Memoria della libertà....

A FREUD (Freiberg, 6 maggio 1856 - Londra, 23 settembre 1939), GLORIA ETERNA!!! IN DIFESA DELLA PSICOANALISI. Federico La Sala risponde a Dario Antiseri. E lo scontro piace. La loro dialettica è tutta da gustare - lo scritto è del prof. Federico La Sala

A seguire, i testi di riferimento
venerdì 16 maggio 2008.
 


‘Giuseppe’, i suoi ‘fratelli’, e “l’interpretazione dei sogni” e della realtà

A FREUD, GLORIA ETERNA!!!

Una ‘risposta’ a Dario Antiseri e a “tutti i detrattori”*

di Federico La Sala**

"anche se il futuro riplasmerà o modificherà questo o quel risultato delle sue ricerche, mai più potranno essere messi a tacere gli interrogativi che Sigmund Freud ha posto all’umanità; le sue scoperte scientifiche non si possono né negare, né occultare (...) e se mai alcuna impresa della nostra specie umana rimarrà indimenticabile, questa sarà proprio l’impresa di Sigmund Freud" (Thomas Mann)

DEUS CLARITAS EST !!! Freud era ‘zoppo’ e ‘cieco’ e lo sapeva (auto-analisi!) e coraggiosamente ha cercato di risolvere il suo (e nostro - di tutti e di tutte) problema edipico, ma tantissimi (e soprattutto i filosofi e i teologi ‘cattolici’ - fideisti o razionalisti, laici e non) lo sono, ’zoppi’ e ’ciechi’, e insegnano che la loro ‘condizione’ è la condizione ‘normale’ di tutti gli esseri umani, e continuano a fare i detrattori del suo “interminato” e “interminabile” lavoro.

Non sapendo e negando addirittura la loro (e nostra - di tutti e di tutte) ignoranza su “chi siamo noi, in realtà?”(Nietzsche!), come possono riconoscere o capire “l’interpretazione dei sogni” del giovane ‘Giuseppe’, del giovane Freud?! Come possono “essere giusti con Freud” (J. Derrida)?, con i loro ‘fratelli’ e con le loro ‘sorelle’, se non sanno essere giusti innanzitutto con il loro stesso ‘padre’ in carne e ossa - ‘Giuseppe’ (e con la loro stessa ‘madre’ in carne ed ossa - ‘Maria’)?!

Ognuno sputa ‘sentenze’ contro la ‘sua creatura’ - la psicoanalisi, ma nessuno sa quello che fa e quello che dice. Continuano a ripetere il loro ritornello, e non sanno nemmeno ‘ascoltar-si’. Non vogliono né ‘crescere’ né tantomeno abbandonare le loro ‘stampelle’: non solo non hanno letto Kant, ma nemmeno ascoltato Gesù! Anzi, tutti (e tutte) in lotta e, al contempo, tutti (e tutte) uguali tra di loro: ognuno per essere riconosciuto l’unico ‘figlio di Dio’ e prendere il posto del ‘Dio-Padre’, e ognuna per diventare l’unica ‘figlia di Dio’ e prendere il posto della sposa del ‘Dio-Padre’ e madre del ‘Dio-Figlio’ !!!

Come in terra così in cielo (e viceversa): ciò che a e per loro importa è mantenere o prendere il ‘potere’ e difendere la ‘proprietà’, perciò non sanno né vogliono “aprire gli occhi” (Freud), saper amare il ‘padre’ e la ‘madre’ - ‘Maria’ e ’Giuseppe’, e “camminare eretti”(E. Bloch, Karl Marx). Per loro è “naturale” e “divino”: la donna è “simile” all’ uomo, Mosè è uguale al Faraone, Gesù è uguale ad Edipo, e Dio è uguale a Mammona!!! E, così, continuano ostinatamente a vivere “con una sola gamba” (Bonhoeffer) e a “sputare contro il vento” (Nietzsche) - a 150 anni dalla nascita di Freud, e a duemila e più anni dalla diffusione della “buona notizia”!!! (10.02.2006)

