Eu-angélo: "Dio" è AMORE!!!

E’ iniziata la "commedia", quella "divina", in ’volgare’ ... ma la Chiesa ’cattolica’ non sa né di Dante, né di Manzoni: sa solo di latino e nemmeno bene -"Deus caritas est"?! IL ’CARDINALE’ EMMANUEL MILINGO PRENDE LE DISTANZE E CONSACRA VESCOVI QUATTRO PRETI SPOSATI !!!

"Amore è più forte di Morte / Passione più potente degli Inferi"(Cantico dei cantici: 8.6-7; trad. di G. Garbini, Paideia1992)
martedì 26 settembre 2006.
 

[...] i 4 vescovi sono tutti americani. Evidentemente l’iniziativa di Milingo tende a sfruttare il forte discredito che la Chiesa Cattolica ha accumulato in questi anni con la gravissima vicenda dei preti pedofili anche fra gli stessi cattolici. Un clero sposato potrebbe recuperare quel credito che preti “falsi celibi” hanno fatto perdere alla chiesa Cattolica. Tutti probabilmente si aspettavano una iniziativa di Milingo verso l’Africa, sua terra di origine, ed invece lui si sta muovendo con grande disinvoltura nello scenario americano che sembra ad oggi essere il terreno più propizio per lo sviluppo della sua iniziativa.

Cosa succederà ora? La scomunica della autorità vaticane crediamo sia più che certa. Questo probabilmente avrà l’effetto di bloccare qualsiasi possibilità di discussione del problema dell’abolizione dell’obbligo celibatario per i preti cattolici di rito latino e ad incancrenire ancora di più la situazione.

Rileviamo, intanto, come in Italia è anche iniziata in grande stile la campagna di discredito mediatico di Mons. Milingo [...]

L’ecclesiastico africano ha fondato a luglio negli Stati Uniti il movimento "Married Priests Now". La diocesi di Washington non riconosce le ordinazioni

Milingo consacra vescovi quattro sacerdoti sposati

Uno di loro commenta: "Sono stato ordinato validamente"

(www.repubblica.it, 25.09.2006)

WASHINGTON - Nuovo passo verso una rottura con il Vaticano di monsignor Emanuel Milingo. Il vescovo africano originario dello Zambia ha infatti ordinato ieri a New York quattro vescovi, tutti sposati e appartenenti al movimento "Married Priests Now", fondato a luglio negli Stati Uniti dallo stesso arcivescovo.

La notizia delle ordinazioni è stata diffusa da don Giuseppe Serrone, fondatore dell’"Associazione dei sacerdoti lavoratori sposati", rientrato da pochi giorni da New York, dove ha partecipato con la moglie Albana alla seconda convention del movimento, tenuta dal 17 al 19 settembre. In una nota, don Serrone definisce la consacrazione episcopale di Milingo "un gesto coraggioso" e "un evento che segna una svolta nel cammino per il riconoscimento dei diritti civili ed ecclesiali delle famiglie dei sacerdoti sposati sparsi nel mondo".

Ad essere ordinati vescovi sono stati il reverendo George Augustus Stallings Jr. di Washington, Peter Paul Brennan di New York, Patrick Trujillo di Newark (N.J.), e Joseph Gouthro di Las Vegas. La diocesi di Washington, dove è avvenuta la cerimonia nella chiesa di Capitol Hill, ha reso noto di non riconoscere le ordinazioni di Milingo. "Non significano niente per la Chiesa", ha detto la portavoce dell’arcidiocesi Susan Gibbs. Ma uno dei quattro vescovi di Milingo, Stallings, ribatte di essere stato "ordinato validamente non solo vescovo, ma anche vescovo cattolico romano".

