L’egittologo Hawass ritiene di aver individuato il sito dove si trovano i corpi della regina d’Egitto e del suo amante romano Marco Antonio
"Presto svelata la tomba di Cleopatra
Scoperta più grande di quella di Tutankhamon"
di LUIGI BIGNAMI *
ENTRO due mesi il noto egittologo Zahi Hawass spera di portare alla luce un "tesoro" che cerca da una vita: la tomba di una delle più grandi donne della storia, Cleopatra. L’annuncio, quasi in sordina, è stato dato dall’archeologo durante una conferenza che egli ha tenuto in Sud Africa, dove ha annunciato: "La scoperta potrebbe essere ancor più grande di quella che portò alla luce la tomba di Tutankhamon". Dopo questa affermazione pubblica Hawass ha spiegato al quotidiano sudafricano "The Star" che egli ritiene che Cleopatra sia sepolta con il suo amante romano Marco Antonio e che i due corpi si trovino in un tempio a circa 30 chilometri da Alessandria, chiamato Tabusiris Magna.
Hawass ha asserito: "Ritengo che quel posto sia davvero estremamente sacro e che per questo motivo nasconda i corpi dei due famosi personaggi". L’accesso alla tomba è estremamente complicato. Hawass infatti, ha già raggiunto 35 m sotto la superficie, ma non è riuscito a proseguire a causa della presenza di una grande quantità d’acqua. "In questo momento la falda è impregnata d’acqua e impedisce di poter proseguire lo scavo. Tornerò in ottobre quando il tutto dovrebbe essersi asciugato".
Tra gli indizi che hanno portato Hawass a ipotizzare che il tempio in questione contenga il corpo di Cleopatra è la scoperta di numerose monete sulle quali è impresso il volto del personaggio.
Ma cosa si conosce di Cleopatra e Marco Antonio? Cleopatra nacque nel 69 a.C. ad Alessandria. Tutto fa ritenere che fosse una donna non molto bella, ma piacevole ed intelligente, e soprattutto spietata. Tutte qualità che la portarono a governare un regno come quello d’Egitto. A 18 anni, quando muore il padre, si trova a presiedere il trono d’Egitto con suo fratello che ha solo 10 anni. Da Roma giunge la nomina di Pompeo come tutore del fratello, il quale odia Cleopatra al punto che viene obbligata ad allontanarsi dal Palazzo. Cleopatra decide allora di andare in Siria, dove darà vita ad un proprio esercito.
Intanto in Egitto viene ucciso Pompeo e Tolomeo XIII (che aveva assassinato Pompeo) chiama a Palazzo Cleopatra e il fratello per far trovare a loro un accordo. L’incontro terminò con la pace tra i fratelli ma, in realtà, il governo dell’Egitto passò nelle mani di Cleopatra.
Ella aveva imparato numerose lingue che le permetteva di parlare con almeno 7 popoli diversi senza il bisogno di interpreti. Cesare, colpito dalla donna, fu del tutto conquistato dal suo fascino, la corteggiò, ricambiato e dopo aver avuto un figlio la regina si trasferì a Roma, dove, però, non fu ben accolta dai Romani. La sua presenza fu tra le cause che portarono all’assassinio di Giulio Cesare. Marco Antonio, alleato di Cesare, proclama il figlio di Cleopatra erede di Giulio Cesare davanti al senato. Ottaviano tuttavia, si oppone. Afferma di essere lui il legittimo successore. Cleopatra, nella confusione più completa, decide di tornare in Egitto dove trova un’economia in grave crisi e la riporta ad un livello migliore.
Nel frattempo Marco Antonio, dopo varie vicissitudini e dopo una relazione con Cleopatra perde lo scontro con Ottaviano. Si rifugia dalla regina dove si uccide con la sua spada. Cleopatra che percepisce che presto Ottaviano la sconfiggerà preferisce togliersi la vita con un serpente.
