Mondiali

FORZA...GHANA ! - di don Vitaliano Della Sala

Selezione di Federico La Sala
mardi 13 juin 2006.
 

Ho sempre “odiato” il calcio ; sono infatti convinto che serve quasi esclusivamente come controllo sociale : gli stadi moderni come gli anfiteatri romani, i calciatori come i gladiatori, il pubblico...è sempre lo stesso ! Panem et circenses, diceva Giovenale : pane e spettacoli al circo per tenere buona la plebe dei suburbi ; il calcio e tutto quello gli ruota intorno per tenere buoni precari, disoccupati, sottopagati, frustrati, stressati, depressi, scontenti delle tante “periferie” reali e sociali. Eppure, da qualche anno sono presidente di una squadra dilettantistica di calcio, la “S. S. C. Sant’Angelo a Scala”, che gioca in II categoria. In un paese piccolo come quello dove sono stato parroco e dove vivo, il calcio è l’unico momento di aggregazione e di crescita per i ragazzi. In questi giorni il calcio è al centro del dibattito nazionale e non solo per i prossimi mondiali, ma soprattutto per “calciopoli”, lo scandalo delle partite truccate e vendute, lo squallore di dirigenti disonesti e scrocconi, i fiumi di danaro sperperato. Di calcio si parla, si discute, si accusa, si lanciano allarmi : qualcuno dice che il calcio è tutto un imbroglio, è sull’orlo del fallimento, del crollo finanziario inevitabile ; qualche altro lo difende a spada tratta. Chi crede nei valori fondamentali dello sport - passione, abnegazione, spirito di sacrificio, sana competizione - si rallegra, si illude e dice : forse è arrivato il nostro momento. Il momento, ad esempio, dei tantissimi volontari che con tanta forza e dignità impiegano il proprio tempo, gratuitamente, sui numerosi e polverosi campi del calcio dilettantistico italiano. Il calcio, e più in generale lo sport, dilettantistico rappresenta la forza di base del movimento sportivo del nostro Paese, caratterizzato da una profonda partecipazione democratica e autogestione che rendono il nostro modello unico a livello mondiale. Dopo “calciopoli” questi “malati” del calcio, che fanno sacrifici enormi per permettere a dei ragazzi di sognare ancora correndo dietro ad un pallone, cominciano a pensare che d’ora in avanti sarà più facile occuparsi del calcio cosiddetto “minore”. Io sono pessimista ! Penso che ben presto l’ottimismo, l’entusiasmo, le speranze che le cose possano finalmente cambiare nel calcio, lasceranno il posto all’amarezza, allo sconforto, alla sconfitta. E saremo alle solite : hanno allarmato il Paese, ci hanno fatto lezioncine su come “moralizzare chi governa il calcio”, hanno messo sotto inchiesta qualcuno che, sono pronto a scommettere, ne uscirà immacolato, e richiamato i Presidenti delle società di calcio a tener d’occhio i bilanci, invece, si continuerà con il solito andazzo e si continueranno a buttar via fior di milioni di euro per comprare calciatori famosi. Tutto questo alla faccia della “moralizzazione del calcio” ! E con tanto di faccia tosta si continueranno a chiedere lucrosi finanziamenti al governo per non far morire lo sport più seguito in Italia. I dirigenti nazionali e i giornalisti al loro servizio, riprenderanno a raccontarci che il calcio professionistico, è quello che conta, è quotato in borsa, è una società per azioni dai contratti milionari, è quello delle TV a pagamento, insomma è un’altra cosa ; un calcio, secondo me, lontano dal calcio vero, quello che si gioca arrangiandosi per strada o, per i più fortunati, sugli sgangherati campi comunali e parrocchiali, il calcio delle autotassazioni per pagare l’iscrizione, delle collette per saldare il conto della lavanderia. In questi giorni, insieme ai dirigenti della squadra di cui sono presidente abbiamo chiuso i risicati conti del campionato appena concluso e stiamo cominciando a pensare al prossimo. Dovremo racimolare i soldi per l’esosissima iscrizione al campionato : una colletta