"Forza" - ITALIA !!!

PASSAGGIO IN INDIA. PRODI FIDUCIOSO. MARCO POLO !!! BASTA GUARDARSI L’OMBELICO : ALZARE GLI OCCHI E GUARDARE LONTANO. « Si gioca in Asia il futuro dell’Italia, delle nostre nuove generazioni » !!! - a cura di pfls

dimanche 11 février 2007.
 
[...] Si tratta, ha spiegato Prodi, della « grande sfida del futuro » ; una sfida alla quale, ha aggiunto con una punta polemica rispetto al precedente governo Berlusconi, « l’Italia è arrivata impreparata ». Per cui, è il messaggio che l’esecutivo sta lanciando, è giunta l’ora di recuperare il tempo perduto. Romano Prodi ha spiegato come l’obiettivo di questi viaggi « è proprio quello di preparare l’Italia, i nostri imprenditori e i nostri cittadini alla grande sfida » [...]

Prodi in India : « Basta guardarsi l’ombelico. Diventeremo grandi » *

« Si gioca in Asia il futuro dell’Italia, delle nostre nuove generazioni » : è tutto in questa frase il senso di questa nuova visita in Asia - dopo la Cina questa volta in India - di Romano Prodi, giunto questa mattina a Chennai, vivace metropoli del sud dell’India (la quarta del Paese), per una missione di cinque giorni alla ricerca di una nuova partenza per il « sistema Italia » in un’area da anni trascurata e ricchissima di nuove opportunità.

Non a caso il premier viene seguito in questo tour nei quattro angoli dell’India da circa 200 imprenditori guidati dal presidente della Confindustria Luca di Montezemolo. Dopo un analogo viaggio in Cina, tocca ora all’India dei miracoli e delle contraddizioni, un Paese di oltre un miliardo di persone dove tra enormi bacini di povertà sta crescendo rapidamente una classe media da standard occidentali che forma un bacino di potenziali compratori di circa 200 milioni di persone.

Si tratta, ha spiegato Prodi, della « grande sfida del futuro » ; una sfida alla quale, ha aggiunto con una punta polemica rispetto al precedente governo Berlusconi, « l’Italia è arrivata impreparata ». Per cui, è il messaggio che l’esecutivo sta lanciando, è giunta l’ora di recuperare il tempo perduto. Romano Prodi ha spiegato come l’obiettivo di questi viaggi « è proprio quello di preparare l’Italia, i nostri imprenditori e i nostri cittadini alla grande sfida » che questi Paesi rappresentano. « Il dinamismo straordinario dell’India, ad esempio, sta cambiando il mondo » ; e non si tratta solo di opportunità economiche ma anche di un investimento politico a breve termine in un mondo che sta cambiando e si presenta sempre più « multipolare ».

Infatti avere Cina ed India « pienamente democratiche e cooperative è una grande garanzia per la pace di tutto il mondo », ha osservato Romano Prodi in uno dei suoi incontri odierni con gli imprenditori indiani ed italiani. « Non dobbiamo avere paura del nuovo », ha detto in sostanza il premier, spiegando più e più volte che non è con il protezionismo che si regge la concorrenza di Paesi che, nel bene e nel male, sono « il motore » della crescita mondiale.

Tra le tante differenza tra Italia ed India il presidente del Consiglio è riuscito a trovare anche una « similitudinè, seppur negativa, che ha preferito riconoscere con ironia : »in Italia così come in India la democrazia è un esercizio difficile« , ha detto in una intervista al quotidiano »the Hindu« . Parlando del primo ministro Singh, conosciuto in tempi lontani quando entrambi erano solo professori, Romano Prodi ha sottolineato come oggi si trovino tutti e due a guidare »coalizioni difficili« . »Anzi - ha aggiunto - la mia è forse più difficile da guidare della sua« , ha precisato tornando con la mente ai diversi fronti aperti che lo impegneranno anche durante questa cinque giorni indiana attraverso il controllo quotidiano delle dichiarazioni da Roma che il suo staff tempestivamente gli propone.

Ma nel primo giorno a Chennai Romano Prodi, che è accompagnato dalla moglie, ha preferito sdrammatizzare : »credo che davanti alle nostre rispettive difficoltà possiamo sorridere insieme e scambiarci consigli« su come »costruire una unità dalle nostre differenze« . Infatti, ha chiosato, »entrambi siamo a capo di coalizioni fortemente inclusive e lavoriamo per una democrazia partecipativa che includa gli estremi« .

* l’Unità, Pubblicato il : 11.02.07, Modificato il : 11.02.07 alle ore 13.41


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