Incarichi tecnici assegnati in violazione, secondo l’organo di controllo, che segnala a Corte dei Conti e Procura della Repubblica

Calabria, laboratorio culturale antimafia "la Voce di Fiore" chiede dimissioni giunta del Comune di San Giovanni in Fiore

Con fermezza, dopo la deliberazione dell’Autorità di vigilanza sui lavori pubblici in ordine al restauro dell’antica Abbazia florense
dimanche 20 décembre 2009.
 

Ora basta. Con le bugie, le scuse, i paraventi. Il Consiglio dell’Autorità di vigilanza sui Lavori pubblici, con la deliberazione n. 106 del 19 novembre 2009, ha ravvisato, nella procedura adottata per la realizzazione del restauro dell’Abbazia florense di San Giovanni in Fiore (Cosenza), uno dei monumenti religiosi più importanti del Paese, “inosservanza delle disposizioni” di legge e “dei principi di correttezza, trasparenza e libera concorrenza sanciti dall’ordinamento interno e comunitario”. Inoltre, per la gravità della vicenda, ha disposto “segnalazione del caso alla Procura della Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica”.

Il laboratorio culturale antimafia “la Voce di Fiore” ricorda che detto restauro - fermo da molto tempo per questioni amministrative e delicati aspetti che nel luglio scorso hanno spinto la Procura della Repubblica di Cosenza a disporre un sequestro cautelativo del monumento - è finanziato con fondi europei per 1.489.752 euro, più la quota del Comune di San Giovanni in Fiore, proveniente da indebitamento, di 260.248 euro. Il laboratorio culturale antimafia “la Voce di Fiore” rammenta, altresì, che il finanziamento europeo in parola è al momento sospeso per l’attivazione di specifica procedura da parte della Regione Calabria, come risulta agli atti del Dipartimento regionale per i Beni culturali. Parimenti, informa che, per danni, ad oggi risultano iscritti nel registro degli indagati il responsabile unico del procedimento e i tre direttori dei lavori, nominati, secondo l’Autorità di vigilanza sui Lavori pubblici, in violazione delle regole e del principio di separazione fra politica e amministrazione, sancito dalla legge dello Stato.

Il 3 maggio scorso, il laboratorio culturale antimafia “la Voce di Fiore” organizzò un convegno a San Giovanni in Fiore, al di là dei colori politici, con l’obiettivo di spingere la politica tutta a una soluzione condivisa, rispetto al prolungarsi inaccettabile del fermo dei lavori, col rischio di perdere il finanziamento pubblico e procurare danni irreparabili all’Abbazia florense ; che, come risulta da un sopralluogo della Soprintendenza Bap di Cosenza, confermato da una verifica dei carabinieri del Nucleo di tutela di Cosenza, presenta delle criticità strutturali serie e preoccupanti, forse causate dal fermo dei lavori.

Secondo la deliberazione del Consiglio dell’Autorità di vigilanza sui Lavori pubblici, dal nostro laboratorio-giornale pubblicata in rete all’indirizzo http://www.lavocedifiore.org/SPIP/article.php3 ?id_article=4581, i direttori dei lavori, con delibera di giunta comunale nominati senza una procedura di evidenza pubblica dalla politica, non potevano essere tre e dovevano avere uno specifico curriculum per il restauro. Peraltro, doveva essere prevista, nella fattispecie, la figura professionale del restauratore. Leggendo il testo della predetta deliberazione dell’Autorità di vigilanza, emerge, peraltro, che non è stata predisposta una conferenza dei servizi, relativamente alle misure da concordare circa il restauro di cui si tratta. Inoltre, dai richiami delle soprintendenze, citati nello stesso documento, traspare una gestione politica e amministrativa, in merito ai lavori in oggetto, sotto diversi profili meritevole di disapprovazione.

Adesso, chi ha sbagliato deve sottoporsi alla mano della giustizia. Per questo, il laboratorio culturale antimafia “la Voce di Fiore” s’affida all’autonomia e indipendenza della magistratura, che ha già dato prova di grande prontezza d’intervento, immobile la politica, affinché i responsabili di questa pagina scura della storia calabrese e nazionale paghino al più presto il loro debito nei confronti dello Stato, cioè dei cittadini. Nondimeno, con gli accertamenti degli organi preposti, sul piano contabile. Giova, poi, sottolineare che di recente è stata avviata una causa civile dall’appaltatore del restauro, del valore, si legge nell’atto di citazione in giudizio, di 2 milioni di euro.

Sul restauro, ci sono state due interrogazioni parlamentari dei deputati Angela Napoli e Franco Laratta, che responsabilmente hanno inteso richiamare l’attenzione del governo su una vicenda paradigmatica dell’andazzo calabrese in ambito pubblico. Gli onorevoli Sonia Alfano, Gianni Vattimo e Luigi De Magistris ; Beppe Grillo, Vittorio Sgarbi, Gianni Vattimo, Salvatore Borsellino, Rosanna Scopelliti e Derrick de Kerckhove hanno lanciato un appello per la tutela del monumento religioso, architettonicamente un unicum, secondo l’accademia.

L’Abbazia florense è il simbolo della città di San Giovanni in Fiore e, prima di tutto, dell’opera e della spiritualità di Gioacchino da Fiore, profeta della “Terza Età” che influenzò Dante Alighieri, Michelangelo Buonarroti e tante altre figure altissime della cultura mondiale.

Per quanto ci riguarda, abbiamo sempre seguito gli sviluppi della vicenda, puntando all’informazione obiettiva e al dialogo, e non rispondendo, se non con le carte, quando abbiamo ricevuto l’accusa pubblica di becero giustizialismo.

L’Abbazia florense è un bene di tutti e va difeso senza titubanze e pregiudizi. Invitiamo tutti i cittadini, calabresi e non, a partecipare ad una manifestazione pubblica a tutela dell’Abbazia florense ; simbolo di un Mezzogiorno, come ricordato dal filosofo Giacomo Marramao, che ha dato moltissimo alla storia del pensiero ontologico e dell’utopia. Chiediamo, per ultimo, le dimissioni del sindaco e della giunta comunale di San Giovanni in Fiore, per aver mentito ripetutamente ai cittadini, nella vicenda accusando ingerenze delle soprintendenze ; per non aver gestito il restauro con la dovuta attenzione e con la capacità d’assicurare alla città l’esecuzione per tempo di lavori in linea con le norme di legge. Oltretutto, sindaco e giunta hanno sempre minimizzato, rispetto alla gravità del caso, e, per la loro responsabilità politica nel merito, non possono più amministrare il Comune di San Giovanni in Fiore ; anche per aver conferito gli incarichi tecnici, senza porre rimedio quando ne avevano la possibilità, in violazione della legge.

San Giovanni in Fiore, 15 dicembre 2009

Laboratorio culturale antimafia “la Voce di Fiore”

Deliberazione dell’autorità di vigilanza. Nella pagina, link al dossier completo sul caso, curato da "la Voce di Fiore"


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