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NAPOLI. OPERAZIONE ANTICAMORRA. La squadra mobile ha arrestato Vincenzo Licciardi, reggente dell’omonimo clan dell’area nord di Secondigliano a capo del cartello della cosiddetta «alleanza».

giovedì 7 febbraio 2008.
 
[...] «L’arresto di Licciardi è un ulteriore successo nella cattura dei latitanti dei clan contrapposti che hanno portato negli ultimi anni alla faida di Secondigliano - ha commentato il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso -. Ci si sta avviando verso la completa destrutturazione dei clan che fino ad oggi hanno provocato decine di morti per le strade di Napoli. La cattura di Licciardi, per le geniali modalità con le quali è stata eseguita dalla polizia, rappresenta dunque un passo avanti nella lotta alla camorra» [...]


-  era nella lista dei 30 più pericolosi latitanti italiani

Camorra, preso il superlatitante Licciardi

Reggente dell’omonimo clan dell’area nord di Secondigliano a capo del cartello dell’«alleanza»

NAPOLI - La squadra mobile di Napoli ha arrestato Vincenzo Licciardi, reggente dell’omonimo clan dell’area nord di Secondigliano a capo del cartello della cosiddetta «alleanza». Licciardi, ricercato per associazione mafiosa, è stato preso dalla polizia a Cuma, nell’area flegrea. Dopo 2 anni di indagini, lo hanno catturato gli agenti del Servizio centrale operativo di Roma e quelli della Questura di Napoli. L’uomo era latitante da molto tempo e figurava nella lista dei 30 più pericolosi latitanti italiani.

CHI È - Licciardi, 42 anni, detto «’o chiatto» latitante dal 2004, dal 2005 era ricercato anche in base a un mandato internazionale di cattura. È reggente dell’omonimo clan dal 1994, anno della morte per malattia del fratello Gennaro nel penitenziario di Voghera. Ai vertici del gruppo ci sono anche i fratelli Pietro e Maria, arrestata nel 2001, ma il superboss è Vincenzo. Gli investigatori lo hanno stabilito in base a intercettazioni, lettere da lui scritte quando era detenuto e rivelazioni di pentiti. Il clan, egemone nei quartieri napoletani di Secondigliano (dove la famiglia risiede), Scampia, Chiaiano, Miano e San Pietro a Patierno, ha la fonte principale di guadagno nel traffico di droga, ma anche nel racket ai danni di commercianti. Tra i suoi alleati ci sono i Contini e i Mallardo, nonché a fasi alterne i Lo Russo, e con questi altri tre clan negli anni ’90 i Licciardi costituirono il cartello della «Alleanza di Secondigliano» per gestire il traffico di droga e lo spaccio. Alla fine degli anni ’90 i Licciardi hanno avuto contrasti e ostilità con altri clan come i Mazzarella, i Misso del Rione Sanità e i Giuliano, storico clan di Forcella.

GRASSO - «L’arresto di Licciardi è un ulteriore successo nella cattura dei latitanti dei clan contrapposti che hanno portato negli ultimi anni alla faida di Secondigliano - ha commentato il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso -. Ci si sta avviando verso la completa destrutturazione dei clan che fino ad oggi hanno provocato decine di morti per le strade di Napoli. La cattura di Licciardi, per le geniali modalità con le quali è stata eseguita dalla polizia, rappresenta dunque un passo avanti nella lotta alla camorra».

* Corriere della Sera, 07 febbraio 2008


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