LO STATO E LE REGIONI...

LA SCUOLA, L’UNIVERSITA’ E L’INDICAZIONE DELLA SARDEGNA. L’iniziativa senza precedenti del presidente della Regione Renato Soru. Una nota di Mario Pirani - a cura di Federico La Sala

lundi 24 novembre 2008.
 
[...] Se ricordiamo tutte le polemiche e gli ostacoli che incontrò il tentativo di Soru di far pagare imposte più salate ai ricchi proprietari delle ville della Costa Smeralda e degli yacht che attraccano d’estate nei suoi porti, e li confrontiamo con queste voci di spesa, ne scaturirà con esattezza in cosa consista l’equazione riformista. Dovrebbero farla propria l’Onda e quanti manifestano senza precisi obbiettivi. Qui ce n’è per ogni Regione [...]


-  Ragazzi dell’Onda
-  "il Catalogo è questo"

di Mario Pirani (la Repubblica, 24.11.2008)

Il riformismo non è una teoria o una pia intenzione, ma una pratica concreta, un’azione per migliorare le cose, evitando, peraltro, di esagerare combinando sconquassi. Una premessa che mi è venuta alla mente nella sua ovvietà scrivendo un recente articolo sull’Università (Repubblica). Tra il materiale da me non utilizzato per ragioni di spazio, vi era una nota sulle iniziative prese dal presidente indipendente della giunta di centro sinistra della Sardegna, il dinamico industriale Renato Soru, l’inventore di Tiscali.

Più delle grandi riforme di vario colore che hanno inguaiato la scuola e le università, ancor più di quanto non fosse, Soru ha messo in atto per l’annualità 2008-2009 alcune misure semplicissime che si possono valutare immediatamente.

La prima riguarda il punto più controverso del decreto Gelmini sulla scuola, la questione del tempo pieno. Ebbene, senza alcuna polemica e tenendo conto che la sua applicabilità implica la collaborazione tra lo Stato e le autonomie locali, Soru ha deciso che il bilancio regionale contempli uno stanziamento di 35 milioni di euro per estendere con fondi propri il tempo pieno a tutte le scuole primarie e medie dell’Isola.

Il finanziamento verrà suddiviso in base all’autonomia scolastica ma è fin d’ora vincolato ad una utilizzazione non dispersiva, ludica o casuale, finalizzata a colmare le deficienze che le inchieste Ocse e nazionali hanno riscontrato nelle competenze di base dei ragazzi italiani, in specie nel Mezzogiorno e nelle Isole : italiano, matematica, scienze, ecc. Basterebbe questo per promuovere la Giunta sarda, ma il menù è molto più ricco e apporta un aiuto decisivo alle due Università di Cagliari e Sassari.

Per dirla con Leporello : « Il catalogo è questo ».

I) La Regione versa 12 milioni di euro alle due università, impoverite dai tagli della Finanziaria, per sostenere la loro attività corrente. Inoltre stanzia 4 milioni per favorire la presenza di visiting professors che arricchiscano le esperienze di studio locali.

II) Con bandi biennali verranno distribuiti 5 milioni di euro per finanziare direttamente singoli giovani ricercatori, sia sardi che non sardi, che abbiano scelto di svolgere altrove, in genere all’estero, la loro attività, a condizione che ora siano disposti a lavorare ad un loro progetto scientifico o umanistico presso una delle due Università sarde.

L’obiettivo è di incentivare il "rientro dei cervelli", tenendo conto che i giovani ricercatori italiani all’estero guadagnano all’inizio sovente non più di 1700-1800 euro, ma godono non solo di infrastrutture incomparabilmente migliori e di sistemi di ricerca più liberi. Soprattutto è loro ben presente che, a differenza della madre patria, gli esiti verranno giudicati soltanto per il merito e la professionalità. La scommessa di Soru è di tentare anche in Sardegna una prima inversione di tendenza : chi verrà, anche se l’università non ha soldi da offrirgli, riceverà dalla Regione direttamente ad personam 40.000 euro l’anno, più altri 15.000 per libri, materiali, spostamenti per studio.

III) Oltre alle normali borse di studio assegnate in base al merito e al reddito, da quest’anno la Sardegna mette a disposizione 2500 "assegni di merito" per un totale di 15 milioni, senza alcuna limitazione di reddito, per i giovani che si iscrivono per la prima volta alla università o sono già iscritti, a condizione che abbiano superato l’esame di maturità con almeno 80/100, che sostengano tutti gli esami universitari entro il tempo stabilito e conseguano una media del 27. Il contributo, versato direttamente allo studente, sarà di 500 euro nette al mese.

Si tratta di una iniziativa senza precedenti nel nostro Paese, cui si aggiunge per tutti i neo iscritti un contributo di 1200 euro per computer e libri. Infine, per rimpinguare l’esigua somma data dalle università, la Regione assicura altri 2500 euro per ogni borsa Erasmus.

IV) Oltre ai fondi per l’edilizia già assegnati per alloggi universitari in costruzione, in modo da portarli a Cagliari da 1000 a 2000 e a Sassari da 350 a 1000, la Regione assicura a tutti i ragazzi fuori sede una sovvenzione di 5000 euro l’anno per una abitazione nella città che li ospita.

Se ricordiamo tutte le polemiche e gli ostacoli che incontrò il tentativo di Soru di far pagare imposte più salate ai ricchi proprietari delle ville della Costa Smeralda e degli yacht che attraccano d’estate nei suoi porti, e li confrontiamo con queste voci di spesa, ne scaturirà con esattezza in cosa consista l’equazione riformista. Dovrebbero farla propria l’Onda e quanti manifestano senza precisi obbiettivi. Qui ce n’è per ogni Regione.


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