Se Hawass ha ragione presto la scoperta della loro tomba potrebbe gettare nuova luce su questa storia d’amore, di guerra e di poteri. (18 agosto 2006)
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www.repubblica.it, 18.08.2006
Macché veleno Cleopatra fu vittima di Ottaviano
di Benedetto Marzullo (l’Unità, 08.07.2010)
Un recente scoop (la Repubblica, 28 giugno, p. 37) proclama che «Non fu l’aspide, Cleopatra morì bevendo cicuta». Due studiosi, ovviamente americani, lo assicurano: un antichista, col debito sostegno di un tossicologo. Induttivamente, essi escludono che la regina ricorresse al veleno, consapevole che il tossico, tuttavia sperimentato a quel tempo (nel bene e nel male), «avrebbe procurato una...morte, ma solo dopo sofferenze atroci, salvo complicazioni, un salvataggio inatteso. Ripiegò quindi su una pozione di oppio e cicuta (!), addirittura lasciò istruzioni di (per) costruire la leggenda del morso del serpente, per restare nel ricordo della eternità». Espedienti di sorprendente vacuità: ingiuriosi per una regina, per una donna, dotata di senno, in verità di autentico senso della storia, di leggendario talento. «Menzogna gigante (in italiano gigantesca), ma via che cosa non si perdona a una donna bellissima e geniale», conclude tollerante l’articolista. La parola «genialità» non basta per fare storia, tanto meno per accreditarla, farisaicamente.
Che Cleopatra sia morta è indiscutibile, fantasioso però che provvedesse personalmente ad imbastire un copione da operetta, attuandone regia ed interpretazione. Della sua esistenza avventurosa, femminilmente chisciottesca (sembra il prototipo della drag queen), poteva dirsi soddisfatta: avrebbe continuato imperturbata ad esibirla (e a goderne), salvo eventi imprevedibili. Culmine delle sue aspirazioni era un impero planetario, miraggio della intera dinastia, ostinatamente perseguito dal suo capostipite Alessandro, meritamente designato Magno, stroncato anche lui dalla morte (naturale?) a poco più di trent’anni, in congiunture in apparenza non diverse dalla straordinaria Cleopatra: essi tentano una impresa ecumenica, fantasmagorica per l’Occidente, destinata a travolgerli. La dimensione, straordinaria, ma femminile di Cleopatra, risulterà delirante: della vicenda si impadronirà il cinema, i ristretti confini drammaturgici vengono forzati dalla ingorda filmografia, a riattivare se non esacerbare la commozione provvederanno sopravvenuti: spesso incauti studiosi, avventurieri massmediatici.
Non resta che rinunciare ad affabulatorie divagazioni, ritornare alle fonti, per quanto trasmesse da testimoni postumi, talvolta perplessi, superficiali. Plutarco (il maggiore, un secolo più tardi) di continuo avverte della aleatoria tradizione. Tra romanzeschi dettagli, riferisce che la regina, dopo una estrema visita dello sfortunato Antonio, rimpiange tra le innumerevoli sofferenze la stragrande brevità del tempo vissuto lontana (?) da lui, provvede ad una energica toilette: si abbandona tuttavia ad un banchetto «sontuoso» (Plutarco non saprebbe usare più acconcia sommarietà). Solo interrotto all’arrivo di un pastore, che le consegna il cesto dei fatidici fichi (abbondano, del resto, in Egitto), licenzia tutti, salvo le rituali due ancelle, scrive un biglietto ad Ottaviano. Che arriva, fulmineamente. Intuisce la tragedia, spalanca le porte, la catastrofe è compiuta: Cleopatra giace morta, su un letto ovviamente d’oro, regalmente addobbata.
Delle figliole, una era spirata ai suoi piedi, l’altra semisvenuta, il capo rovesciato, cercava di acconciarle il diadema sulla testa. Qualcuno potrebbe dirle, irritato: «Stai facendo bene, ragazza?» E lei: «Anzi benissimo, come si addice a chi discende da tanta dinastia». Non disse altro, crollò ai piedi del letto. Il duetto appare dovuto all’ingegno di Plutarco, farisaico pennaiolo.
