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Progetto «Waterpower». AMALFI: LA VALLE DEI MULINI. Uno dei più grandi musei all’aria aperta d’Europa.

venerdì 3 novembre 2006.
 

[...] In Russia un’intera isola, Kizhi, nel lago Onega, a 68 chilometri da Petrozavodsk, la capitale della Karelia, è diventata museo all’ aria aperta già nel 1951, quando vi fu trasportato un primo edificio storico restaurato. Vi si possono ammirare architetture in legno vecchie di secoli, studiare tecniche costruttive antiche ed è attivo anche un centro di ricerca etnologico.

Il progetto della Valle dei Mulini interessa un territorio di dimensioni ben più ampie, 300 ettari, dalle caratteristiche biologiche e ambientali particolari e, per quanto sarà in gran parte oggetto di recupero e conservazione, è una zona viva, integrata nel territorio della costiera amalfitana [...]


Al via quello che sarà il maggior museo all’aria aperta d’Europa

Nella Valle dei Mulini

Una vallata ricca di storia e di limoneti: il progetto «Waterpower» li tutela e ha vinto già importanti ricoscimenti

di Leonardo Servadio (Avvenire, 03.11.2006)

Si entra in una cabina piuttosto ampia, che contiene una decina di persone. Ha una parete interamente trasparente: si gode il panorama. E si aspetta. Pian piano nel vano dell’ascensore entra acqua: la cabina galleggia e sale, come le barche nelle chiuse che superano i dislivelli lungo i canali. Tre minuti per salire dieci metri. È solo un esempio delle nuove, antiche macchine mosse dalla forza dell’acqua, che saranno costruite o recuperate nella Valle dei Mulini, sopra Amalfi. Un altro tipo di ascensore sarà quello a pressione - nella meccanica in tutto simile a quelli oleodinamici oggi in uso: l’acqua è immessa a pressione (prodotta da una pompa elettrica alimentata con energia generata da cellule fotovoltaiche) in un tubo telescopico che solleva la cabina. Il terzo tipo sarà a bilanciamento: la cabina sale perché dall’altro lato scende il contrappeso riempito dell’acqua proveniente da un apposito canale. Oltre agli ascensori, vi saranno anche due tipi di teleferica per il trasporto dei limoni, vanto dell’agricoltura locale.

Sono solo alcune delle soluzioni trovate per "Waterpower", il progetto studiato dagli architetti Centola e Associati per ridare vita alla vallata ricca di emergenze storiche e di limoneti - anch’essi, oltre che storici, a rischio di estinzione, perché di difficile accesso sui terrazzamenti che segnano il pendio. Il progetto "Waterpower" ha vinto il primo premio per la costruzione sostenibile in Europa, conferito a Ginevra, e quindi ha ottenuto il secondo riconoscimento ai "Global Awards " di Bangkok, nell’ambito del premio internazionale di architettura promosso dalla Holcim Foundation insieme con cinque prestigiose università (l’Eth di Zurigo, il Mit di Boston, la Tongji University di Shanghai, l’Università di San Paolo del Brasile e l’Università di Witatersrand di Johannesburg in Sudafrica).

Il premio Holcim, riservato ai progetti di architettura attenti alla conservazione ambientale, è alla prima edizione, ma con la sua dotazione totale di 2 milioni di dollari e con oltre 3 mila progetti partecipanti provenienti da 118 nazioni, già si presenta come massimo riconoscimento dell’architettura mondiale. «L’intervento recupera la storia e la tecnica millenaria di tre continenti - così lo presenta Luigi Centola - riassunti nelle conoscenze della Repubblica marinara di Amalfi». Questa infatti aveva raffinato le conoscenze locali con l’uso di tecniche importate dall’Asia, per la coltivazione del limone su terrazzamenti, e di provenienza africana, per la canalizzazione dell’acqua e l’uso della sua energia potenziale.

Oltre alla coltivazione del limone, l’economia della valle si basava in buona parte sulla produzione della carta, con presse mosse da mulini: anche queste verranno recuperate. A progetto completato, la valle, oltre a mantenere i suoi limoneti, potrà ospitare circa 300 persone negli hotel e centri di accoglienza ricavati col restauro degli edifici antichi. E consentirà un afflusso misurato di turismo sostenibile giornaliero, ad impatto ambientale "zero", regolato tra l’altro dalla portata e dalla velocità del sistema di ascensori ad acqua.

Con questo progetto, la Valle dei Mulini diventerà il maggiore museo all’aria aperta in Europa, ma basato su una concezione nuova. Oggi in Italia se ne parla poco: il museo all’aria aperta consente il recupero di intere porzioni di territorio e degli stili di vita che vi si praticavano in passato. Se ne trovano in diversi paesi europei.

La Gran Bretagna, dove la sensibilità per la conservazione e il recupero è notevole, ne ha diversi. Uno è a Beamish, nell’Inghilterra del nord: su un territorio di circa 300 acri vi sono molte famiglie che vivono come nel XIX secolo; case, abiti, mestieri: è tutto dell’epoca. Il visitatore può partecipare a quel modo di vita, compiere un balzo indietro come attraverso una macchina del tempo.

In Russia un’intera isola, Kizhi, nel lago Onega, a 68 chilometri da Petrozavodsk, la capitale della Karelia, è diventata museo all’ aria aperta già nel 1951, quando vi fu trasportato un primo edificio storico restaurato. Vi si possono ammirare architetture in legno vecchie di secoli, studiare tecniche costruttive antiche ed è attivo anche un centro di ricerca etnologico.

Il progetto della Valle dei Mulini interessa un territorio di dimensioni ben più ampie, 300 ettari, dalle caratteristiche biologiche e ambientali particolari e, per quanto sarà in gran parte oggetto di recupero e conservazione, è una zona viva, integrata nel territorio della costiera amalfitana. Includerà diversi musei (dell’acqua, della carta), ma sarà qualcosa di più. Sarà un nuovo approccio al rispetto dell’ambiente e della storia, una ricomprensione a tutto tondo del genius loci.


Sul tema, nel sito, si cfr.:

BELLEZZA, POESIA, E INCIVILTA’. COSTIERA AMALFITANA, QUASIMODO, RAVELLO?! Vedi Amalfi e forse muori


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