RICONCILIAZIONE E DIALOGO. IRAQ : LA GUERRIGLIA favorevole al piano di al Maliki

Il New York Times ha pubblicato il segretissimo piano Casey
lundi 26 juin 2006.
 

Iraq, sette gruppi della guerriglia dicono SI al piano di riconciliazione (www.unita.it, 26.06.2006)

Sette gruppi della guerriglia irachena guarderebbero con favore al piano di riconciliazione nazionale promossa dal premier Nouri al Maliki che domenica l’ha illustrato al parlamento di Baghdad. « Tra i gruppi in questione figurano quelli noti con le sigle Gli eroi dell’Iraq e Le Brigate Rivoluzionarie 1920, lo ha dichiarato il deputato sciita Hassan al Seniad, esponente del partito sciita Dawa. Il piano di Al Maliki ha come principale obiettivo quello di avvicinare alle autorità governative irachene quei gruppi della guerriglia che non siano i terroristi di Al Qaeda o i seguaci del deposto presidente Saddam Hussein. Il documento presentato in parlamento prevede inoltre un piano di discussione con la Forza multinazionale per evitare violazioni dei diritti umani contro i civili nelle operazioni militari. Nel frattempo al Maliki intende accelerare i corsi di addestramento delle forze di sicurezza nazionali, in modo che possano assumere il controllo del paese e avviare il ritiro delle truppe straniere. Il piano prevede anche risarcimenti e interventi a sostegno delle vittime del passato regime di Saddam Hussein e delle altre vittime del terrorismo. Ma il punto più scottante per gli americani del piano di riconciliazione è quello che prevede l’amnistia per i detenuti non coinvolti in atti di terrorismo, in crimini di guerra e in crimini contro l’umanità e la formazione di commissioni giudiziarie che esamineranno questi casi. La Casa Bianca, infatti, pur avendo approvato la messa a punto del piano ha ritenuto inaccettabile il provvedimento di amnistia. « Ci rallegriamo di questa iniziativa del governo iracheno - ha dichiarato, infatti, il portavoce del presidente George W. Bush, Ken Lisaius - anche se si tratterà di qualcosa di difficile », ha aggiunto. Tuttavia alcuni parlamentari Usa temono un’amnistia per gli insorti che hanno ucciso militari americani. « È inaccettabile », ha detto per esempio il senatore democratico dell’Illinois Richard Durbin. Sulla stessa linea il suo collega repubblicano Mitch McConnell che ha dichiarato : « perdonare chi ha ucciso americani non è accettabile, spero non sia nelle intenzioni del governo iracheno ». Contemporaneamente alla presentazione del piano di al Maliki, il New York Times ha pubblicato il segretissimo piano Casey, il piano che prevede di ridurre a cinque o sei il numero delle brigate Usa (ora 14) entro il dicembre 2007. Il piano di ritiro è stato presentato nei giorni scorsi al presidente George W. Bush e ai responsabili del Pentagono, il segretario alla Difesa Donald Rumsfeld e il capo di Stato Maggiore delle Forze Armate, il generale Peter Pace sollevando non poche polemiche da parte dei senatori democratici. Questi, infatti non hanno approvato la presentazione del progetto nella stessa settimana in cui i repubblicani avevano votato due volte no al calendario di ritiro presentato da loro. Il quotidiano della Grande Mela è stato molto preciso : il ritiro inizierebbe di fatto già in autunno. Il piano divide in tre fasi il futuro ruolo degli Stati Uniti in Iraq. I prossimi dodici mesi vengono definiti periodo di stabilizzazione. L’anno dopo, tra l’estate del 2007 e quella del 2008, si passerà alla fase del restauro dell’autorità del governo iracheno e quindi, quello successivo alla fase che deve portare ad un governo di Baghdad autosufficiente. « Non prevedo riduzioni delle forze americane ad Al Anbar entro il prossimo anno », ha però precisato il generale John F. Sattler, che è a capo dei marines in Medio Oriente e nell’Asia Centrale. « Al Anbar sarà una delle ultime province ad essere stabilizzata », ha aggiunto l’ufficiale. Allo stato attuale, ricorda però il New York Times, circa 28.000 dei 127.000 militari americani in Iraq sono impegnati proprio nella provincia di al Anbar. Di questa forza fanno parte 19.000 marines e 7.000 soldati di terra.

* www.unita.it, 26.06.06


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