Le vittime della sceneggiata sono indissolubilmente tre, un impreveduto eccidio: unico il mandante, identici gli esecutori, due involontari testimoni. Ad ordinarlo è indubitabilmente il giovane Ottaviano, definitivamente sbarra le porte dell’Oriente, lo riunisce con l’Occidente. Verrà consacrato col risonante nome di Augusto (27 a. C.), il primo degli imperatori romani: a dispetto di Cleopatra, della sua stravolgente bellezza.
sotto i resti di un tempio dedicato a Iside
Egitto, individuata la tomba di Cleopatra
Gli archeologi: «Forse è la scoperta più importante del 21esimo secolo». Accanto alla regina il corpo di Antonio *
CAIRO - Sulla cima di una collina da cui si vede il mare, sotto i resti di un tempio dedicato a Iside: è qui, secondo gli archeologi, che potrebbe riposare il corpo di Cleopatra. La tomba della regina egiziana non è mai stata localizzata, ma gli archeologi hanno raccolto prove che testimonierebbero che i sacerdoti di Cleopatra, dopo il suo suicidio, ne avrebbero trasportato il corpo al tempio, dove potrebbe riposare accanto al suo amante, Marco Antonio. «Questa potrebbe essere la più importante scoperta del 21esimo secolo - ha detto Zahi Hawass, capo archeologo -. Questo è il luogo perfetto dove potrebbero essere sepolti i loro corpi».
AMANTI VICINI - Un gruppo di archeologi egiziani e della Repubblica dominicana hanno deciso di iniziare a scavare alla ricerca della tomba di Cleopatra all’inizio dell’anno. Grazie all’ausilio di un radar, gli studiosi hanno individuato quelle che potrebbero essere tre camere alla profondità di 20 metri sotto le rocce. Gli storici ritengono, sulla base dei testi scritti da Plutarco, che Antonio e Cleopatra siano stati sepolti assieme. Kathleen Martinez, una studiosa della Repubblica dominicana fautrice della teoria secondo cui Cleopatra è sepolta nel tempio, crede che una delle camere possa ospitare i resti dei due amanti. Temendo di poter essere portata come prigioniera a Roma, Cleopatra si suicidò facendosi mordere da un’aspide e si crede che anche Antonio si sia ucciso dopo la sconfitta contro Ottaviano ad Azio.
* Corriere della Sera, 19 aprile 2009(ultima modifica: 20 aprile 2009)
ARCHEO
Il volto della sorella uccisa da Cleopatra
Analizzato uno scheletro umano scoperto a Efeso: dovrebbe appartenere alla principessa Arsinoe. Ricostruito al computer il suo volto
di MARCO PASQUA *
Per gli archeologi è una delle scoperte più importanti sulla dinastica Tolemaica: l’identificazione di uno scheletro umano, ritrovato a Efeso, in Turchia, che dovrebbe appartenere alla giovane sorella di Cleopatra, la principessa Arsinoe.
Scoperta resa possibile anche grazie a delle avanzatissime tecniche delle scienza forense, che hanno permesso di ricostruire al computer il volto della principessa, fatta assassinare, secondo gli storici, da Cleopatra stessa.
Il ritrovamento, e le successive analisi in laboratorio, ribaltano anche le tradizionali conoscenze storiche sulla dinastia: a oggi, infatti, si credeva che la regina d’Egitto fosse originaria della Grecia o della Macedonia; ora, gli archeologi avanzano l’ipotesi che, al pari di sua sorella Arsinoe, avesse delle origini miste, in parte africane.
La scoperta, che porta la firma di un team di ricercatori austriaci, è stata resa possibile dagli studi di Hilke Thür, dell’Accademia austriaca delle scienze. Per prima aveva associato i resti rinvenuti all’interno di un sarcofago, trovato nella città di Efeso, alla sorella di Cleopatra. Resti scoperti nel 1926, e analizzati dalla Thür dall’inizio degli anni Novanta.
Tra l’altro, durante la seconda guerra mondiale, i ricercatori che avevano rimosso il teschio da quello scheletro, finirono col perderlo. Di conseguenza le analisi furono particolarmente complesse. Ma la Thür non aveva dubbi: quello era lo scheletro di Arsinoe.