Con la sua "fuga" da Zagarolo, in provincia di Roma, dove viveva e celebrava regolarmente messa, Milingo è tornato ad aprire un conflitto con la Chiesa sul celibato sacerdotale. L’8 settembre 2006 il prefetto della Congregazione dei Vescovi, il cardinale Giovanni Battista Re, aveva inviato a Milingo una lettera di "ammonizione canonica" che invitava l’arcivescovo emerito di Lusaka a scrivere, entro il 15 ottobre 2006, al Papa una lettera di "pentimento" per non incorrere nella "sospensione canonica" prevista dal diritto ecclesiale.

Una lettera che, afferma don Giuseppe Serrone, rappresenta "un ennesimo atto discriminatorio e di vessazione verso tutti i sacerdoti sposati del mondo che si trovano in condizioni simili a quelle di Mons. Milingo. La logica della legge è completamente opposta all’amore evangelico. Basta con i soprusi e le violazioni dei più elementari diritti umani, che nel caso dei sacerdoti sposati e delle loro famiglie, vengono ancora oggi perpetrate, da numerosi uomini di Chiesa".

Milingo si sposò con Maria Sung nel 2001, grazie alla setta del reverendo Moon. Poi rientrò nell’alveo della Chiesa di Roma grazie anche all’intervento di Tarcisio Bertone, allora numero due del cardinale Joseph Ratzinger alla Congregazione per la dottrina della fede. Tuttavia ora il vescovo africano ha deciso di procedere nuovamente in quella direzione, anzi si è spinto ben oltre, consacrando direttamente quattro vescovi sposati.

(25 settembre 2006) ____________________________________________________________


Nuovo scisma nella chiesa cattolica

Mons Milingo ordina 4 vescovi sposati

di Paola D’Anna *

Nella foto [per la foto, si rinvia al sito: www.ildialogo.org], scattata il 19 settembre scorso, Milingo e Maria Sung posano con i preti sposati che dall’Italia sono andati a New York per partecipare all’incontro dell’associazione "Married priest Now", fondata da Milingo. Da sinistra: Pietro Ceroni, sacerdote sposato di Bergamo; Albana e il Dr. Giuseppe Serrone, fondatore e direttore dei sacerdoti lavoratori sposati; Mons. Milingo e Maria Sung; PierAngelo Beltrami, Coordinatore della West Virginia dell’American Family Coalition; la giornalista Raffaella Rosa

Dunque mons. Milingo ha preso le sue decisioni, che, al momento, sembrano irrevocabili. Ieri 24 settembre 2006 Mons. milingo avrebbe ordinato 4 vescovi sposati membri del movimento Internazionale "Married Priests Now", da lui fondato negli Usa a luglio 2006. Sarebbero stati ordinati il Rev. George Augustus Stallings, Jr., di Washington, Peter Paul Brennan, di New York, Patrick Trujillo, di Newark, N.J., and Joseph Gouthro, di Las Vegas. George Augusts Stallings ha detto di essere stato ordinato validamente non solo Vescovo, ma anche Vescovo Cattolico Romano. La notizia giunge direttamente dagli USA attraverso internet e, al momento in cui scriviamo, non ci sono ancora reazioni da parte del Vaticano.

Ricordiamo che il cardinale RE aveva chiesto a Milingo un atto di pentimento ed un ritorno nella Chiesa Cattolica e di dare una risposta entro il 15 ottobre prossimo. Se la notizia dell’ordinazione di 4 vescovi sposati sarà confermata, il cardinale Re ed il Vaticano hanno avuto la risposta che non avrebbero mai voluto avere.

Significativo è anche il fatto che i 4 vescovi sono tutti americani. Evidentemente l’iniziativa di Milingo tende a sfruttare il forte discredito che la Chiesa Cattolica ha accumulato in questi anni con la gravissima vicenda dei preti pedofili anche fra gli stessi cattolici. Un clero sposato potrebbe recuperare quel credito che preti “falsi celibi” hanno fatto perdere alla chiesa Cattolica. Tutti probabilmente si aspettavano una iniziativa di Milingo verso l’Africa, sua terra di origine, ed invece lui si sta muovendo con grande disinvoltura nello scenario americano che sembra ad oggi essere il terreno più propizio per lo sviluppo della sua iniziativa.

