L’imbarcazione delle Ferrovie era salpata da Reggio Calabria carica di pendolari. La Procura di Reggio Calabria: "E’ stata la nave portacontainer ad investire l’aliscafo"
Collisione nello stretto di Messina Nave sperona aliscafo: 4 morti
Le vittime tra l’equipaggio. Sette passeggeri gravi dirottati negli ospedali della zona. Salvi dopo due ore dall’incidente due passeggeri rimasti incastrati tra le lamiere *
MESSINA - Quattro marinai sono morti nella collisione a circa un miglio, un miglio e mezzo dal porto di Messina, fra un aliscafo delle Ferrovie, il "Segesta jet", e una nave portacontainer battente bandiera di Antigua, la "Susan Borchard". Due delle vittime sono rimaste incastrate tra le lamiere nella cabina di pilotaggio: il comandante dell’aliscafo, Sebastiano Mafodda di 54 anni e il direttore di macchina, Marcello Sposito di 41 anni. I cadaveri di altri due membri dell’equipaggio, Lauro Palmiro di 50 anni, e Domenico Zona, 42 anni, motorista, sono stati recuperati più tardi in mare.
Ottantotto feriti, tre gravi. Ottantotto i feriti di cui 7 gravi, due in rianimazione, tra i 150 passeggeri, soprattutto pendolari messinesi. Trentacinque feriti e contusi sono stati trasportati negli ospedali di Reggio Calabria, tra cui un uomo che ha subito gravi ustioni in varie parti del corpo: immediatamente dopo l’urto con il mercantile, sull’aliscafo si è anche sprigionato un incendio che presto però è stato domato dall’equipaggio. Gli altri feriti sono stati trasferiti a Messina. Salva, ma solo dopo due ore dall’incidente, una coppia di passeggeri rimasti imprigionati nella zona dello scafo devastata dalla prua del mercantile. Hanno riportato alcune fratture ma sono fuori pericolo di vita. A bordo dell’aliscafo c’erano anche tre atlete calabresi della Rescifina basket di Messina, squadra di serie B, che si recavano all’allenamento. Si sono salvate risalendo una scala di corda gettata in loro aiuto dai marinai della portacontainer.
Uno squarcio nella fiancata. Dallo squarcio sulla fiancata di dritta dell’aliscafo, sembra chiaro che il mercantile abbia speronato l’imbarcazione delle Ferrovie. Lo conferma il sostituto procuratore della Repubblica di Reggio Calabria Francesco Mollace: "Ciò che è certo, è che è stata la nave portacontainer a investire l’aliscafo. Il problema, a questo punto - ha aggiunto Mollace - è di chi sia la responsabilità dello scontro. Se cioè è stato l’aliscafo a tagliare la strada alla nave o se è stata quest’ultima a seguire la rotta di collisione. E questo potrà essere chiarito soltanto quando saranno espletati tutti gli accertamenti tecnici e peritali".
"Errore umano". L’ipotesi privilegiata dalla Capitaneria di Porto di Messina è quella dell’errore umano. La falla sull’aliscafo è larga parecchi metri e si apre proprio all’altezza della cabina di pilotaggio. Le lamiere sono accartocciate e aprono uno strappo nella lamiera che segue il disegno della prora del mercantile. L’aliscafo è inclinato su un lato perchè dallo squarcio nella fiancata dell’imbarcazione continua ad entrare acqua. Per evitare che affondi, l’aliscafo è stato imbracato da due motobarche dei vigili del fuoco e rimorchiato lentamente nel porto di Messina.
"Ho sentito un tremendo urto". Scene di disperazione sulle banchine tra i parenti in attesa di notizie. Le prime testimonianze raccontano che dopo la collisione, sull’aliscafo è scoppiato il panico: "Ho sentito un tremendo urto", ricorda una donna. "Sono stata sbalzata dal sedile e sono finita tre metri più avanti. C’era una tremenda puzza di petrolio e ho visto la fiancata sventrata dell’aliscafo". Alcuni passeggeri si sono gettati in mare terrorizzati ma sono stati recuperati dai marinai del portacontainer.
Tre indagini. La Procura della Repubblica di Messina ha aperto un’inchiesta. Il magistrato di turno ha disposto gli atti urgenti e necessari ma è possibile, si apprende da fonti giudiziarie qualificate, che la competenza dell’inchiesta sia della Procura di Reggio Calabria perchè l’impatto sarebbe avvenuto in acque calabresi. Anche il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi ha deciso l’avvio di un’inchiesta ministeriale. Domani il ministro sarà a Reggio Calabria per seguire la vicenda. Una parallela indagine è stata aperta anche dalle Ferrovie di cui l’aliscafo era proprietaria. Sia l’aliscafo che la portacontainer sono state sequestrate dalla Procura.
