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Anche il Cherubino è un precario nel nuovo look della Sapienza
Cambia il simbolo dell’Università: l’annuncio sul sito internet, sparisce la dea dell’età classica

Anche il Cherubino è un precario nel nuovo look della Sapienza

Il logo è stato studiato dalla società di un professore ancora senza contratto stabile
domenica 19 novembre 2006.
 
La gara di appalto per il nuovo logo è partita con un importo a base d’asta di ben 200.000 euro, che grava sulle casse universitarie. Tuttavia qualcuno insinua che il nuovo logo raffigura un angelo a sei ali -un serafino- e non un cherubino, che ha quattro ali. Un articolo di Giuseppina Testoni apparso sul quotidiano Epolis, edizione di Roma, del giorno 19/11/2006.

La Sapienza ha adottato un nuovo sistema d’identità visiva, interpretando in chiave contemporanea l’icona storica del cherubino, simbolo della pienezza del sapere. Il nuovo sistema, finalizzato a far coincidere la missione e i valori dell’Ateneo con la sua rappresentazione esterna, sarà introdotto gradualmente a partire da novembre 2006”. Dunque, ci siamo: come annuncia il messaggio di presentazione che accoglie chi si collega al sito dell’Università La Sapienza stiamo per ammirare il nuovo look dell’Ateneo romano.

Il cambiamento è stato annunciato quasi due mesi fa, e gli studenti si sono preparati a lasciare la Minerva, dea della Sapienza, per salutare l’arrivo di un cherubino, nuovo simbolo del più importante ateneo romano. “Addio Minerva, arriva il cherubino” titolarono molti giornali, in realtà facendosi un po’ trascinare dall’entusiasmo e non notando che, a ben vedere, il sottovalutato cherubino è simbolo dell’Ateneo già da qualche centinaio d’anni.

Il nuovo look si accompagnerà al nuovo nome, Sapienza università di Roma” - annunciò in quell’occasione il rettore Renato Guarino - “a sintetizzare la volontà dell’ateneo di disegnare il proprio futuro radicandosi nella tradizione”. L’interesse per questo restyling fu tanta che pochi si accorsero della storica imprecisione. Correva l’anno 1640 quando l’architetto Federico Borromini, su commissione del cardinale Barberini, utilizzò per la prima volta il cherubino come simbolo dell’università della Capitale - la più grande d’Europa e la seconda nel mondo dopo Il Cairo, con i suoi 145 mila studenti e diecimila dipendenti - per decorare la volta della chiesa di Sant’Ivo, all’interno dell’antico Studium Urbis.

Il nuovo cherubino, quello datato 2006, è invece stato realizzato da Inarea, la società di comunicazione che la scorsa estate si è aggiudicata l’appalto per la realizzazione dell’intero progetto di nuova identità visiva, di durata triennale, costato alla Sapienza 186 mila euro. “Spesa che - sottolinea il bando pubblicato ad aprile sul sito - graverà sul bilancio universitario”. La stessa azienda di comunicazione è nota per avere realizzato celebri marchi, da quello della Rai al logo del Campidoglio. “In questo senso, come il rettore ha ben rimarcato, questa nuova identità visiva, per l’adozione dei colori, per la linea grafica, per la scelta dei simboli, sottolinea in modo efficace il legame storico dell’Ateneo con la città di Roma, con la sua millenaria tradizione di Capitale del sapere”, fu il commento di saluto dell’operazione del sindaco Walter Veltroni. Che volle sottolineare come il porpora ed oro del cherubino fossero gli stessi colori del Comune.

La cosa su cui invece si sorvolò fu che il presidente della Inarea, Antonio Romano, è anche docente a contratto della facoltà di Scienze della Comunicazione, proprio alla Sapienza. Senza voler essere irriverenti, si potrebbe dunque dire che anche lui è un precario dell’università, più o meno come quelli che hanno manifestato due giorni fa per le strade della capitale. Gli stessi che, sempre alla presentazione del “cherubino nuova versione”, il sottosegretario all’Università e ricerca Nando Dalla Chiesa aveva cercato di rassicurare, annunciando l’immissione in ruolo di diecimila ricercatori, di cui duemila già nella prossima finanziaria. Il resto, con il vento della senatrice a vita Rita Levi Montalcini sui tagli previsti per la ricerca, fino alla manifestazione di venerdì, è storia recente. Forse i precari scesi in piazza vorrebbero che fosse rifatto il look anche ai propri stipendi e contratti. Senza offesa per il cherubino, naturalmente.

Giuseppina Testoni. EPolis, edizione di Roma, 19/11/2006


Sul tema, nel sito, si cfr. anche:

-  lL "LOGO" DELLA SAPIENZA, L’UMANITA’, E L’ACQUA.
-  PAESE IMPAZZITO: FORZA "CHE RùBINO" TUTTO E TUTTI !!!
-  PER IL "logo" della "SAPIENZA" DI ROMA, UN APPELLO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA. E ANCHE ... A VELTRONI !!!


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