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La meravigliosa storia d'amore di Paolo e Ornella, raccontata da Cosmo de La Fuente. Seconda puntata
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La meravigliosa storia d’amore di Paolo e Ornella, raccontata da Cosmo de La Fuente. Seconda puntata

giovedì 2 agosto 2007.
 

(...)Capii che stavo veramente soffrendo quando cominciai a desiderare le cose più semplici: passeggiare e fare quattro chiacchiere con un amico, la libertà di raccontare che avevo incontrato qualcuno che non vedevo da tanto tempo senza per questo fare i conti con il malcontento di Ornella o semplicemente decidere di invitare a cena qualcuno.

Le giornate passavano monotone ma ero rassegnato, anche perché avevo mia figlia a cui pensare. Si anch’io non ho un bel carattere, lo so bene, ma il sentimento che cominciavo a sentire era di apatia verso il menage matrimoniale.

Mi comportai un po’ come lo struzzo ma cosa potevo fare se avevo una figlia in tenera età e qualunque cosa fosse accaduta, viste le leggi discriminatorie nei confronti del padre, avrei sicuramente perduto. Tu dovresti saperlo, spesso ne hai parlato nei tuoi articoli. Cosmo: - Perché non ne hai parlato con tua moglie? - L’ho fatto, ma è un tipo che non accetta il parere altrui, almeno sul momento, finivamo per discutere, così cominciai a rimuginare.

Nel 1998, mentre andavamo al mare, improvvisamente mio padre perse la vita, non sto qui raccontare né il modo come morì e nemmeno il dolore che provai. Un padre meraviglioso a cui sia io che mia sorella eravamo molto legati.

Un anno molto triste che non voglio dimenticare perché oltre ad avermi cambiato la vita, mi ha anche aperto, definitivamente gli occhi.

I primi giorni, dopo la morte di mio padre, restai il più possibile accanto a mia madre, che, come ho già detto viveva nella casa accanto. Anche questo però diede subito fastidio a mia moglie e io dovetti ingoiare anche questo rospo. Dissi a mia madre che dovevo tornare un po’ alla vita di tutti i giorni nonostante stessi veramente male. Il duro colpo della morte di mio padre mi procurò, due mesi dopo, un infarto che mi portò alla soglia della morte.

Dieci giorni in terapia intensiva e il pericolo di non farcela. Dopo la morte di mio padre questo colpo portò alla disperazione mia mamma che chiedeva di essere portata in ospedale per vedere suo figlio e sai cosa? Mia moglie non gradiva che mia madre andasse in ospedale. Si lamentava anche con me, sdraiato e inerme a letto, mi diceva: - se preferisci gli altri dimmelo che io non vengo più! Come si è permesso Franco (mio amico) a domandare al dottore come stavi, sono io la moglie, io devo chiedere informazioni’.

Come se non bastasse quando finalmente mi dimisero e mi raccomandarono di non avere emozioni perché il mio stato di saluto era cagionevole e pericoloso, mia moglie era una furia perché aveva acconsentito, a malincuore, di portare anche mia mamma.

Sbatteva le cose in macchina e guidava nervosamente e, appena entrata in casa, invece di darmi il bentornato, mi fece una scenata. La bambina, si soli cinque anni era presente e, conscia dello stato di debolezza di suo padre, urlò: ‘smettila mamma, non vedi che papà sta male!’. Non dimenticherò mai questo. Non avevo nemmeno la forza di rispondere perché la mia voce era flebile, bassissima da quando ero uscito dall’ospedale. Avevo ancora paura di morire perché dovevo anche affrontare un angioplastica coronarica che poi non mi fecero perché, ormai, la mia coronaria era compromessa. Non m’interessò nemmeno rispondere, ma qualcosa di profondo stava mutando in me.

Chiedo a te, Cosmo e lo domando anche a chi leggerà la mia storia:

-  Può una moglie innamorata del proprio marito preoccuparsi del suo amor proprio prima del dolore per lo stato gravissimo di salute del proprio marito? - Non sarebbe stato più normale, se veramente legata dall’amore verso il proprio uomo, sentirsi vicino ad altre persone che stavano soffrendo per lo stesso motivo? -

Fu così che cominciò la discesa e il risentimento che mi hanno portato a provare soltanto affetto e una specie di amicizia nei confronti di mia moglie. Ormai lo sappiamo entrambi ma si va avanti così. Le sue minacce di andar via, i dispetti e le ripicche. Non c’è più nulla da fare e mi domando quanto tempo potrò ancora sopportare e prego Dio di darmene la forza, perché quella forza mi serve per stare accanto a mia figlia che, nel frattempo, vive un’adolescenza difficile nel rapporto litigioso con sua madre. Ma questa è un’altra storia che se vorranno racconteranno loro.

Ho deciso di farvi avere alcune pagine del mio diario personale, con le varie date, in modo che tu Cosmo possa leggerle e pubblicarle. Non mi importa nascondermi e se Ornella lo desidera, può anche rispondere a quel che dico, dal momento che le ho detto che ne ho parlato con te.

(continua)

Cosmo de La Fuente

www.familiafutura.blogspot.com


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