Buon-messaggio (eu-angelo)

CALABRIA. Sabato prossimo 2 giugno a Locri la quarta giornata ecumenica regionale. La "preghiera delle beatitudini", che verrà letta durante l’incontro. Segnalazione di Attilio Scali - a cura di pfls

martedì 29 maggio 2007.
 
[...] È vero: nella terra in cui viviamo vi sono ingiustizie e sopraffazioni, violenza e morte, manca il lavoro, spesso mancano le condizioni per sopravvivere, manca la pace ed anche i bisogni essenziali degli esseri umani rimangono spesso insoddisfatti. Ma questa terra Tu l’hai messa nelle nostre mani, ce l’hai affidata, ci hai resi responsabili di quello che accade. Il male che ci circonda dipende dalle nostre scelte, dalla nostra avidità, anche semplicemente dalla nostra distrazione: non badiamo al male che facciamo ai nostri simili e, dunque, all’intero creato [...]

Giornata ecumenica calabrese

Locri 2 giugno 2007

di Attilio Scali

Di seguito il testo della "preghiera delle beatitudini" che verrà recitata durante l’incontro *

Sabato prossimo 2 giugno a Locri le chiese cristiane calabresi testimonieranno il proprio cammino ecumenico e la propria opposizione alla violenza ed alla sopraffazione mafiosa. Sarà la quarta giornata ecumenica regionale e si concluderà con la lettura e la firma di una preghiera/documento da parte dei rappresentanti di tutte le chiese presenti. Per chi ci sarà e per chi non potrà essere presente, ma condivide il cammino e l’impegno, allego alla presente il testo della preghiera. Un fraterno saluto a tutte e tutti

Attilio Scali

"preghiera delle beatitudini"

Signore, siamo qui davanti a Te, in questa terra di Calabria, e siamo un popolo che ha bisogno di consolazione, ha bisogno del tuo amore, della tua speranza, della fede in Te, perché siamo circondati dall’odio, dalla violenza e dalla sopraffazione, perché l’ingiustizia ed il potere mafioso prevalgono ed opprimono la nostra gente. E la disperazione si impadronisce di noi, ci sembrano così lontane ed impossibili le beatitudini che Tu hai messo davanti a noi come una prospettiva concreta e realizzabile. Allora vogliamo raccontarti la nostra angoscia, perché Tu ci aiuti a vincerla.

Signore, tutto quello che ci affligge e ci schiaccia nella nostra vita, la malattia, le separazioni, la miseria, l’angoscia, la morte, per noi rappresenta il male ed il dolore. Ci piangiamo addosso, ci lamentiamo di continuo e consideriamo un’ingiustizia tutto quello che ci capita, ci sentiamo perseguitati. Sappiamo solo compatirci, ci consideriamo simili a Te, il male che subiamo ci sembra sia la nostra croce, simile a quella che Tu hai portato e sulla quale sei stato poi crocifisso. Ci sembra che nella nostra vita non ci sia, non possa esserci gioia.

Perdonaci, Signore, perché non sappiamo riconoscere i doni che Tu ci offri, perdonaci perché confondiamo la gioia con il piacere, confondiamo la gioia con le nostre piccole soddisfazioni.

È vero: nella terra in cui viviamo vi sono ingiustizie e sopraffazioni, violenza e morte, manca il lavoro, spesso mancano le condizioni per sopravvivere, manca la pace ed anche i bisogni essenziali degli esseri umani rimangono spesso insoddisfatti. Ma questa terra Tu l’hai messa nelle nostre mani, ce l’hai affidata, ci hai resi responsabili di quello che accade. Il male che ci circonda dipende dalle nostre scelte, dalla nostra avidità, anche semplicemente dalla nostra distrazione: non badiamo al male che facciamo ai nostri simili e, dunque, all’intero creato.

Il nostro “io” diventa spesso così invadente e prepotente da farci calpestare il prossimo: insegnaci a incontrare l’altro da cristiani, in maniera che la dignità del fratello sia tenuta in conto quanto e più della nostra.

Apri il nostro cuore, apri i nostri occhi, Signore, rendici attenti e pronti a servire, trasformaci nelle tue mani per offrire il pane a chi non ne ha, nei tuoi piedi per camminare in mezzo a questa umanità sofferente, nella tua bocca per pronunciare parole di amore e di solidarietà. Solo così saremo beati.

Beati per aver riconosciuto di essere poveri e di aver bisogno dei tuoi doni.

Beati per essere stati tuoi collaboratori nell’adempimento della tua volontà di salvezza per tutta l’umanità.

Beati per aver ricevuto la responsabilità di tenere incontaminata e sana la terra che ci hai affidato.

Beati per essere stati strumenti della tua giustizia, che è giustizia di amore.

Beati per esserci fatti prossimi a chi soffre ed ha bisogno del nostro impegno e della nostra tenerezza. Beati per aver coltivato in noi le buone intenzioni dell’amore per tutto il creato.

Beati per aver estirpato in noi la violenza e per essere stati promotori della pace. Beati per aver denunciato l’ingiustizia e la sopraffazione.

Beati per essere stati testimoni coraggiosi e mai stanchi del tuo annuncio di salvezza per l’umanità intera.

Signore, noi siamo qui, di fronte a Te, proveniamo da diverse culture, abbiamo storie e tradizioni diverse e per questo confessiamo ciascuno a suo modo la nostra fede in Te.

Aiutaci a sentirci sorelle e fratelli, perché siamo tutti tuoi figli, non fare che le nostre diversità diventino comodo rifugio per non ricercare la verità che sei Tu.

Non solo ognuno di noi, ma anche ognuna delle nostre chiese da sola non è capace di contenerti, per questo siamo così diversi: la tua grandezza può essere percepita solo in tanti modi e nessuno di essi ti comprende mai completamente. Aiutaci a capire che le nostre diversità, vissute in pace, nel rispetto della fratellanza, nel riconoscimento reciproco e in spirito di ricerca, non sono il nostro peccato, ma la nostra ricchezza, sono un altro dono che Tu ci offri. Aiuta questa umanità confusa e superficiale a vedere nelle nostre diversità una testimonianza del nostro desiderio sincero di cercarti.

Quando avremo compreso anche questo saremo beati ancora per un’altra ragione.

Amen

* IL DIALOGO, Martedì, 29 maggio 2007


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