La sua teoria venne condivisa da molti storici, anche se mancavano delle prove scientifiche. Da qui la ricerca dell’università di medicina di Vienna, guidata da un gruppo di esperti dell’istituto di archeologia, che ha analizzato lo scheletro. "Eravamo scettici - ha spiegato alla stampa inglese l’antropologo Fabian Kanz - e abbiamo fatto di tutto per dimostrare che non fosse lei".
Gli esperti si sono serviti della datazione al carbonio, e sono arrivati alla conclusione che quei resti risalgono ad un periodo compreso tra il 200 e il 20 a. C. "Le ossa erano quelle di una donna - dice Kanz - presumibilmente tra i 15 e i 18 anni di età. Anche se la data di nascita di Arsinoe non è nota, sappiamo che era più giovane di Cleopatra, che, all’epoca dell’omicidio della sorella, aveva 27 anni".
La tomba si trova ad Efeso, perché fu proprio in quel luogo che Arsinoe venne esiliata, dopo essere stata sconfitta dalla sorella e dall’amante, Giulio Cesare, in una lotta per la conquista del trono. Secondo gli storici, Arsinoe venne uccisa nel 41 a. C. su ordine di Cleopatra dall’amante Marco Antonio, per evitare ogni eventuale pretesa sul trono egizio.
Quanto all’etnia di Cleopatra, la nuova teoria è stata possibile grazie all’analisi della tomba e del teschio, condotta dall’antropologa forense Caroline Wilkinson. La studiosa ha ricostruito al computer il teschio - che era stato smarrito nella seconda guerra mondiale - usando delle misurazioni risalenti alla prima metà del 1900. "Il risultato è un volto allungato, come capita di vedere spesso negli antichi egizi o negli africani di colore. Ciò potrebbe suggerire che fosse di razza mista". Tanto Cleopatra quanto Arsinoe erano figlie di Tolomeo XII, ma erano state concepite con due donne diverse.
I risultati di questa identificazione e tutti i dettagli relativi alle elaborazioni al computer, saranno presentati ufficialmente ad un incontro di antropologi che si terrà, il prossimo 31 marzo, nell’Illinois.
Ansa» 2008-05-25 18:28
ARCHEOLOGIA: FORSE IDENTIFICATA LA TOMBA DI CLEOPATRA
IL CAIRO - La tomba degli amanti più famosi della storia d’Egitto, e non solo, potrebbe trovarsi a una trentina di chilometri da Alessandria, dove gli archeologi egiziani hanno recuperato monete e statue che fanno pensare al possibile luogo di sepoltura di Antonio e Cleopatra. Lo ha detto lo zar dell’archeologia egiziana, Zahi Hawass.
"Non abbiamo ancora nessuna prova, ma la nostra teoria è che la leggendaria regina egiziana e il condottiero romano siano sepolti lì ", ha detto il noto archeologo, che sta conducendo degli scavi nel tempio di Tabusiris Magna, sulla costa mediterranea. Una squadra di dodici archeologi e 70 operai ha trovato un cunicolo sotto il tempio lungo 120 metri e scoperto statue di Cleopatra, un busto di Marco Antonio e monete con il ritratto della regina: "Cose che non si trovano normalmente in un tempio", ha detto Hawass. Cleopatra e Antonio, che ebbero tre figli, si suicidarono ad Alessandria nel 30 a.C., lui con una spada e lei con un aspide, dopo essere stati sconfitti da Ottaviano nella battaglia di Anzio.
I lavori di ricerca sono sospesi per il caldo estivo e riprenderanno a novembre, quando Hawass userà dei radar per scandagliare le camere nascoste. Se davvero si trattasse della tomba di Cleopatra - ipotesi sulla quale altri esperti hanno sollevato dubbi - sarebbe il ritrovamento archeologico più importante in Egitto dalla scoperta della tomba di Tutankhamen, nel 1922, da parte dell’inglese Howard Carter.