"Deus caritas est": la Legge di "Mammona" e "Mammasantissima"......

SE ATENE PIANGE, SPARTA NON RIDE. BENEDETTO XVI, RUINI, BAGNASCO, E BERLUSCONI ALL’ASSALTO DELL’ITALIA E DELLA SUA "BIBBIA CIVILE", LA COSTITUZIONE. IL GOVERNO PRODI NELLA DOPPIA MORSA DI "FORZA VATICANO", DI "FORZA ITALIA" E DI MASTELLA, NEL RUOLO DEL SALDATORE DELLA NUOVA SANTISSIMA ALLEANZA. Una nota di Ida Dominijanni.

mercoledì 23 gennaio 2008.
 
[...] Non si tratta più infatti di una Chiesa che va alla conquista dell’egemonia sull’etica pubblica presentandosi come unica riserva di senso in un mondo senza bussola. Si tratta di una Chiesa che scende direttamente in campo, con Ratzinger Ruini e Bagnasco, come soggetto dichiaratamente politico che dichiaratamente detta l’agenda politica mobilitando dall’alto le sue divisioni [...]

********************************
-  Governo, Prodi ottiene la fiducia alla Camera
-  Ipotesi di dimissioni prima del Senato

Il Professore ha superato il primo ostacolo senza difficoltà nonostante l’astensione dell’Udeur. Adesso è riunito con i ministri per valutare cosa fare. Sempre più insistenti le voci che stia valutando l’ipotesi di dimettersi al Senato senza chiedere il voto come gli aveva chiesto a fine mattinata il presidente Napolitano. Dalle dichiarazioni di voto dei gruppi dell’Unione la richiesta di andare avanti con la legislatura. "Questo governo ha fatto un ottimo lavoro"

*************************************

Fede e giustizia, la doppia morsa

di Ida Dominijanni (il manifesto, 22.01.2008)

Che cosa sta facendo precipitare la crisi di governo: la monnezza di Napoli, il caso Mastella, il riproporsi del conflitto fra politica e legalità, l’incidente della visita mancata del papa alla Sapienza col seguito al rialzo dell’Angelus in Piazza San Pietro domenica e del proclama di Bagnasco ieri, l’imprudente annuncio di Walter Veltroni sul Pd che correrà da solo nell’arena elettorale, i contorcimenti ripetuti di Lamberto Dini e compagni, la delusione diffusa per l’azione del governo Prodi, le fotografie impietose dello stato del paese firmate Censis, New York Times, Financial Times?

Tutti questi fattori uno dopo l’altro e uno sull’altro, si dirà ed è vero. Ma c’è un massimo comun denominatore fra tutti, ed è il collasso della politica che si è palesato in una settimana di fuoco, fra il conflitto con la magistratura reinnescato dal caso Mastella da un lato e il conflitto con la Chiesa inscenato dall’ondata (e dal senso comune) teocon-teodem dall’altro. La politica collassa in questa doppia morsa. Sull’una e sull’altra, al di là delle apparenti ripetizioni di film già visti, c’è di che riflettere.

Sul versante del duello fra ceto politico e magistratura, che per quanto sembri l’ennesima replica di una soap in onda da quindici anni è arrivato, fra Ceppaloni e Montecitorio, a un livello di drammatizzazione mai visto in precedenza, nemmeno sotto la monarchia di Berlusconi. Mai s’era visto infatti un attacco di tale entità alla magistratura sferrato dal guardasigilli in persona (col plauso dell’aula); e mai la magistratura era apparsa insieme tanto necessaria quanto insufficiente a combattere una corruzione e un malcostume politico che travalicano ogni definizione di reato, e procedono piuttosto da un completo sfarinamento dell’etica pubblica e da un compiuto processo di privatizzazione della politica (l’opposto esatto della politicizzazione del personale predicata qualche decennio fa dal ’68 e dal femminismo).

Tutto molto simile, ma tutto molto diverso dagli anni Tangentopoli e Mani pulite: spente le speranze palingenetiche (erroneamente) attribuite allora alla «rivoluzione giudiziaria», smentito il tentativo di far accettare alla politica il dispositivo fisiologico del controllo di legalità, svanite le illusioni di rinascita (erroneamente) riposte in una «seconda Repubblica» mai nata, o nata non sul risanamento ma sulla rimozione (e la continuazione) dei guasti della prima.

Sul versante del conflitto con la Chiesa, duello in verità con un unico duellante, dato il pressoché unanime coro di scandalo levatosi a difesa del Pontefice in tutto il mondo politico (cosiddetto) laico. Qui la novità è più consistente, anche se ampiamemente annunciata dagli ultimi anni di iniziativa teocon sempre più aggressiva e lasciata prosperare senza impedimenti, senza antivirus e senza contrasti, fra attacchi all’aborto, alla procreazione assistita e alla ricerca sulle staminali, maledizioni della sessualità «deviante», invocazioni della Verità assoluta.

Il salto degli ultimi giorni supera però largamente tutti questi annunci. Non si tratta più infatti di una Chiesa che va alla conquista dell’egemonia sull’etica pubblica presentandosi come unica riserva di senso in un mondo senza bussola. Si tratta di una Chiesa che scende direttamente in campo, con Ratzinger Ruini e Bagnasco, come soggetto dichiaratamente politico che dichiaratamente detta l’agenda politica mobilitando dall’alto le sue divisioni.

A spese dell’autorità morale e spirituale che dovrebbe connotare la figura del Pontefice. Se Atene piange, infatti, Sparta non ride. Nella morsa che l’attanaglia la politica perde senso e autonomia, e la religione pure.


Sul tema, nel sito, si cfr.:

-   "Deus caritas est". Sul Vaticano, in Piazza san Pietro, il "Logo" del Grande Mercante

-  L’ITALIA IN POLTIGLIA

-  Per un ri-orientamento teologico-politico e antropologico!!!


Ansa» 2008-01-23 15:31

Mastella a Berlusconi: nessuna confluenza, nostre scelte sono di centro

"Nessuna confluenza da nessuna parte. Le nostre scelte sono e saranno sempre di centro". Clemente Mastella replica con una secca nota diffusa dal suo ufficio stampa a Silvio Berlusconi che aveva annunciato per stasera la confluenza dell’Udeur nel centrodestra.

"Nessuna confluenza da nessuna parte", dice Mastella. "Al momento - aggiunge replicando a Berlusconi - penso soltanto a quello che è accaduto e potrebbe accadere a tutti gli italiani. Occorre ritrovare un corretto rapporto tra politica e magistratura. Le nostre scelte sono e saranno sempre di centro".


Rispondere all'articolo

Forum