Federico La Sala


«Sir: L’ottantesimo compleanno di Sigmund Freud ci dà la gradita opportunità di porgere le nostre congratulazioni e i nostri omaggi al Maestro le cui scoperte hanno aperto la via a una nuova e più profonda conoscenza del genere umano. Ha contribuito in maniera eminente alla medicina, alla psicologia, alla filosofia e all’arte ed è stato per due generazioni il pioniere nell’esplorazione di regioni finora sconosciute della mente. Intellettualmente indipendente, «ein Mann mit erzenem Blick» come Nietzsche disse di Schopenhauer, in grado di stare solo e attrarre a sé allievi, ha seguito il percorso da lui scelto e le sue avanzate verità, le quali, per il solo fatto di aver portato allo scoperto ciò che era nascosto e per aver illuminato ciò che era oscuro, sembravano pericolose e allarmanti. Ovunque egli ha proposto nuovi problemi e cambiato vecchi princìpi. I risultati del suo lavoro hanno ampliato il campo della ricerca, e lo stimolo che ha dato al pensiero creativo ha fatto sì che anche i suoi avversari divenissero suoi debitori. Gli anni a venire potranno ricostruire o limitare questa o quella conclusione, ma le sue domande non saranno mai taciute, né le sue conquiste oscurate in modo permanente. Le idee che formulò e i termini che coniò sono diventati parte della nostra vita quotidiana, e in ogni campo del sapere, in letteratura, arte, ricerca, storia delle religioni, preistoria, mitologia, folklore, pedagogia e, ultimo ma non meno importante, in poesia, siamo in grado di scovare tracce della sua influenza. I successi più memorabili della nostra generazione saranno, senza ombra di dubbio, le conquiste in ambito psicologico raggiunte da Sigmund Freud. Non possiamo immaginare il mondo intellettuale di oggi senza il suo lavoro, e gioire della sua presenza tra noi e della sua ininterrotta attività. Possa la nostra gratitudine accompagnare i suoi giorni.»
-  Thomas Mann, Romain Rolland, Jules Romains, H.G. Wells, Virginia Woolf, Stefan Zweig (traduzione di Eleonora Piacentini)
-  London, England


With Martha, in the garden of their final home, 20 Maresfield Gardens. - 8.5 Kb

With Martha, in the garden of their final home, 20 Maresfield Gardens.


SIGMUND FREUD (Wikipedia - italiano)

SIGMUND FREUD (Wikipedia - inglese)

FREUD MUSEUM LONDON

SIGMUND FREUD (scheda con foto - inglese)

Golders Green Crematorium and Mausoleum: Golders Green Crematorium, as it is usually called, is in Hoop Lane, off the Finchley Road, Golders Green, London NW11, five minutes walk from Golders Green tube station.




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ANNIVERSARIO

Il prossimo 6 maggio ricorreranno i 150 anni della nascita del fondatore della psicoanalisi. Che trovò sin dall’inizio non pochi critici delle sue teorie

FREUD, ECCO TUTTI I DETRATTORI

Le critiche miravano a mostrare la «non scientificità» del metodo. Tra chi si oppose anche Popper, Kraus e Schnitzler, che era contro il determinismo della teoria Friedrich von Hayek lo definì «il maggior distruttore culturale del ’900», mentre Wittgenstein cercò di «vincere il suo inganno»

di Dario Antiseri (Avvenire, 10.02.2006)

«La psicoanalisi - ha scritto Freud nel volumetto Per la storia del movimento psicoanalitico (1914) - è [...] una mia creazione». E questa scienza nuova creata da Freud (ed osteggiata all’inizio dai più e oggi da non pochi) era destinata ad esercitare nel giro di pochi decenni un influsso enorme e sempre più massiccio sull’immagine dell’uomo e delle sue attività psichiche e dei suoi prodotti culturali. Non c’è "fatto umano" che non sia stato toccato e sconvolto dalla dottrina psicoanalitica: il bambino diventa un perverso polimorfo; il peccaminoso sesso della tradizione viene posto in primo piano per spiegare la vita normale e soprattutto malattie mentali; l’io e il suo sviluppo vengono inquadrati in una nuova teoria; le malattie mentali vengono affrontate con tecniche terapeutiche prima impensate; fatti come i sogni, i lapsus, le dimenticanze, ecc. - generalmente visti come fatti, sì, strani, ma irrilevanti per la comprensione dell’uomo - diventano brecce per guardare nel profondo dell’uomo; fenomeni quali l’arte , la morale, la religione e la stessa educazione vengono illuminati da una luce che molti ancora oggi dichiarano "sconvolgente". Il costume esce mutato dall’incontro con la terapia psicoanalitica e gli stessi termini fondamentali della teoria psicoanalitica (complesso edipico, rimozione, censura, sublimazione, inconscio, super-io, transfert, ecc.) sono ormai pezzi integrati nel linguaggio ordinario e, nel bene o nel male e con più o meno cautela, più o meno a sproposito, costituiscono attrezzi interpretativi del più ampio svolgersi della vita.