Cosa succederà ora? La scomunica della autorità vaticane crediamo sia più che certa. Questo probabilmente avrà l’effetto di bloccare qualsiasi possibilità di discussione del problema dell’abolizione dell’obbligo celibatario per i preti cattolici di rito latino e ad incancrenire ancora di più la situazione.

Rileviamo, intanto, come in Italia è anche iniziata in grande stile la campagna di discredito mediatico di Mons. Milingo. Sempre ieri la RAI, durante una trasmissione sportiva molto seguita, ha mandato in onda uno sfottò veramente impietoso di Milingo e delle sue iniziative. Il che lascia supporre che nessuno spazio verrà dato a quanti, dall’interno stesso della Chiesa Cattolica, chiedono un ripensamento dell’obbligo celibatario che fa acqua da tutte le parti.

Per parte nostra continueremo a seguire tutta la vicenda e a sostenere l’abolizione dell’obbligo celibatario con o senza le iniziative di Milingo che, come tutte le iniziative di questo mondo, vanno valutate dai frutti che producono. Notiamo come il nuovo scisma sposti il problema, confonda ancora di più le acque, rende più difficile il confronto nelle comunità cattoliche, soprattutto europee. Ma su questo avremo modo di riflettere ancora.

*

www.ildialogo.org, Lunedì, 25 settembre 2006


MILINGO

NOTIFICA DELLA CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE , 17.07.2001 *

LA CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE, dopo matura riflessione, per mandato del Sommo Pontefice, in ossequio al compito suo proprio di tutelare la fede e la morale nella vita della Chiesa, si trova nella necessità di procedere, secondo la mente del can. 1347 § 1 del CIC, al fine di mettere al riparo i fedeli dal grave danno provocato dal recente comportamento dell’Ecc.mo Mons. Emmanuel Milingo, Arcivescovo emerito di Lusaka.

La stessa Congregazione per la Dottrina della Fede:

1. nel prendere atto dei pubblici e gravi comportamenti e pronunciamenti, con i quali il suddetto Prelato ha attentato alla presunta "unione matrimoniale" con la signora coreana Maria Sung; ha aderito alla setta del Rev. Sun Myung Moon dal nome Family Federation for World Peace and Unification ed è venuto meno alla comunione con il Successore di Pietro e il Collegio dei Vescovi;

2. constatata l’impossibilità di comunicare con l’Arcivescovo Milingo, al fine di invitarlo a riflettere sulle gravi conseguenze del suo comportamento e delle sue azioni, ed a riparare lo scandalo e a ravvedersi;

3. intima all’Arcivescovo Milingo, a noma del succitato canone 1347 § 1 del CIC, la seguente pubblica ammonizione canonica:

a) di separarsi dalla Signora Maria Sung;

b) di rompere ogni legame con la setta Family Federation for World Peace and Unification;

c) di dichiarare pubblicamente la sua fedeltà alla dottrina e alla prassi ecclesiastica del Celibato e di manifestare la sua obbedienza al Sommo Pontefice con un gesto chiaro ed inequivocabile.

Nel caso che a detta ammonizione non segua, entro il 20 agosto p.v., un formale atto dell’Ecc.mo Milingo di esecuzione di quanto sopra richiestogli, si procederà all’irrogazione della scomunica riservata alla Sede Apostolica.

La Chiesa, pur dovendo procedere per il bene dei fedeli ad un atto tanto doloroso, non cessa, tuttavia, di elevare al Signore, Buon Pastore, preghiere per l’auspicato ritorno del Presule all’abbraccio del Padre comune.

Roma, dalla Sede della Congregazione per la Dottrina della Fede, il 16 luglio 2001

Joseph Card. RATZINGER Prefetto

Tarcisio BERTONE, SDB Arcivescovo emerito di Vercelli Segretario

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www.ratzinger.it/documenti.htm 


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