Appello

La Voce di Fiore invita San Giovanni in Fiore a rispondere unita a chi ha attentato alla vita del sindaco

mercredi 11 janvier 2012.
 

San Giovanni in Fiore (Cosenza) ha espresso il meglio di sé con la vicinanza alle famiglie dei cinque ragazzi morti a Natale. La città ha dimostrato che si possono sconfiggere le tensioni della politica, qui molto forti, in nome di un fine più alto, la solidarietà nel dolore.

Un dolore che diventa pubblico, di tutti, quando viene toccata la vita umana, cioè il bene più grande di cui disponiamo. La vita è sacra, intangibile, e dal diritto di vivere discendono tutti i diritti codificati o riconosciuti dagli ordinamenti.

Per questo, dopo l’attentato subito dal sindaco di San Giovanni in Fiore, Antonio Barile, questa testata invita le forze politiche, le associazioni, i movimenti e i cittadini del comune calabrese a partecipare attivamente ad un’iniziativa pubblica con cui, di là dai diversi colori, bandiere e visioni del mondo, si dia un segnale forte agli autori dell’azione criminale. Le istituzioni, e prima ancora la vita, non si possono colpire, vilipendere, uccidere.

Proposta dal senatore Stefano Pedica e dal giornalista Orfeo Notaristefano, questa iniziativa si terrà nei prossimi giorni, verosimilmente l’undici gennaio. Hanno già dato la loro adesione deputati, senatori e parlamentari europei. Saranno invitati tutti i rappresentanti politici locali e la società civile nelle sue espressioni.

C’è una responsabilità che ogni coscienza può sentire e manifestare, a prescindere da buone argomentazioni, articoli, discorsi, ragionamenti. Esistono valori universali che uniscono e non si possono subordinare a sigle di partito, scelte amministrative, indirizzi politici.

Ci auguriamo, dunque, la massima convergenza sul valore della vita, che va difeso senza alcun tentennamento.

A scanso di equivoci, San Giovanni in Fiore è, e rimane, una comunità di persone per bene. Siamo convinti che chiunque abbia voluto mettere in pericolo la vita del sindaco Barile, singolo o in associazione non importa, possa essere isolato, prima che scoperto e condannato. E non c’è isolamento più efficace che quello di una città che comprende la gravità dell’accaduto e, lontana da dissapori personali o politici, risponda coesa con la partecipazione civile.

Da qui, speriamo che il clima e il linguaggio politico, caratterizzati da tempo da pericolosa animosità, si riportino alla pacatezza necessaria. Nel rispetto delle diversità, dei ruoli e dei processi democratici.

Emiliano Morrone, direttore di "la Voce di Fiore"


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