Attualità

Anche i cattolici hanno dei diritti - di Renzo Allegri

mardi 21 mars 2006.
 

ANCHE I CATTOLICI HANNO DEI DIRITTI

Ogni volta che la Chiesa dà suggerimenti e indicazioni ai cattolici su argomenti che in un certo senso toccano la vita pratica delle persone, e quindi la politica, insorgono critiche molto forti che, in sostanza, negano alla Chiesa questo diritto. A Roma, il cardinale Camillo Ruini, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, aprendo i lavori del Consiglio Episcopale Permanente, ha detto che, per le prossime elezioni, la Chiesa non si farà coinvolgere in una scelta di tipo partitico, ma si batterà per i valori fondati sul primato della persona umana e sul bene comune. E poiché, scendendo nel pratico, ha toccato i temi "del rispetto della vita umana dal concepimento al suo termine naturale e del sostegno concreto alla famiglia legittima fondata sul matrimonio", è subito scoppiata la tempesta. Le critiche, infatti, trasbordano da tutti i media. Le più blande ammettono che la Chiesa possa esprimere il suo parere in astratto, ma non su argomenti sui quali lo Stato ha legiferato e intende legiferare. Chi fa questi ragionamenti, evidentemente non conosce che cosa sia la Chiesa per i cattolici. La Chiesa non è una pia associazione, un club, un’organizzazione politica, una confraternita, un movimento ideologico e cose del genere. E’ un’istituzione voluta da Dio, fondata da Gesù Cristo ed ha lo scopo di guidare gli uomini verso il loro fine ultimo, che è appunto, per il cattolico, la vita immortale eterna, in anima e corpo. Gesù stesso, fondando la Chiesa, ha dato ad essa una gerarchia, gli Apostoli, che sono i veri interpreti del "senso" della Chiesa, perché agiscono assistiti dallo Spirito Santo. Un singolo sacerdote, un singolo vescovo, insegnando qualche cosa possono anche sbagliare. Esprimere cioè una loro opinione personale. Ma quando i vescovi si esprimono comunitariamente, sotto la guida del Papa, allora è Dio stesso che parla. E questo avviene naturalmente per le direttive fondamentali riguardanti le Verità della Fede, e le conseguenze pratiche che da esse derivano per il raggiungimento del fine ultimo dell’esistenza. In questi casi, le guide della Chiesa hanno il dovere di dare consigli e il popolo dei cattolici ha il diritto di esigere dalle guide indicazioni precise e chiare. Perciò le gerarchie ecclesiastiche sono tenute sempre a indicare ai cattolici quale sia, nella vita pratica, cioè l’esistenza di tutti i giorni nelle sue varie espressioni, il percorso da tenere per essere in sintonia con l’insegnamento di Gesù. E i cattolici devono chiedere alle loro guide queste indicazioni. Devono esigerle. Quindi, quando i vescovi si esprimono non fanno altro che compiere un dovere, e, se non lo facessero, tradirebbero la loro missione. In Italia ci sono ancora molti e molti cattolici. Una massa silenziosa, ma concreta, che esige indicazioni e consigli. Sono cittadini che pagano le tasse ed hanno perciò diritto ad avere quella libertà di opinione e di espressione garantita dalla Costituzione. Le critiche, le intimidazioni psicologiche, i distinguo, le ironie, le insofferenze che a valanga invadono i media ogni volta che la Chiesa offre il suo parere ai cattolici, sono, in realtà, non solo fuori luogo ma anticostituzionali.

Renzo Allegri


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