In ogni caso, è Bruno Bettelheim a ricordare ne La Vienna di Freud che fu esattamente nella "Grande Vienna" che vennero messe a punto le alternative alla psicoanalisi per la cura dei disturbi mentali. J. Wagner von Jauregg scoprì la terapia della demenza paralitica tramite l’inoculazione della malaria - questa e altre scoperte gli valsero nel 1927 il premio Nobel per la medicina, il pri mo ad essere assegnato per ricerche in campo psichiatrico. E fu un altro medico viennese, Manfred Frafft-Ebing- predecessore di Wagner von Jauregg nella direzione dell’Istituto di psichiatria e che in tale qualità fu diretto superiore di Freud nel periodo in cui costui insegnò all’Università - con la sua Psychopathia sexualis, del 1866, sconvolse le idee correnti sulle perversioni sessuali. Fu lui che «preparò in un certo senso il clima culturale che rese possibile il lavoro di Freud» (Bettelheim).

Alternative alla psicoanalisi da una parte, e severe, per non dire devastanti, critiche dall’altra - critiche tutte mirate a mostrarne la non scientificità. La psicoanalisi non è scientifica perché fattualmente incontrollabile, perché non falsificabile: è questo il noto verdetto di Karl Popper. La psicoanalisi di Freud, come anche la psicologia individuale di Adler, risulterebbero, ad avviso di Popper, «compatibili con i più disparati comportamenti». Non è possibile indicare qualcosa in grado di smentire l’una o l’altra delle due teorie. La prova, nella vita come nella scienza, si ha dove si rischia: dove si rischia di fare fallimento. Ma Freud non corre questi rischi. E «per ciò che concerne l’epica freudiana dell’Ego, del Super-Ego, e dell’Id, non è possibile rivendicare uno stato scientifico più di quanto lo sia per le vicende storiche dell’Olimpo di Omero.»

Con Popper, e prima di Popper, due suoi maestri viennesi: Heinrich Gomperz e Karl Bühler. Per Gomperz il difetto di fondo della psicoanalisi sta nella immotivata pretesa dogmatica di aver individuato la sorgente (la vera e unica sorgente) di tutti i nostri comportamenti. Il "grande mago" vedeva nel fondatore della psicoanalisi Karl Bühler, sotto la cui guida Popper scrisse la sua tesi di laurea sulla psicologia del pensiero. E dinanzi alla imponente quantità di congetture all’inseguimento del carattere simbolico dei fenomeni psichici, Bühler si sente legittimato ad as serire che il principio del simbolo della psicoanalisi è «un principio elastico come la gomma».

Decisamente contrario al determinismo della teoria freudiana è Arthur Schnitzler (1862-1931), il "medico-poeta" viennese. La psicoanalisi trasforma la vita degli uomini in una "ridicola farsa" di pulsioni libere di scatenarsi in un individuo o in un altro. Inoltre, sbaglia Freud a proposito del complesso di Edipo, per la ragione che «proprio la storia di Edipo è totalmente estranea al cosiddetto complesso di Edipo. Edipo ama sua madre ignorando che è tale [...] Edipo ama Giocasta come estranea, non come madre». La psicoanalisi - annota Schnitzler - è seducente sia per il medico come pure per il paziente: «un uomo del tutto insignificante appare a se stesso interessante, il valore che viene attribuito ai suoi sogni lo esalta». Ma il guaio più grosso con la teoria psicoanalitica è che essa naviga nel pantano dell’arbitrario, tanto che «ogni controllo diviene impossibile e ogni spiegazione può essere lecita esattamente quanto il suo opposto». Da qui il verdetto di Schnitzler: «il metodo psicoanalitico è un interpretare sfrenato».

Analogo giudizio negativo lo si ritrova in Egon Friedell, l’autore della monumentale opera dal titolo Kulturgeschichte der Neuzeit, dove egli ricorre a parole di Nietzsche per affermare che la psicoanalisi è «un attentato di parassiti, un vampirismo di pallide sanguisughe sotterranee». La psicoanalisi è un atto di vendetta di malriusciti. E non è scienza. Essa è piuttosto la fede di una setta. Nasce e vive come teoria incontrollabile; e, difatti, «è del tutto impossibile convincere gli psicoanalisti della falsità di una diagnosi». In verità, "«come la balena, quantunque sia un mammifero, si atteggia a pesce, così la psicoanalisi, che è una religione, si atteggia a scienza». La psicoanalisi, per Friedell, ha un difetto catastrofico: sono gli psicoanalisti. E Freud «è un metafisico, ma non lo sa».

