Politica

Manovra, la rivolta degli Atenei

I rettori chiedono almeno 250 milioni
vendredi 10 novembre 2006.
 

L’università non sopravviverà con tutti i tagli a cui l’ha sottoposta il decreto Bersani. A lanciare il grido di dolore sono i rettori, che chiedono 250 milioni di euro per il 2007 per poter resistere. Il presidente dei rettori Guido Trombetti della Federico II di Napoli, presentando il rapporto sullo stato delle università italiane, parla di sacrifici insostenibili.

Ma il ministro Fabio Mussi dice di provare comprensione, ammette le colpe a nome del governo e fa soltanto promesse generiche. Insomma, nessun cambiamento di rotta sembra annunciarsi per gli atenei.

Per quest’anno insomma non sembra di vedere schiarite all’orizzonte delle cittadelle della cultura in Italia, già bistrattate. Eventuali aiuti saranno rinviati all’anno prossimo.

Trombetti punta il dito sulla gestione dei finanziamenti pubblici negli ultimi anni. Le università hanno dovuto sostenere tagli su tagli, sempre presentati come una tantum, che in realtà diventano strutturali e impoveriscono gli atenei italiani. Fino ad arrivare all’ultima scure di quest’anno.

Accanto ai rettori si leva anche la voce del capogruppo dei Verdi in commissione Affari sociali alla Camera Tommaso Pellegrino, che commenta così le parole dei rettori delle univesità italiane : "Governo e Parlamento ascoltino il grido di dolore lanciato dagli atenei". "Un governo di centrosinistra" sottolinea in una nota "dovrà caratterizzarsi per una profonda inversione di rotta sui temi della ricerca, dell’università e del futuro dei giovani, dopo l’assoluto disinteresse mostrato su questi argomenti dal precedente governo di centrodestra".

"L’appello dei Rettori va ascoltato" aggiunge "affinchè non solo venga scongiurato il paventato rischio di blocco delle Università, ma anche perchè‚ ogni investimento in più su queste priorità costituisce un passo in avanti importante per il futuro dei giovani italiani e per colmare il gap del nostro Paese con gli altri paesi europei". "Occorre sì combattere gli sprechi" conclude Pellegrino "ma è necessario che il governo corregga anche la rotta sugli Enti locali, in quanto Istituzioni più vicine ai cittadini ed il cui ruolo è considerato centrale nel nostro impianto costituzionale".

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