tra i simpatizzanti, forse un aiutino dalla parrocchia, il Comune che, a malincuore, mette gratuitamente a disposizione le strutture sportive. E poi si dovranno organizzare le trasferte, si dovrà reperire una divisa nuova, e pensare a come pagare le altre spese per il prossimo anno. Qualcuno ci consiglierà di ricorrere a qualche sponsor ; ma chi può sponsorizzarci in un paese di 700 abitanti con due salumerie e un bar come uniche attività “imprenditoriali” ? Il pessimismo aumenta ogni anno, e ti viene da pensare che non si può permettere che i ragazzi non abbiano nemmeno più la possibilità di sognare : dopo il calcio a pagamento in TV, dopo gli aumenti dei biglietti della partita allo stadio, tolgono loro anche la partita la domenica nel piccolo e polveroso campetto di calcio, un campo sportivo di merda, ma pur sempre il nostro campo sportivo ! In un paese privo di qualsiasi altra struttura sportiva, il campo di calcio rappresenta il punto riferimento per tanti giovani e meno giovani, che li porta via dalle tentazioni della strada e della noia, che offre uno “sfogo” e uno “svago” sani. E pensare che alle assemblee dei comitati sportivi nazionali e regionali e delle federazioni, ci raccontano ancora la barzelletta del dilettantismo, della solidarietà, dell’associazionismo “onlus”, dell’importante funzione sociale da noi svolta. E non solo, poi vieni a sapere anche che il presidente della Lega Nazionale Dilettanti ed i presidenti dei Comitati Regionali della Federazione Italiana Gioco Calcio si sono attribuiti uno stipendio dell’ordine di circa 100 mila euro annui per il primo e 25 mila euro per i secondi ; così, alla faccia del dilettantismo, arrotondano stipendio e/o pensioni. Allora lo scetticismo diventa vera e propria “incazzatura”. E ci si domanda : come devono sopravvivere le società minori ? Con quali soldi si deve concretizzare un dignitoso settore giovanile ? Come coprire le enormi spese ? E perché continuare a finanziare la struttura elefantiaca della Lega Nazionale Dilettanti che sembra interessata solo al numero di società iscritte ai vari campionati e alle loro quote di iscrizione, senza darti nessun servizi in cambio ? Durante i prossimi 25 giorni moltissimi italiani saranno incollati agli schermi televisivi per seguire i mondiali di calcio, ma non potranno fare a meno di pensare a “calciopoli” ; i tifosi degli azzurri spero non dimentichino il campionato italiano falsato, le partite truccate, gli scudetti decisi a tavolino a inizio campionato, il mercato degli arbitri comprati e venduti, i contratti milionari dei calciatori ; i fan del calcio non dovranno dimenticarsi dello schifo nel quale sguazza il circo calcistico italiano, spesso con la complicità e la copertura di tanti. E chi ci dice che i mondiali di calcio non navighino nello stesso squallore ? Basti solo pensare ai miliardi che ruotano attorno a questo evento e ricordare alcuni arbitraggi, almeno discutibili, degli scorsi mondiali in Corea-Giappone. Chi ama lo sport non può restarsene indifferente pensando che spesso questo viene gestito da veri delinquenti e da affaristi disonesti che nulla hanno a che fare con l’agonismo sportivo, non può non indignarsi vedendo la gioia per il bel gioco delle squadre offuscata dagli interrogatori ai quali Borrelli sta sottoponendo dirigenti sportivi e calciatori. Sarà per questo e perché io rifiuto di omologarmi alla maggioranza, ma più ancora perché non tollero di essere preso per fesso da chi propone un moderno Panem et circenses per tenerci buoni...io comincerò a seguire i mondiali di calcio tifando per la squadra del Ghana, sperando che qualcuno ancora sogni e giochi un calcio corretto e genuino.

Sant’Angelo a Scala (Av), 12 giugno 2006

don Vitaliano Della Sala (347 3679191)

presidente della “S. S. C. SANT’ANGELO A SCALA”

www.donvitaliano.it


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