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EMMAUS HA PERSO IL SUO FONDATORE. HENRI GROUES, L’ ABBE’ PIERRE E’ MORTO. Jaques Chirac: "Tutta la Francia è profondamente commossa. Abbiamo perso un’immensa figura, una coscienza, un uomo che impersonificava la bontà".

Segnalazione del prof. Federico La Sala
martedì 23 gennaio 2007.
 

Nel 1943, diventa a tutti gli effetti partigiano ed organizza l’Armata di Vercors che, si ricorda nella biografia del religioso pubblicato nel sito della comunità Emmaus, ha dato un importante contributo per la liberazione della Francia dal nazismo. L’Abbè Pierre viene anche arrestato dalla Gestapo, ma riesce a scappare e viene spedito ad Algeri in aereo nascosto in un sacco postale [...]


Aveva 94 anni, era uno dei personaggi più popolari del Paese. Sempre su posizioni progressistae, ha sostenuto le unioni omosessuali

Francia, è morto l’Abbé Pierre difese i poveri e i rifugiati

Nel 2005 ammise di aver avuto rapporti sessuali con una donna dopo l’ordinazione *

PARIGI- E’ morto l’abate Pierre, simbolo del cattolicesimo francese. Aveva 94 anni. Il religioso è deceduto durante la notte nell’ospedale Val de Grace di Parigi dove era ricoverato dallo scorso 15 gennaio. La notizia è stata diffusa dal Martin Hirsch, presidente di Compagnons d’Emmaus Francia, l’organizzazione per i poveri e i rifugiati, fondata dall’abate nel 1949.

Henri Groues, detto l’Abbè Pierre, prese gli ordini religiosi nel 1938 e, durante la seconda guerra mondiale, partecipò alla resistenza francese salvando numerose vite e favorendo la fuga di ebrei e perseguitati politici verso Svizzera o Algeria.

"L’Abate ci ha lasciato alle 05:25" ha aggiunto Martin Hirsch annunciando la morte del religioso che era stato ricoverato per una infezione polmonare. L’Abbè Pierre era uno dei personaggi più popolari della Francia.

Nell’ottobre 2005, fece scalpore per l’ammissione di un rapporto sessuale con una donna dopo l’ordinazione e per il suo appoggio alle unioni omosessuali.

Addolorata la prima reazione del presidente Jaques Chirac: "Tutta la Francia è profondamente commossa. Abbiamo perso un’immensa figura, una coscienza, un uomo che impersonificava la bontà" (la Repubblica, 22 gennaio 2007)


La biografia di Henri Antoine Groués. L’ordinazione come cappuccino, gli anni della Resistenza e al Parlamento, la Fondazione di Emmaus

L’Abbè Pierre, dalla vocazione ad Assisi alla battaglia accanto ai poveri per la giustizia

di ROSARIA AMATO *

ROMA - "Amici miei, aiuto! Una donna è morta assiderata alle 03:00 di questa mattina. In mano aveva ancora il documento con cui il giorno prima le era stato notificato lo sfratto". Con quest’appello lanciato da Radio Lussemburgo l’1 febbraio 1954, seguito dalla richiesta di "5.000 coperte, 300 grandi tende americane e 200 fornelli da campo" per i senzatetto l’Abbè Pierre divenne in Francia, e non solo, il più conosciuto e rispettato difensore dei diritti dei più poveri. Ruolo che ha conservato fino ad oggi, tanto da far dire al presidente francese Jaques Chirac che con la morte del religioso la Francia ha perduto "una figura immensa, una coscienza, un’incarnazione della bontà".

Henri Antoine Groués, detto Abbé Pierre, era nato il 5 agosto 1912 a Lione, quinto di otto figli, da una famiglia benestante. Dopo gli studi presso il Collegio dei Gesuiti di Lione, a 16 anni aveva incontrato il francescanesimo, in seguito a una gita in Italia, ad Assisi, compiuta con gli Scout. Lì, al Convento Le Carceri, aveva avvertito forte la vocazione per la vita monacale, e così a 19 anni era entrato nel convento di clausura dei Cappuccini di Lione, dopo aver distribuito ai poveri la sua parte di eredità paterna.

