UmaNITA’ ... ed Eu-angélo !!!

IL VICOLO CIECO DELL’UMANITA’ E I MIRACOLI DELLA VITA. USCIRE DALLA PREISTORIA !!! Una nota di don Vitaliano Della Sala

mardi 18 juillet 2006.
 
[...] dovremmo riproporre e ripartire dal Dio di Abramo, “il Dio che stronca le guerre”, comune anche a ebrei e musulmani, come “arbitro” in questa contesa assurda nella quale tutti hanno già perso : “Egli sarà arbitro fra i popoli. Forgeranno le loro spade in vomeri, le loro lance in falci ; un popolo non alzerà più la spada contro un altro popolo, non si eserciteranno più nell’arte della guerra” (Isaia 2, 4) [...]

A proposito del conflitto in Medio Oriente

“Occhio per occhio” o “porgi l’altra guancia” ?

di don Vitaliano Della Sala*

« Il Signore è il Dio che stronca le guerre »(Libro di Giuditta, capitolo 16)

Ci vorrebbe più voce e più voci per gridare la rabbia di fronte all’escalation della guerra in Medio Oriente. Ci vorrebbe una società civile forte, tantissimi cittadini, sindacati, movimenti laici e cattolici, istituzioni e partiti che, mettendo da parte le differenze, si unissero per dare più forza al grido di dolore che sale dal Medio Oriente, per l’assurda guerra che si sta combattendo, e per chiedere, pretendere, che ci si adoperi con tutte le forze per la pace. Qualcuno dovrebbe denunciare l’ipocrisia politica che è fin troppo evidente nella gestione del conflitto tra Israele, Palestina e Stati vicini : come se a “qualcuno” convenga che in quella sfortunata regione del mondo ci sia un focolaio di guerra sempre attivo, pronto ad alimentarsi e divampare in ogni momento. A pensarci bene quel “qualcuno” in realtà sono molti, troppi : gli Stati Uniti, molti Stati arabi, le lobbies ebraiche e arabe, probabilmente anche l’Europa e le Nazioni Unite ; ciascuno per propri interessi strategici, politici o militari.

Invece è indispensabile intervenire con chiarezza subito, in un momento come questo nel quale le diplomazie sembrano incapaci di proporre una via di uscita alla drammatica situazione creatasi tra Israele e Libano, con sullo sfondo la tragica situazione palestinese ; è indispensabile che ci siano momenti di riflessione e di “interposizione” politica, come in questi giorni già alcuni stanno facendo : ”Un frutto di giustizia viene seminato nella pace per coloro che fanno opera di pace”. (Lettera di Giacomo 3,18). E’ indispensabile fare tutto questo pur essendo, comunque, irrimediabilmente troppo tardi ! Qualunque risultato si riuscirà ad ottenere, lo si otterrà sulla pelle e sul sangue di troppi morti e feriti israeliani, libanesi e palestinesi.

I politici sempre pronti a giustificare i conflitti e i loro falsi esperti, ci diranno ancora tante parole su questa guerra, per giustificarla o comprenderla o darne una lettura strategica o storica ; per quanto mi riguarda è squallido non dire che uccidere è una spaventosa aberrazione, sempre ! Sia quando si uccidevano gli infedeli dell’uno o dell’altro schieramento per conquistare Gerusalemme, sia quando si mandavano al rogo gli eretici per difendere la presunta Verità contro l’eresia, sia quando si crede che “Dio-è-con-noi” se facciamo pulizia etnica. L’umanità ha bisogno di tante cose, sicuramente non abbiamo più bisogno di martiri e di carneficine !

E’ squallido pensare che si uccide per la propria sicurezza o per pretendere il riconoscimento del proprio Stato : “Un eunuco che vuol deflorare una ragazza, così è chi vuol rendere giustizia con la violenza”, ammonisce il Libro del Siracide (20, 4).

Non serve strumentalizzare o ideologizzare la guerra, come fa in Italia sia chi vuole difendere esclusivamente i palestinesi sia chi vuole difendere esclusivamente gli israeliani ; non serve paragonare quello che sta succedendo in Terra Santa all’olocausto nazista, né dall’una né dall’altra parte : serve invece dire con forza che le vittime sono tutte uguali, non hanno colore.

