In anteprima, da "DEMONI E SANGUE", prossimo libro su ’ndrangheta e oppressione di Francesco Saverio Alessio

’Ndrangheta in Calabria, nel paese degli allocchi : il nasone, la bestia e il coglione

Tre animali e un artista al bivio del comune
mercredi 10 juin 2009.
 
Un estratto dal nuovo libro in lavorazione (DEMONI E SANGUE) dove l’autore descrive un episodio in cui viene minacciato e insultato in modo tipicamente mafioso, cioè non dimostrabile per mancanza di testimoni, e quindi non denunciabile alle forze dell’ordine. L’autore per una lunga serie di minacce di questo tipo e per altri mille motivi di attacco alla privacy e alla serenità ha deciso di abbandonare definitivamente la sua terra ed il suo paese d’origine per lavorare e vivere in un luogo più sicuro, più bello e soprattutto più civile.

(foto : Michele Dalla Palma ; N.d.R.)

Le potenzialità dell’essere umano vanno sviluppate lungo il corso di tutta l’esistenza, in un imprevedibile, unico percorso. Particolarissimo e, in gran parte, predeterminato.

La componente imponderabile che determina la predestinazione è messa in atto dal fato, dal destino, dal karma, comunque si voglia definire. Alcuni proseguono coraggiosamente su sentieri pericolosi, rischiosi, profondamente incassati nelle gole dell’esistenza ; quella vera, con uno scopo ultimo trascendente. Una continua ricerca del bene, del bello. Contro ogni dipendenza intellettuale. Contro l’immobilità delle certezze. Altri conduce esistenza consuetudinaria, regolamentata dal tabù, indirizzata alla resa o alla sconfitta rispetto al sistema di valori dominante. Un’esistenza immobilizzata dalla paura del futuro, della novità, caratterizzata dal rifiuto di tutto ciò che è estraneo, non comprensibile. Manifestandosi oggettivamente in comportamenti stimolati dall’avidità animale incontrollata, dall’ansia di possesso e di potere. Dalla vanità. Scatenano la collera dell’egoismo, della competizione spietata, delle guerre ; un comportamento ben rappresentato dall’arroganza del potere economico e politico fine a se stesso, cannibalesco, perverso, come la mafia, la camorra, la n’drangheta, la massoneria che li congiunge in una sinergia inumana, demoniaca, di deformazione del diritto. Categorie queste che amano tutte il silenzio.

Guai a denunciare. Ad informare e far riflettere. Cane randagio mi ha chiamato un pallone gonfiato, una specie di tacchino in amore, con due suoi comparielli. L’Onorata Società florense.

Erano in tre all’incrocio del comune. Elegantissimi, pulitissimi, stronzissimi. Io veloce, ritmo buono di marcia, scarpe preziose, fatte a mano, scalcagnate dall’ormai eccessivo uso, jeans sdrucito e consunta giacca di pelle nera, dovevo solo prendere il pane e tornare a casa. Loro : due laureati medici (un veterinario e un medico per bestie come lui) e un vertebrato erectus decerebrato, formattato al potere, pericolosissimo, avido, crudele. Il secondo, medico di poveri umani, un manipolatore di talento, criminale da bambino. Traditore, vigliacco, mentitore. Senza cuore. Il primo giorno della terza classe, ai tempi della scuola elementare, la prima cosa che mi mostrò fu come riusciva a rubare ogni sorta di cose a un mini market, all’orario di chiusura.

Ha rubato anche da ragazzo ed ha continuato da adulto, persino in casa di gente che lo ha accolto, che gli ha voluto bene. O di vicini di casa. Sfruttatore di molte ragazze che ricordo : non un vero e proprio magnaccia, piuttosto una sorta di bavoso parassita succhiatore. Un vero mascalzone : è lui che mi ha chiamato "cane randagio" ! Il nasone. Il vanitosone. O’ commuoglio n’coppa a tazza1), dicono a Napoli per indicare i tipi come lui.

Il terzo è uno davvero ignorante, proprio un coglione, arrogante e grande maleducato, nu veru tamarriellu, parla sempre ad alta voce ; risulta imprenditore di successo. Mi aveva visto arrivare, il coglione, all’ultimo momento - mentre si aggiustava il naso e gli occhiali per via della cocaina - io, con il mio occhio di falco e la mia coscienza d’ogni attimo, li avevo inquadrati già da oltre cento metri, ed ero attento e pronto.

