Mafiopoli calcistica

Marcello Lippi sarebbe il numero 17 della Gea, la società finita nel ciclone delle inchieste su Mafiopoli calcistica

vendredi 19 mai 2006.
 

Roma, 19 mag. - (Adnkronos) - A quanto apprende l’ADNKRONOS, Marcello Lippi sarebbe il numero 17 della lista degli allenatori gestiti dalla Gea, la società di procuratori finita al centro delle inchieste sullo scandalo calcio. Il Ct della Nazionale, a quanto risulta dall’informativa redatta dai Carabinieri del Reparto Operativo di Roma impegnati nelle indagini condotte dalla procura della Repubblica di Napoli, sarebbe dunque uno dei 29 tecnici che rientrano nell’orbita della società che fa capo ad Alessandro Moggi. A gestire Lippi, il figlio Davide, procacciatore Gea. Nell’informativa dei Carabinieri, risultano nell’orbita Gea anche altri ’addetti ai lavori’ del mondo del pallone, come presidenti e dirigenti dei club. Tra questi Pasquale ’Lillo’ Foti (Reggina), Paolo De Luca (Siena), Aldo Spinelli (Livorno), Fabrizio Lucchesi (Fiorentina), Gabriele Martino (Lazio). I Carabinieri elencano anche i nomi del direttore sportivo della Roma, Daniele Prade’, Giorgio Perinetti (Siena), Attilio Perotti (ex tecnico del Livorno), Enrico Preziosi (Genoa), Luigi Pavarese (Avellino), Mariano Fabiani (Messina), Nicola Salerno (Cagliari).

Lo stesso tecnico della nazionale intanto ascoltato per tre ore e mezzo in procura a Roma. L’interrogatorio, che ha visto Lippi protagonista come come persona informata sui fatti è stato condotto dai pubblici ministeri Luca Palamara e Maria Cristina Palaia nell’ambito dell’inchiesta sulla Gea. Dagli uffici della Procura, Lippi è uscito accompagnato da diversi carabineri che hanno avuto lo scopo di impedire l’assalto dei giornalisti per ottenere qualche dichiarazione. ’’E’ andato tutto bene’’, sono state le uniche parole pronunciate dal ct.Il verbale dell’interrogatorio è stato secretato. Comunque si è appreso che il commissario tecnico ha dato piena collaborazione ai magistrati che sono soddisfatti delle risposte avute. Sul piano dell’indagine i pm Palamara e Palaia non hanno ancora valutato ai fini della loro indagine le carte ricevute da Napoli durante l’incontro dei giorni scorsi mentre altri documenti ottenuti dalla Procura di Torino sono già stati utilizzati e sono stati oggetto di interrogatori.

I magistrati romani avrebbero chiesto al ct azzurro anche spiegazioni sulle eventuali pressioni da parte di Luciano Moggi per le convocazioni in nazionale dei giocatori della Gea. L’ipotesi è quella di una subalternità di Lippi a Moggi

Intanto oggi il generale dalla Guardia di finanza Italo Pappa si è dimesso da capo dell’ufficio Indagini della Figc. La decisione è giunta dopo che il commissario straordinario della Figc, Guido Rossi, ha di fatto ridimensionato l’ufficio indagini, tenendo personalmente i rapporti con i magistrati delle varie procure impegnate nell’inchiesta sul calcio. Il presidente del Coni, Gianni Petrucci, con un comunicato aveva spiegato che : ’’In considerazione dei vincoli di urgenza, i rapporti con le Autorità giudiziarie e i relativi problemi rimangono di competenza esclusiva ad interim del Commissario Straordinario’’. Il generale della Guardia di Finanza era infatti colui che teneva i rapporti con i magistrati, ma il nome del suo vice Francesco Attardi finito tra i 41 indagati della maxi inchiesta napoletana aveva creato un qualche imbarazzo. La competenza sulla giustizia che Rossi si è attribuita appare come una delegittimazione dello stesso ufficio presieduto da Pappa che ha deciso quindi per le dimissioni.

’’Ho lasciato da poco il governo del Paese, adesso sono a capo dell’opposizione e futuro presidente del Milan’’ ha detto Silvio Berlusconi durante una conferenza stampa tenuta a Napoli. E sulla posizione dell’attuale vicepresidente della squadra e presidente della Lega calcio, ’’se Galliani ha una posizione di serenità e pensa di essere stato ottimo presidente della Lega - ha aggiunto - secondo me non si deve dimettere. Poi farà lui quello che vorrà’’. L’ex premier ha anche detto di essere pronto a qualsiasi decisione della giustizia sportiva, che però ’’deve decidere in fretta perché ci deve essere certezza sulle squadre che parteciperanno ai prossimi campionati’’

E oggi è arrivata anche la precisazione di Franco Carraro sul suo colloquio telefonico con Luciano Moggi dove l’ex dg della Juventus proponeva l’appoggio dell’ex ministro degli Interni Giuseppe Pisanu per conquistare voti di club di C per le elezioni federali. ’’In merito alla telefonata intercorsa tra il sig. Moggi ed il sottoscritto del 3 febbraio 2005 - afferma Carraro - desidero sottolineare come le mie affermazioni siano del tutto ironiche e paradossali’’.

Per quanto riguarda la perquisizione di ieri nella sede della Juventus, non ci sarebbe solo documentazione di carattere finanziario e contrattuale tra il materiale sequestrato, ma anche inerente al settore medico. A quanto pare sarebbero state anche acquisite fatture di acquisto di medicinali e dichiarazioni sui farmaci utilizzati dai calciatori. Tutto documentazione che i pm che indagano sul presunto falso in bilancio hanno consegnato ai colleghi titolari dell’inchiesta sul doping che ha già visto la condanna in primo grado dell’amministratore delegato dimissionario Antonio Giraudo e del medico sociale della Juventus Riccardo Agricola poi assolti in appello. I magistrati dovranno ora valutare se questa documentazione possa essere di qualche interesse.

Intanto la ’’Gea World spa rigetta con forza le accuse, riportate oggi da un quotidiano, che collegano la società a conti legati a Istituti di Credito con sede in Città del Vaticano’’. Lo afferma una nota diffusa dalla Gea World. ’’Tali ipotesi - prosegue il comunicato - sono del tutto prive di fondamento e costituiscono una diffamazione intollerabile in un momento molto delicato delle indagini preliminari. Confermando la fiducia nell’operato degli inquirenti, la Gea World e i suoi soci sottolineano che provvederanno a tutelare la propria onorabilità e continueranno a difendersi con serenità nelle sedi competenti’’.

In giornata, anche Zdenek Zeman è stato ascoltato dalla Procura di Napoli come persona informata dei fatti dai pm che indagano sul mondo del calcio.

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