IL PALAZZO DELLO SPORT O LO SPORT DEL PALAZZO, ATTO SECONDO

BARILE E OLIVERIO, COMUNE E PROVINCIA, IN UN ATLETICO CONFRONTO PER AVERE IL CONTROLLO DEL PALAZZO DELLO SPORT DI SAN GIOVANNI IN FIORE, SENZA DIMENTICARE L’ALLORA COMMISSARIO PREFETTIZIO MARIA CAROLINA IPPOLITO.
samedi 3 décembre 2011.
 
VELOCI E BREVI CONSIDERAZIONI(A MARGINE DELL’ARTICOLO DI EMILIANO MORRONE)SULLA BARUFFA BARILE/OLIVERIO E SULLE SCELTE, CRITICABILI, DEL COMMISSARIO PREFETTIZIO IPPOLITO

La diatriba tra il Comune di San Giovanni in Fiore e la Provincia di Cosenza in merito alla gestione del Palazzo dello sport non sembra di facile soluzione. Si scontrano diverse valutazioni tecnico-giuridiche da parte dei due Enti a cui si aggiunge la netta contrapposizione politica, che entra in maniera prepotente nell’intera vicenda, tra Mario Oliverio e Antonio Barile. Da una parte c’è una questione di competenza, che attiene la sfera del Diritto e dell’Amministrazione, e dall’altra una questione di principio, il principio secondo cui nessun confronto civile, sereno e responsabile può essere possibile con chi è considerato un nemico, anzi il nemico. Non voglio ripercorre le tappe di questa storia, l’articolo di Emiliano credo sia ineccepibile sotto questo punto di vista e spieghi con estrema e concisa chiarezza i vari passaggi che l’hanno caratterizzata. Pongo allora una riflessione di carattere generale, e di buon senso aggiungerei. Riflessione che chiama in causa l’operato dell’allora Commissario prefettizio Ippolito e del Presidente Oliverio. Infatti, mi chiedo, come mai si è deciso, tra aprile e gli inizi di maggio del 2011, di regolare e indirizzare i passaggi più importanti relativi al funzionamento e alla gestione del Palazzo dello Sport tra il Presidente della Provincia e un soggetto, quale appunto il Commissario prefettizio, che se aveva certo la legittimità giuridica nel compiere tali atti non aveva dalla sua la fondamentale “legittimità politica”, soprattutto considerando che il 15 e 16 maggio ci sarebbero state le elezioni amministrative per il rinnovo del Consiglio Comunale e l’elezione del sindaco ? In altre parole : non sarebbe stato opportuno aspettare l’esito del voto, aspettare cioè pochi giorni, e quindi un sindaco democraticamente e sovranamente eletto dai cittadini, per sottoscrivere un atto, anzi tre atti, di così decisiva importanza ? Perché non dare la possibilità di decidere su un’opera pubblica di questo rilievo,forse l’opera pubblica più significativa fatta a San Giovanni in Fiore negli ultimi anni, ai legittimi rappresentanti della città ? Sottolineo quest’aspetto :non è stata violata la legge sia chiaro, quello che fa riflettere criticamente sono le modalità, i tempi, le circostanze in cui un protocollo d’intesa, una delibera e una convenzione sono stati posti in essere. Intanto oggi come si uscirà dallo stallo in cui si è arenata tutta la faccenda ? Mi sembra di capire che Comune e Provincia cercheranno di far valere la proprie ragioni “ in tutte le sedi opportune”, “davanti alle competenti autorità giudiziarie”, come recitano le minacciose lettere, con raccomandata di ritorno, in partenza dagli studi legali. E allora, probabilmente, un’opera pronta per il suo utilizzo sarà ferma, bloccata, mentre crescerà la rabbia e la delusione di chi sognava già di trovarsi sugli spalti, sul campo, negli spogliatoi del nuovo Palazzo dello sport.

domenico barberio


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