Politica

Vattimo, un candidato sindaco tra le ’pacchiane’

mardi 22 février 2005.
 

San Giovanni in Fiore, il paese delle donne

La cittadina silana fu fondata dall’abate Gioacchino da Fiore nel 1189 e fu teatro della cattura dei fratelli Bandiera nel 1844

Roma, 21 feb. (Adnkronos Multimedia) - Tre sono gli elementi che caratterizzano San Giovanni in Fiore, la cittadina silana che vedrà il filosofo Gianni Vattimo correre, ’’al di fuori dei partiti’’, per la poltrona di sindaco : l’abbazia, la cattura dei fratelli Bandiera e le ’pacchiane’. La storia del centro silano inizia nel 1189 quando l’Abate Gioacchino da Fiore (predicatore e profeta, ricordato da Dante nel XII canto del ’Paradiso’) edifica, alla confluenza dei fiumi Arvo e Neto, l’ospizio di ’Albaneto’, con lo scopo di offrire ospitalità ai viandanti. In quell’anno alcuni contadini fuggiti dai centri della costa tirrenica assediati dai saraceni, iniziano a costruire le proprie capanne attorno all’abbazia. Fino al 1630 circa, il paese resta sotto la giurisdizione del monastero, per passare, dopo la fusione dell’ordine Florense con quello Cistercense, nelle mani della famoglia Rocci e poi in quelle dei Caracciolo di Martina. Il regime feudale dura fino all’800 quando le lotte contadine pongono fine all’usurpazione baronale delle terre. Il 19 giugno del 1844 San Giovanni in Fiore torna protagonista per via della cattura dei fratelli Bandiera, avvenuta a Strangola, una località a pochissimi chilometri dalla cittadina. Ma l’attrazione del centro silano, che ha sempre richiamato scrittori, artisti e fotografi, sono le sue donne. E il loro particolarissimo costume da ’pacchiana’. ’’Le donne di San Giovanni in Fiore -scrive l’editore Domenico Laruffa- specie le più anziane, indossano stabilmente un costume tradizionale che comporta una strana acconciatura dei capelli ottenuta mediante una serie di treccine e di fiocchi. Questo costume sarebbe stato ideato dallo stesso abate Gioacchino e simboleggerebbe, con i colori bianco e nero, la morte e resurrezione del Cristo. Le donne sposate portano, come elemento distintivo, collena in oro filigranate dette ’jennacche’...’’. Il costume da pacchiana è costituito da una gonna nera lunga che cade in morbide pieghe, da un corpetto in velluto arabescato nero con le maniche larghissime e per lo più corte. Il caratteristico copricapo è in tela di lino ripiegata più volte, inamidata, che si allunga rigidamente fino alle spalle e dalla quale pendono due treccioline di capelli.

Preso da Adnkronos, all’indirizzo :

www.adnkronos.com/Politica/2005/Settimana09da21-02a27-02/vattimo_sangiovanni_210205.html


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