Noi cristiani dovremmo riproporre e ripartire dal Dio di Abramo, “il Dio che stronca le guerre”, comune anche a ebrei e musulmani, come “arbitro” in questa contesa assurda nella quale tutti hanno già perso : “Egli sarà arbitro fra i popoli. Forgeranno le loro spade in vomeri, le loro lance in falci ; un popolo non alzerà più la spada contro un altro popolo, non si eserciteranno più nell’arte della guerra” (Isaia 2, 4). Ma noi cristiani ad ebrei e musulmani che applicano alla lettera la biblica e coranica norma introdotta da Mosè dell’“occhio per occhio, dente per dente”, come vendetta e ritorsione contro chi fa loro del male, nel rispetto per le altre fedi, dovremmo saper proporre e testimoniare la grandezza e l’indispensabilità del perdono cristiano, allora “nel deserto prenderà dimora il diritto, e la giustizia regnerà nel giardino. Effetto della giustizia sarà la pace, frutto del diritto una perenne sicurezza” (Isaia 32, 16-17). Ma anche se volessimo prendere in considerazione la “legge del taglione” non possiamo fare a meno di considerare che fu una conquista di civiltà contro la barbarie di chi per uno schiaffo era autorizzato ad uccidere : con la “legge del taglione” era permesso rispondere alle offese dell’altro o colpirlo in proporzione a quanto ti aveva fatto. Ci sarebbe da riflettere su quanto siano tornati alla barbarie in Medio Oriente, vista la sproporzione delle reazioni dall’una e dall’altra parte : altro che “occhio per occhio” ! Ai rapimenti si risponde con bombardamenti a tappeto, agli arresti con i kamikaze, ai quasi inoffensivi razzi katiuscia con i missili di precisione. Una domanda me la sono sempre posta : come mai ai palestinesi nessuno fornisce armi più potenti e precise, in un mondo dove circola di tutto e in una regione dove armi distruttive certo non mancano. Non che me lo auguri, ma la domanda resta. Forse a “qualcuno” interessa che il conflitto si mantenga, per così dire, a “bassa intensità” !

Spero di non offendere nessuno se noto che la “legge del taglione” è tuttora “adottata” da ogni mafia e da ogni terrorismo e, purtroppo, da un po’ di anni, è stata introdotta ufficialmente, a partire dagli Stati Uniti, anche negli Stati sovrani occidentali che mettono in campo “ritorsioni” contro altri Stati sovrani, considerati canaglia o accusati di dare copertura a presunti terroristi, non si sa in base a quali prove ; ritorsioni che, il più delle volte servono esclusivamente a gestire e risolvere problemi di politica interna.

Il brano del Vangelo (Matteo 5, 38-41) che ha “completato” la “legge del taglione”, recita : « Avete inteso che fu detto : Occhio per occhio e dente per dente ; ma io vi dico di non opporvi al malvagio ; anzi se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche l’altra ; e a chi ti vuol chiamare in giudizio per toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà a fare un miglio, tu fanne con lui due ». Non si tratta di mostrarsi stupidi e arrendevoli nei confronti di chi ci fa del male, ma di spiazzarlo, reagendo dignitosamente e senza violenza. Per percuotere la guancia destra, bisogna colpire il volto di chi ci sta di fronte con un “manrovescio”, cioè con il dorso della propria mano destra ; questo era il modo con cui il padrone colpiva lo schiavo, gesto vietato tra persone “libere”. È come se Gesù dicesse : a chi ti tratta da schiavo tu, con dignità e a testa alta rispondi e dimostra di non essere schiavo ma libero ; se proprio vuoi colpirmi, fallo da “libero” a “libero”. E lo stesso spiazzamento dell’avversario è nel secondo esempio. Gli ebrei erano nudi sotto la tunica, ed era vergognoso non tanto mostrare la propria nudità, quanto guardare quella degli altri, il pudore ti imponeva di voltarti o di coprirti gli occhi di fronte ad una persona nuda ; Gesù dice : a chi ti vuol sottrarre il mantello tu dagli anche la tunica, costringendolo a guardare la tua nudità e a vergognarsi. Il terzo esempio è forse quello che più chiaramente esprime l’intenzione di Gesù : la chiave di lettura è tutta in quel “con lui” : se uno ti costringe a fare qualcosa di incomprensibile, tu fallo ad una condizione, che lui lo faccia con te. È un concentrato di saggezza e di dignità nonviolenta. Magari diventasse un modo di comportarsi e di rispondere alle offese !

Gesù era un ebreo e un mediorientale, formato e intriso di quella cultura e di quella tradizione religiosa comune a ebrei e musulmani, pertanto, sono convinto che ogni pio ebreo e ogni pio musulmano comprende bene che lo sbocco naturale dell’”occhio per occhio”, che come si è detto fu già un passo avanti dalla vendetta sproporzionata ad una misurata, è il “porgi l’altra guancia” cristiano : non come resa incondizionata e supina, ma come tentativo di rompere la spirale di violenza spiazzando l’avversario con la propria dignità, senza piegarsi a lui ma costringendolo a cambiare strategia e tattica.

Di fronte a quello che avviene in Medio Oriente, mi ritrovo con quanto diceva Simon Weil : “sembra di trovarsi di fronte a un vicolo cieco da cui l’umanità potrebbe uscire solo per miracolo ; ma la vita umana è fatta di miracoli”. E in questo momento io credo, noi tutti dobbiamo credere, ai “miracoli” !

-  don Vitaliano Della Sala
-  www.donvitaliano.it


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www.ildialogo.org, Lunedì, 17 luglio 2006


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