conti con questa frammentazione del logos. Con l’interattività, la virtualità e la connettività della rete avviene una ricostruzione elettronica del logos, perché l’elettricità ha provocato una inversione di marcia rispetto agli effetti prodotti dall’invenzione dell’alfabeto. E’ stato come riavvolgere un nastro. Derrick De Kerchove Ib.

di Francesco Saverio ALESSIO da San Giovanni in Fiore, Sila, Calabria , Italia


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