Riflessioni

Freud, papi e analisi critica in funzione d’un dialogo delle civiltà. “SE SBAGLIO, MI CORIGERETE”. - di Federico La Sala

mercredi 22 mars 2006.
 

Federico La Sala

WOJTYLA, RATZINGER ...E FREUD !!!

PER LA PACE E IL DIALOGO DELLE CIVILTA’

Note a margine del nostro preistorico presente

*

A Karol J. Wojtyla, in memoriam

“SE SBAGLIO, MI CORIGERETE”.

Evitiamo le imbalsamazioni !!! Non siamo in ‘Egitto’ : queste sono pratiche faraoniche - della religione dei morti ! Nel primo anniversario (due aprile) della morte di Karol J. Wojtyla, al contrario, cerchiamo di seguire l’indicazione e lo spirito di Galileo Galilei : “Aristotele fu un uomo, vedde con gli occhi, ascoltò con gli orecchi, discorse col cervello. Io sono un uomo, veggo con gli occhi, e assai più che non vedde lui : quanto al discorrere, credo che discorresse intorno a più cose di me ; ma se più o meglio di me, intorno a quelle che abbiamo discorso ambedue, lo mostreranno le nostre ragioni, e non le nostre autorità”. E non confondiamo Chi voleva portare la Chiesa verso il Terzo Millennio dopo Cristo... con Chi vuole portare la Chiesa indietro - al IV secolo d. C. o, addirittura, al IV sec. prima della nascita di Gesù Cristo !

Karol J. Wojtyla - teniamolo presente ! - era figlio di un uomo di religione cristiana-cattolica e di una donna di religione ebraica : l’uno e l’altra della religione del Dio dei viventi e di Abramo - vale a dire, di Mosè, di Gesù, e di Maometto ! Nel suo petto battevano due cuori : insieme, l’orologio di Gerusalemme e l’orologio di Roma e - per tutta la vita - ha cercato di sincronizzarne il tempo e i battiti. Se non si tiene presente questo, non si capisce nulla della sua incredibile opera, del significato profondo del suo “Totus Tuus” - posto a simbolo e motto del suo stemma e della suo programma di Capo della Chiesa cattolico-romana, e della sua forza e della sua debolezza nei suoi generosissimi e grandissimi slanci ecumenici : Ut unum sint (1995).

Se teniamo presente questo, anche le mitizzazioni, le ri-costruzioni mistificanti (in parte autorizzate da lui stesso), che ne vorrebbero fare ciecamente e acriticamente “Il Papa di Fatima” (cfr. il libro dal titolo omonimo realizzato da Renzo Allegri, già osannato alla recente uscita anche da Stanislao Dziwisz, il fedelissimo segretario di Wojtyla), assumono ben altro significato, e ben lontano da quello voluto dai costruttori di piramidi !!! Se legame si vuole trovare tra le rivelazioni della Madonna a “Fatima” e Karol J. Wojtyla, divenuto Giovanni Paolo II, esso va rintracciato - a mio parere - proprio nel nome e nella parola “Fatima” .... e nello spirito di Wojtyla di volere la pace e il dialogo tra tutte le religioni (non dimentichiamo : Assisi, 1986) e, in particolare, tra le religioni abramiche. Fatima - teniamo ancora presente e ricordiamo anche questo !!! - è il nome della figlia di Maometto (e la sposa di Alì - venerata dagli sciiti, come l’incarnazione di tutto ciò che vi è di divino nella natura femminile), e - cosa degna di assoluta importanza materiale e simbolica - Karol J. Wojtyla, da Giovanni Paolo II e da Capo della Chiesa cattolica, ha baciato il Corano, a Casablanca (1985) ! Egli aveva capito e sapeva ... e, perciò, si muoveva e si è mosso nella piena convinzione che i “tre anelli” (Boccaccio, Decamerone ; Lessing, Nathan il Saggio) fanno - nella loro identità e diversità - in verità Uno, e sono UNO solo !

E ancora è, per questo motivo, che nel giorno del suo funerale ha potuto realizzare quello per cui ha lottato in tutta la sua lunga vita e nel suo lungo pontificato. Il vento ha soffiato forte, e gli ha donato la vittoria, su tutto e su tutti : ha dato il via alla prima e più grande ‘olimpiade’ (i “cinque anelli”) della pace e del dialogo di tutte le fedi e di tutte le culture di tutto il genere umano !!! Che Egli viva in eterno, nella verità e nella pace - e nella memoria e nel cuore del nostro tempestoso presente storico, in lotta per portare alla luce una nuova - e più degna di noi stessi e di noi stesse - concezione dell’umano e del divino (19.03.2006).

Federico La Sala


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