Il tacchino, pavoneggiando parlava di me, sproloquiava, ho inteso qualcosa mentre passavo veloce, sfiorandoli come il vento. L’argomento riguardava me personalmente.

Avvertono il passare del mio vento, la mia solitaria energia, ma essendo in tre, sentendosi protetto, accade che si eccita al mio passaggio proprio il più vigliacco di tutti, anche il più sbruffone da sempre, il vanitosone.

Alle mie spalle il nasone innalza il tono della voce, urlando con disgusto : “Dobbiamo farli sparire tutti questi cani randagi che circolano per strada”. Riferendosi chiaramente a me visto che nelle vicinanze non c’erano cani, e, a parte loro tre che spiritualmente sono più sottosviluppati dei lombrichi, non c’era anima viva. Non c’erano possibili testimoni se non a cento metri di distanza.

Bastardi ! Mafiosi di merda ! Ho continuato imperterrito col mio ritmo montanaro a piedi larghi, flop flop, come se loro non esistessero. Ė così : non si è avvertita nessuna variazione del mio passo atletico, o del mio essere, del mio atteggiamento fiero ! Confesso profondamente e veramente superbo, dato lo schifo che mi fanno questi tre mafiusicchi. Chandala !2)

Sono rimasti anche col dubbio che io non abbia sentito nulla. Forse è un po’ sordo ! Un sussurro del vento.

Intanto avevo raggiunto una zona con testimoni, c’era pieno fuori dal bar. Questi gran bastardi, mi farebbero compassione e non li schernirei, se non fossero dannosi per gli altri. Per cui non li posso considerare come degli animaletti da cortile : anche se l’intelligenza è quella, loro sono cattivi. Egoisti, bestie !

Li stuzzico per indirizzarli verso qualche tipo di gabbia. Sono delle bestie ammaestrate, non hanno abbastanza cervello per capire quanto siano già in gabbia ; nelle gabbie delle loro squallide e dannose esistenze. Per nostra fortuna sempre nuove, impreviste ed imprevedibili, continuamente mutanti, sono le gradazioni dell’autoconsapevolezza del Sé.

Dagli stati animaleschi, avidi, collerici, ping pong fra l’estasi e l’inferno, predominanti in una società consumistica, basata sull’estasi del possesso, sull’ignoranza, sulla violenza, si può risalire in stati superiori dell’essere. Si può rimanere sempre animali come le persone che ho appena descritto oppure divenire davvero uomini, esseri umani.

Una vita dedita e disciplinata da essere umano, un credo volto al benessere di tutta l’umanità, spiana la strada della saggezza e della morigeratezza personale permettendo di superare molti problemi contemporanei gravissimi. Con una tale pratica si può giungere fino ad un alto stato di coscienza, ad un altissimo grado di compassione, che abbraccia tutti gli esseri viventi e tutto l’Universo. Anche i tre animaletti mafiosetti del bivio del comune.

Li si ingabbia magari, se ci si riesce, ma li si compatisce e si cerca di rieducarli, perché si è a conoscenza del fatto che anche loro partecipano della natura ultima, anche loro possiedono la capacità di illuminarsi, di divenire profondamente umani.

L’illuminato, l’essere umano saggio, è colui che ha la capacità di aiutare un gran numero di persone a migliorarsi per diventare esse stesse dei saggi, degli uomini pienamente realizzati nella loro essenza caratteristica.

In concreto, lo studio dovrebbe servire sempre a progredire umanisticamente, e così a sviluppare curiosità conoscitiva, saggezza nella capacità di discernere il vero dal falso, amore per quel che fa bene a noi stessi e alla società, allarme per quello che le fa male. In sintesi avere un rapporto equilibrato con la realtà. Umanamente apprezzabile, non invasivo.

Francesco Saverio Alessio

http://www.florense.it

1) Dal dialetto napoletano : O’ commuoglio n’coppa a tazza : il coperchio del cesso, per indicare uno sbruffone.

2) Chandala : dal Sanscrito è l’equivalente di plebaglia in italiano. Indica la più bassa delle caste indiane.

DEMONI E SANGUE : ’ndrangheta un potere glocale e invisibile il nuovo libro di Francesco Saverio Alessio

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