Nel 1938 viene ordinato sacerdote, ma negli anni successivi la sua vita non è quella di un religioso fuori dal mondo. La vocazione alla povertà più assoluta si coniuga infatti con l’impegno sociale, che in quegli anni significa impegno per la giustizia, per la libertà in una Francia assogettata e umiliata dal nazismo. Nel 1942 comincia così un’intensa azione di salvataggio delle vittime della tirannia nazista. E’ proprio in quegli anni che l’Abbé Groués diventa l’Abbé Pierre. Salva diverse persone (ebrei, polacchi) ricercate dalla Gestapo. Falsifica passaporti, diventa guida alpina e trasporta attraverso le Alpi ed i Pirenei le persone in pericolo.

Nel 1943, diventa a tutti gli effetti partigiano ed organizza l’Armata di Vercors che, si ricorda nella biografia del religioso pubblicato nel sito della comunità Emmaus, ha dato un importante contributo per la liberazione della Francia dal nazismo. L’Abbè Pierre viene anche arrestato dalla Gestapo, ma riesce a scappare e viene spedito ad Algeri in aereo nascosto in un sacco postale.

Dopo la guerra, rientra a Parigi e viene eletto Deputato alla Assemblea Nazionale. Nel 1947 fonda con Lord Boyd Orr il Movimento Universale per una Confederazione Mondiale. Nel 1949, con André Philip presenta un disegno di legge per il riconoscimento dell’Obiezione di coscienza. E nello stesso anno fonda il Movimento Emmaus, al quale si dedica più profondamente dal 1951, quando lascia il Parlamento in opposizione a una legge elettorale che definisce "truffa".

Il primo alleato dell’Abbè Pierre nell’opera per i senzatetto è George, un uomo condannato per omicidio e tornato a Parigi dopo venti anni di lavori forzati, che aveva tentato il suicidio visto che si era ritrovato malato e solo, abbandonato dai propri parenti. George si trasferisce a Neuilly Plaisance, una vecchia casa alla periferia di Parigi che diventa la prima Comunità Emmaus.

Il movimento Emmaus diventa conosciuto e in grado di attirare un gran numero di donazioni soprattutto dopo il famoso appello a Radio Lussemburgo che nel 1954 scuote la Francia. Un mese dopo, viene aperto il primo cantiere per 82 case per i senzatetto. Nei mesi successivi l’Abbé Pierre gira tutte le città della Francia, ma viene chiamato anche da diversi paesi europei per incontri e conferenze.

E poi, negli anni, arrivano anche gli inviti dall’America, il Medio Oriente, ovunque cominciano a sorgere le Comunità Emmaus, comunità di poveri che mediante il lavoro di recupero e riutilizzo di quanto viene buttato via, riescono ad aiutare chi sta ancora peggio.

Tra i messaggi più celebri dell’Abbè Pierre, "Poveri che diventano donatori, e provocatori di chi ha e non fa nulla", "Servire e far servire per primi i più sofferenti, è la sorgente della vera Pace.", "La miseria giudica il mondo e rovina ogni possibilità di pace." "Siamo condannati a sapere tutto. L’urgenza è la condivisione, condivisione anche del bene lavoro, del tempo libero..."

L’Abbè Pierre ha anche ricevuto molte onoreficenze: tra le più importanti la Legion d’onore, nel 1981, e il Premio Balzan per la Pace nel 1991; venne anche proposto per il Nobel. Su di lui sono stati scritti libri e girati film, ed egli stesso, l’anno scorso, ha pubblicato un’autobiografia dal titolo "Dio Mio...perchè?", definita da più parti "una bomba". Nel libro infatti l’Abbè Pierre confessava di aver "conosciuto l’esperienza del desiderio sessuale e del suo rarissimo soddisfacimento", si schierava a favore del matrimonio dei preti e dell’ordinazione delle donne, criticando fortemente l’attuale Papa e il suo predecessore che confondevano in materia motivi sociologici con motivi teologici. E ammetteva anche le "alleanze" (non i matrimoni) omosessuali.

Tranne che nell’ultimissimo periodo, nel quale è stato sopraffatto dalla malattia, l’Abbè Pierre ha sempre continuato a viaggiare in tutto il mondo, per fondare nuove comunità, aiutare quelle esistenti e continuare le proprie battaglie in difesa delle persone ai margini della società.

* la Repubblica, 22 gennaio 2007.



Di seguito i link alle associazioni di Emmaus italiana e francese

http://www.emmaus.it/

http://www.emmaus.asso.fr/


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