Il 12 gennaio del 1910 Fritz Wittels presenta alla Società psicoanalitica di Vienna una relazione dal titolo La nevrosi "Fackel" Karl Kraus - che con la sua rivista "Die Fackel" era diventato «la delizia e il tormento del pubblico viennese» (Th. Szasz) - vide nell\’analisi effettuata da Wittels una specie di dichiarazione di guerra. E guerra fu, come si può scorgere anche dai seguenti pochi aforismi di Kraus. «La differenza fra gli psichiatri e gli altri psicopatici è un po’ come il rapporto tra follia convessa e follia concava». E ancora: «la psicoanalisi è un gusto di vendetta, per mezzo del quale l’inferiorità si dà un contegno, se non addirittura un\’aria superiore, e la disarmonia cerca di livellarsi. Essere medico è più che essere un paziente e perciò oggi non c’è babbeo che non tenti di curare ogni genio. Qui la malattia è ciò che fa difetto al medico». E quanto alla scientificità della psicoanalisi Kraus non ha dubbi: «La psicoanalisi è più una passione che u na scienza: perché le manca la mano ferma nelle sue indagini, anzi perché questo di fatto costituisce già da solo l’unico requisito per fare psicoanalisi». E, infine, uno dei più caustici, e maggiormente noti, aforismi di Kraus: «la psicoanalisi è quella malattia di cui ritiene di essere la terapia».

Se per Friedrich A. von Hayek, premio Nobel per l’economia nel 1974 - Freud, «attraverso i suoi profondi effetti sull’istruzione (...) è forse diventato il maggiore distruttore culturale del nostro secolo», per suo cugino Ludwig Wittgenstein «non c’è modo di mostrare che il risultato generale delle analisi non potrebbe essere "inganno"».

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LE CELEBRAZIONI

L’Austria in festa con mostre e convegni

Al via in Austria le celebrazioni per i 150 anni dalla nascita di Sigmund Freud (1856-1939), il medico austriaco fondatore della psicoanalisi. Luogo centrale delle manifestazioni sarà Vienna, dove la famiglia di Freud si trasferì dal 1860 e in cui lo psicoanalista visse fino al 1938, quanfo l’annessione dell’Austria alla Germania di Hitler lo costrinse ad emigrare a Londra. Uno degli avvenimenti più importanti allestiti a Vienna sarà la grande mostra «Die Couch: Vom Denken im Liegen» (Il divano: il pensiero disteso), che verrà allestita dal 4 maggio al 29 ottobre nella Casa-museo di Sigmund Freud, situata all’indirizzo Berggasse 19, domicilio e studio dello psicoanalista. A partire dal mese di aprile il Filmarchiv di Vienna affronterà nel corso di una vasta restrospettiva dal titolo «Freud und das Kino» (Freud e il cinema). E per il 5 maggio, alla vigilia del compleanno di Freud, è prevista alla Volksoper di Vienna una serata musicale, dal titolo «Stimme und Verstummen» (Voce e silenzio).


** www.ildialogo.org/filosofia, 11.02.2006



Nel sito, e in rete, si cfr. anche:

-  Costituzione dogmatica della chiesa "cattolica"... e costituzione dell’Impero del Sol Levante. Un nota sul “disagio della civiltà”

-  DAL DISAGIO ALLA CRISI DI CIVILTA’: FINE DEL "ROMANZO" EDIPICO DELLA CULTURA CATTOLICO-ROMANA.

-  SESSO (EROS) E AMORE (CHARITAS). COSTITUZIONE E "KAMASUTRA". La lezione di Sigmund Freud (l’"Istruzione sessuale dei bambini")

-  Al di là della “concezione edipica del tempo”(Vattimo).
-  LA FENOMENOLOGIA DELLO SPIRITO DEI "DUE SOLI". Con la morte di Giovanni Paolo II, il Libro è stato chiuso. Si ri-apre la DIVINA COMMEDIA, finalmente!!! DANTE "corre" fortissimo, supera i secoli, e oltrepassa HEGEL - Ratzinger e Habermas!!! MARX, come VIRGILIO, gli fa strada e lo segue. Contro il disfattismo, un’indicazione e un’ipotesi di ri-lettura

-  ISRAELE E PALESTINA.... UN’INDICAZIONE DI FREUD

UN NUOVO UMANESIMO?! Pensare l’ "edipo completo"(Freud), a partire dall’ "infanticidio"!!!

-  NATALE 2008, LA SAPIENZA DI OXFORD: "LA LUCE SPLENDE NELLE TENEBRE" (Gv 1. 5)!!!
-  "CHRISTMAS": FESTA DELLA LUCE D’INVERNO - NATURALE E SOPRANNATURALE.
-  Al di là degli equivoci e della cecità delle varie gerarchie religiose

-  IL VATICANO PREPARA LE SUE “LEGGI ” CONTRO GLI OMOSESSUALI ?! Nel 150 anniversario della nascita di Sigmund Freud...

-  DEMOCRAZIA: ABBI IL CORAGGIO DI PRENDERE LA PAROLA E DI PARLARE DA CITTADINO SOVRANO, DA CITTADINA SOVRANA.

-  PER HANS KUNG E BENEDETTO XVI, UN ’RICORDO’ DELLA LEZIONE DI SIGMUND FREUD.

-  DAL LABIRINTO SI PUO’ USCIRE. FACHINELLI, "SU FREUD". Una nota


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