Alcune considerazioni d’ordine generale sullo stato della nostra democrazia e sulla politica del costume o costume della politica scritto da Giuseppe Cinisi 2 anni or sono ma penso ancora valide nella sostanza dell’analisi.

Sullo stato della nostra democrazia - di Giuseppe Sinisi (entropia entropica)

Una sorta di schiavismo materiale avanzato in cui qualità della vita e cultura del lavoro sono relegate fra i “fanalini di coda” dei vari progetti politici.
sabato 22 novembre 2008.
 
E’ una sorta di schiavismo materiale avanzato in cui qualità della vita e cultura del lavoro sono relegate fra i “fanalini di coda” dei vari progetti politici. La mattanza delle morti bianche né è la testimonianza diretta.

L’immagine a corredo dell’articolo è di Giancarlo Contu ndr.

Alcune considerazioni d’ordine generale sullo stato della nostra democrazia e sulla politica del costume o costume della politica scritto dal sottoscritto 2 anni or sono ma penso ancora valido nella sostanza dell’analisi. L’arroganza e la prevaricazione delle regole e dei limiti imposti dalla legge. L’uomo di potere infatti, odia le critiche, i giudizi, non osserva nessun obbligo verso gli altri se non quelli che riguardano sè stesso e la sua ristretta cerchia d’amici e parenti (la centralità del ruolo della famiglia).

I rapporti di sudditanza e di condizionamento reciproco fra i protagonisti della vita politica italiana rappresentano un patto, che allo stato attuale, cioè allo stato d’avanzamento in cui si trova oggi la ristrutturazione del sistema, sarà difficile sciogliere domani. La politica dei politici (e di chi se ne avvantaggia) rappresenta un mondo che riguarda una percentuale limitata. Questo è bene ricordarlo poiché la loro presenza nell’immaginario collettivo ci porta a pensarli in qualche modo come onnipresenti e più numerosi di quanto siano in realtà.

La rappresentanza evapora nel potere e le norme varate dal parlamento spesso si riducono in soluzioni lobbistiche funzionali al mantenimento del sistema. Il benessere, quantitativamente rilevabile nei termini del concetto qualitativo di cittadinanza e/o quantitativo della maggior parte, invece, risulta essere sempre più un principio subordinato o al limite, ri-tradotto nelle strategie di mantenimento.

Traducendo: riproduzione dei rapporti di casta e solo di casta nel tempo e nello spazio. Berlusconi, rappresenta la punta dell’iceberg di migliaia e migliaia di conflitti di interesse che caratterizzano la vita pubblica nazionale.

Fatta qualche eccezione, il trasversalismo è la nota che accomuna la destra e la sinistra in una co-gestione della cosa pubblica che riduce le differenze “di principio” in semplici “somiglianze di famiglia”. Questo spiega la difficoltà della gente a scorgere la destra dalla sinistra. La labilità del concetto deontologico nell’imparzialità gestionale della res pubblica. Non c’è infatti cultura di stato ma solo cultura di casta ovverosia una somma di norme di natura bassamente pragmatica necessarie a perpetuare la casta come conditio sine qua non del potere.

Mancanza di fedeltà verso le istituzioni ma non verso il capo del quale e con il quale si condivide tutto quello che riguarda il vantaggio che ne conviene o ne può convenire (la sopravvivenza e il perpetuarsi dei privilegi). Lo scadimento della dialettica maggioranza - minoranza istituzionale (parlamento, regioni, province, comuni, circoscrizioni, asl, università, aziende municipalizzate) a mero strumento d’affermazione dei propri interessi. Tramite il libero scambio di favori si consolida, a seconda del livello e della carica rivestita, il potere della/e caste.

Le caste (o come le vogliamo chiamare) possiedono, tramite ramificazioni pervasive e capillari sul territorio, immense capacità di “presa elettorale”. Dalle grandi alleanze, scaturisce, un assetto la cui importanza e mantenimento è sempre funzionale a qualcosa d’altro ma il cui termine di riferimento finale è il vertice della casta cioè il capo o i capi a cui è demandata ogni decisione finale (la nuova legge elettorale come esemplificazione ?).

La partecipazione è segretamente vietata nonostante la moda delle primarie (differenza fra ciò che è essoterico cioè per tutti ed esoterico cioè per la casta). La velina, nella fattispecie (ma potrebbe essere un posto fisso nelle pubbliche amministrazioni, nelle università , un appalto ma ancora più semplicemente una radiografia gratuita) è merce in grado di cambiare le sorti e il destino, in ultima analisi, di una nazione.