Una tratta molto frequentata. L’imbarcazione era impegnata sulla linea Messina-Reggio Calabria; era salpata da Reggio Calabria alle 17.35. La tratta è molto frequentata. Il traffico nello stretto di Messina negli ultimi anni è aumentato per lo sviluppo del porto di Gioia Tauro, uno dei principali scali del Mediterraneo per i portacontainer.
Il messaggio di Napolitano. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, appresa la drammatica notizia, si è messo immediatamente in contatto con i prefetti di Messina e di Reggio Calabria per seguire gli sviluppi dei soccorsi e le indagini sulla dinamica del tragico incidente. Con profondo turbamento, il Capo dello Stato ha espresso sentimenti di partecipazione al dolore delle famiglie delle vittime e di preoccupazione per le condizioni dei feriti. Messaggi di cordoglio sono giunti anche dal presidente del Consiglio Romano Prodi.
* la Repubblica, 15 gennaio 2007.
GRAFICO: LA DINAMICA DEL DISASTRO
LA MAPPA DELLO STRETTO POCO PRIMA DELL’INCIDENTE. C’ERA ANCHE UN TRAGHETTO.
MESSINA, COLLISIONE ALISCAFO-NAVE: 4 MORTI. ’SI POTEVA EVITARE’
MESSINA - E’ ormai consolidato il triste bilancio della tragedia nello Stretto di Messina dove ieri sera l’aliscafo Segesta Jet delle Ferrovie dello Stato si e’ scontrato con la nave portacontainer Susan Borchard battente bandiera di Antigua e Barbuda: vi sono 4 morti, tutti componenti dell’equipaggio: il comandante dell’aliscafo, Sebastiano Mafodda, 54 anni, il direttore delle macchine, Marcello Sposito, di 41, Lauro Palmiro, di 50, e Domenico Zona, di 42. Uno dei cadaveri aveva la testa mozzata.
Sono circa 90 i feriti, di cui una settantina transitati negli ospedali messinesi e una ventina in quelli reggini. A Messina vi sono i tre pazienti piu’ gravi le cui condizioni pero’ vengono definite stabili. A Reggio sono due i feriti piu’ gravi, ma non desterebbero preoccupazioni.
Il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi, che e’ stato a Reggio Calabria e a Messina ha detto: ’’Ho visto i quattro corpi delle vittime all’ obitorio ed e’ stata una scena impressionante. D’altronde, avendo visto poco prima gli effetti della collisione sull’ aliscafo, si capisce cosa e’ avvenuto ieri sera. In questo momento non c’e’ che da esprimere cordoglio e solidarieta’ ma anche apprezzamento per il lavoro dei soccorritori che ha evitato che il bilancio diventasse piu’ pesante’’. ’’In giornata - ha aggiunto - faremo una riunione tecnica per capire cosa e’ successo e soprattutto che cosa ha impedito a queste due navi di vedersi a distanza’’.
E le inchieste delle procure di Reggio Calabria e Messina che per ora lavorano insieme, del ministero e delle Fs devono accertare anche qual e’ la terza nave coinvolta che potrebbe avere avuto un ruolo nell’ incidente. L’ ammiraglio Luciano Dassatti, comandante generale delle Capitanerie di Porto, ha detto: ’’Nella zona dello Stretto di Messina teatro della collisione c’era una terza nave. Comunque e’ una tragedia che si poteva evitare’’. Attraverso il Vessel traffic service (Vts), un sistema di controllo satellitare in grado di monitorare la navigazione nello Stretto di Messina, che si trova sulla collina sopra il porto di Messina, i tecnici cercheranno di stabilire le cause e le eventuali responsabilita’ dell’incidente.
Il comandante della Capitaneria di Porto di Messina, Antonino Samiani, dice: ’’La nave portacontainer navigava sulla rotta Nord-Sud, diretta verso Israele, ed aveva l’obbligo di mantenere la destra, mentre l’aliscafo, partito da Reggio Calabria, doveva tenersi sulla sinistra. In queste condizioni il diritto di precedenza spetta alla nave, anche se al momento dell’impatto nella zona incrociava un altro traghetto delle Ferrovie, proveniente dall’approdo messinese di Tremestieri. Solo l’analisi combinata delle rotte delle tre imbarcazioni potra’ dare una risposta certa sulle responsabilita’’’.
BANDIERE AMMAINATE A COMUNE MESSINA
Il Comune di Messina ha ammainato le bandiere del municipio in segno di lutto per le quattro vittime della collisione. Lo ha deciso il sindaco Francantonio Genovese, che ha convocato la giunta per deliberare il lutto cittadino per il giorno dei funerali, che non sono stati ancora fissati.
DASSATTI: NESSUN ERRORE DELLA TERZA NAVE
In relazione alla presenza di una terza nave nella zona dell’ impatto tra la Borchard e l’aliscafo Segesta, l’ ammiraglio Dassatti ha riferito oggi pomeriggio a Reggio Calabria che e’ stata identificata nella nave traghetto ’’Zancle’’, di proprieta’ di una delle societa’ private di navigazione sullo stretto di Messina che in quel momento disimpegnava la tratta Tremestieri (Messina)-Villa San Giovanni. ’’Possiamo per ora solo dire - ha chiarito l’ ammiraglio - che la nave Zancle, secondo un primo esame superficiale dei tracciati radar non e’ coinvolta nel terribile impatto. Avrebbe fatto da velo tra il Segesta la Borchard? Ha interferito? Per ora - ha concluso Dassatti - possiamo escludere che questa nave possa avere commesso errori ma tra qualche giorno naturalmente ne sapremo definitivamente di piu’’’.
BIANCHI, POTEVA ESSERE UN’ECATOMBE
’’Se solo il punto di impatto tra la ’’Borchard’’ e la Segesta fosse stato qualche metro piu’ a poppa ci saremmo trovati dinanzi ad una vera e propria ecatombe’’. E’ quanto ha tra l’ altro affermato il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi durante una conferenza stampa conclusasi qualche minuto fa negli uffici della Prefettura di Reggio Calabria. Bianchi, che era accompagnato dal prefetto Luigi De Sena, dall’ assessore regionale ai Trasporti della Calabria, Vincenzo Spaziante, e dai responsabili delle tre Armi della provincia di Reggio Calabria -questore e comandanti provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza - aveva visitato precedentemente i feriti ricoverati a Messina e a Reggio Calabria. In particolare, Bianchi parlando dei ricoverati ai ’’Riuniti’’ di Reggio Calabria ha detto di ’’averci parlato e di avere comunque trovato una buona situazione da punto di vista delle persone che hanno riportato gravi ferite, come la ragazza Daniela Schifilliti, che mi e’ sembrata - ha detto il Ministro - abbastanza tonica’’. Bianchi, ha anche affermato che ’’le strutture sanitarie delle due sponde dello stretto e i soccorsi partiti dai due porti, di Reggio e di Messina, si sono dimostrati assolutamente efficaci e pronti all’ emergenza, altrimenti tutto sarebbe stato piu’ tragico. Tenete conto - ha sottolineato Bianchi - che buona parte dell’ equipaggio del Segesta e’ deceduto sul colpo e le circa 150 persone a bordo sono state salvate proprio grazie all’ ottimo funzionamento dei soccorsi’’.
ANSA » 2007-01-15 18:28
ROMA - Due persone sono morte in uno scontro avvenuto al largo del porto di Messina tra un aliscafo Segesta jet , in servizio tra Reggio Calabria e Messina e la nave portacontainer ’’Susan Borchard’’ battente bandiera di Antigua e Barbuda.
La notizia e’ stata confermata dalla Prefettura di Messina. I due morti nella collisione nello Stretto di Messina sarebbero componenti dell’ equipaggio dell’aliscafo. Secondo le prime informazioni sarebbero una sessantina i feriti: 35 sarebbero stati trasportati a Reggio Calabria; altri 25 negli ospedali di Messina. Tre di loro sarebbero in gravi condizioni.
A bordo dell’imbarcazione veloce c’erano 150 passeggeri
Messina, scontro tra aliscafo e nave: 20 feriti, 2 sono gravi.
Nelle acque al largo del porto, un mezzo impiegato sulla linea che collega la città siciliana con Reggio Calabria si è scontrato con la ’Susan Borcard’ *
Messina, 15 gen. (Adnkronos/Ign) - Incidente nelle acque al largo del porto di Messina. Intorno alle 18.30, un aliscafo che percorreva la tratta Reggio Calabria-Messina è entrato in collisione con una nave straniera, la ’Susan Borcard’. Una ventina i feriti, almeno un paio di passeggeri dell’aliscafo sono in gravi condizioni a causa del violento impatto.
Sul luogo dell’incidente sono intervenute le motovedette delle capitanerie di porto di Messina e Reggio Calabria, della Guardia di Finanza, dei carabinieri, oltre ai Vigili del fuoco. Gli interventi sono coordinati da Messina dove è stata allestita una sala operativa.
In queste fasi si sta perlustrando il tratto di mare dove è avvenuta la collisione per verificare se ci siano passeggeri finiti in acqua.