"Riflettiamo. Se La Repubblica Italiana è una Ripubblica fondata sul lavoro, almeno secondo quanto affermato dalla Costituzione, un alieno, dopo aver ascoltato la telefonata fra Berlusconi e Saccà che idea si sarebbe fatto riguardo il fondamento ultimo ? La cultura è ridotta a fenomeno antropologico involuto. E’ ridotta ad intrattenimento, affabulazione, narcotizzazione ed impoverimento delle coscienze dei cittadini.

La cultura è strumento d’affermazione della propria grammatica cioè del modo in cui si vede e si interpreta “il mondo” (una sorta di ..non avrai altro dio al di fuori di me). La centralità della trasmissione della rappresentazione televisiva funzionale alla interiorizzazione della forma di realtà ammessa come buona e vera. L’indifferenza, la prostrazione morale e l’impoverimento materiale della stragrande maggioranza della gente (che è fuori dal sistema ma che facilita , data la condizione di incipiente indigenza e bisogno, la "presa elettorale" è il gioco della manovalanza a cui è demandato il compito di ri-creare il consenso necessario alla salvaguardia della governance).

Economicamente, è conclamato, i debiti accumulati dalle varie gestioni politiche delle istituzioni (economiche e no), ricadono sui cittadini l’esistenza dei quali si giustifica solo su questa base. Enron, Parmalat, Cirio, mutui subprime etc sono l’esempio così come i debiti dei comuni (il Comune di Taranto e/o Milano), delle asl etc. etc. Realizzate le dovute detrazioni sul salario, in maniera esplicita, attraverso la forma della tassazione diretta ed implicita, attraverso tutto ciò che rubrichiamo sotto la generica voce del "costo della vita" , si coprono i debiti ed i costi di gestione degli apparati e ne è "garantita" la sopravvivenza materiale.

Tuttavia vi è sempre un numero, una soglia da rispettare, di cittadini necessario a far sopravvivere il sistema. Qualora si registri un difetto, quantitativamente rilevabile, si può ricorrere alle varie forme di immigrazione concordate.

E’ una sorta di schiavismo materiale avanzato in cui qualità della vita e cultura del lavoro sono relegate fra i “fanalini di coda” dei vari progetti politici. La mattanza delle morti bianche né è la testimonianza diretta.

Le carriere sono prerogativa ed appannaggio esclusivo delle caste le quali oggi affermano che non è necessaria nessuna forma di selezione se non quella da essi effettuata preventivamente attraverso il grado di fedeltà dei candidati al “progetto”. Non si serve lo stato, le istituzioni democratiche, la religione, la cultura .....si serve la casta. Le classi dirigenti così come la forza lavoro viene, in questa maniera, cooptata (il concetto di precarietà in questo senso viene sussunto e finalizzato alle finalità della casta).

Per questi viene affermato il diritto all’esistenza mentre fuori dal sistema esiste solo il precariato nel senso vero e non artefatto, la povertà, lo stato di clandestinità. Alcune figure portatrici di significati positivi tuttavia, tracciano un itinerario storico, alternativo. Qui: giustizia e legalità,cioè i valori pregnanti di una cultura in lotta per l’affermazione della centralità rivestita dalla dignità umana, riguardano, oggi, una parte che ancora stenta a rappresentarsi come......non lo sappiamo ancora.

Infine, l’estrema vulnerabilità della democrazia italiana esposta a facili attacchi di faccendieri d’ogni tipo. Il ricatto è l’arma puntuale che può sovvertire, in ogni momento, l’ordine costituito.

L’ordine non si sovverte più con i carrarmati per le strade -in Europa è iconografia televisiva da terza serata 23.55 c.a.- ma attraverso scalate e/o fusioni. In questo senso: banche, giornali, televisioni, ministeri, asl, fanno da capofila mentre, naturalmente, la scuola viene tenuta costantemente in uno stato d’imbarbarimento culturale e civile e l’Università si è cepuizzata. E’ naturale che dopo tutti gli scandali, la corruzione di questo periodo dobbiamo aspettarci una spinta di forte moralizzazione del paese. In cosa consisterà ? Chi la condurrà ?

A chi giova tutto questo imbarbarimento, questa visibilità della mercificazione del tutto ? Calculemus.

Giuseppe Sinisi (Entropia Entropica)


Rispondere all'articolo

Forum