A bordo dell’aliscafo viaggiavano circa 150 persone. Non è ancora chiaro se dopo l’urto con la motonave, un cargo commerciale battente bandiera di Antigua, si sia sviluppato un incendio o se invece i bagliori notati da terra, sottolineano fonti dei vigili del fuoco, siano da attribuire ai razzi di segnalazione lanciati in seguito alla collisione.
A Messina è scattato l’allarme. Gli ospedali della città sono stati allertati per accogliere dei feriti.
SCONTRO ALISCAFO-NAVE: SIRENE DELLE NAVI SALUTANO BARE
MESSINA - Il suono delle sirene delle navi ormeggiate nel porto di Messina e in servizio nello Stretto ha accolto l’uscita dalla cattedrale delle bare delle 4 vittime della collisione tra l’aliscafo della Segesta Jet e la portacontainer avvenuta lunedì scorso: il comandante Sebastiano Mafodda, il marinaio Palmiro Lauro, il direttore di macchine Marcello Sposito e il motorista Domenico Zona. Ci sono stati momenti di forte commozione tra le migliaia di cittadini, oltre 4 mila, che hanno partecipato alle esequie celebrate da monsignor La Piana. Due familiari delle vittime si sono sentite male durante i funerali in corso in cattedrale. Un’ambulanza li ha portati in ospedale e lì si sono ripresi. "Invochiamo con forza maggiore sicurezza nella navigazione dello Stretto e speriamo che vengano realizzate le strumentazioni necessarie affinché simili tragedie non si verifichino più", ha detto l’arcivescovo di Messina Calogero La Piana celebrando le esequie. "Messina - ha aggiunto - piange quattro suoi figli e noi ci stringiamo in un caloroso abbraccio attorno ai familiari". "Esprimiamo - ha proseguito - sincera riconoscenza per il tempestivo intervento delle autorità, delle forze dell’ordine e degli stessi feriti che hanno evitato che le vittime fossero molte di più". Il presidente della Regione Salvatore Cuffaro in una nota ha detto: "In questo giorno in cui si celebrano i funerali avrei voluto essere presente per esprimere loro tutto il mio cordoglio e il mio affetto ma, purtroppo, i delicatissimi impegni d’aula di queste ore hanno impedito, a me come ad ogni altro componente della giunta, che ciò fosse possibile".
CONCLUSO L’INTERROGATORIO DEL COMANDANTE DELLA PORTACONTAINER
La procura di Messina ha concluso l’interrogatorio di Maksim Poludnjev, comandante della nave portacontainer Susan Brochard entrata in collisione, lunedì scorso, con l’aliscafo della Segesta Jet e sta iniziando quello di Francesco Donato, comandante della nave ’Zancle’ della Tourist-Caronte che si trovava nel luogo del disastro. L’interrogatorio di Poludnjev, condotto dai sostituti procuratori Angelo Cavallo, Vito di Giorgio e Francesca Ciranna alla presenza di tre ufficiali della guardia costiera, è durato quattro ore. E’ stato necessario un interprete per tradurre le risposte del comandante che è ucraino.
ANSA » 2007-01-20 10:56
Il racconto dei passeggeri del Segesta Jet proveniente da Reggio Calabria. "Dopo l’impatto si è diffuso il panico, molti di noi si sono gettati in acqua"
Naufragio di Messina, i testimoni "Ci siamo tuffati, temevamo di morire" *
MESSINA - "Dopo l’impatto molti di noi si sono gettati in acqua. Il panico si è diffuso presto. Temavamo di morire". Sono le prime testimonianze raccolte dai soccorritori all’opera sul luogo dello scontro tra l’aliscafo Segesta Jet, partito da Reggio Calabria alle 17.35, e la nave portacontainer "Susan Borchard", iscritta nel compartimento navale di Antigua. La collisione, in seguito alla quale hanno perso la vita due persone, è avvenuta intorno alle 18.30, a un miglio, un miglio e mezzo dal Faro di San Raineri, a Messina.
Drammatica la telefonata fatta da una giovane passeggera: "Mamma, aiuto, l’aliscafo ha avuto una collisione, c’è un incendio a bordo...". Così Loredana Rigano, 19 anni, studentessa della facoltà di Architettura a Reggio Calabria, ferita nella collisione, ha gridato dal suo cellulare, dopo aver chiamato i familiari. Loredana, che ogni giorno fa la pendolare tra Messina e Reggio, è ricoverata con un trauma facciale e il setto nasale rotto nel Policlinico del capoluogo siciliano. Sono stati il padre e un cugino a raccontare della telefonata ricevuta subito dopo l’impatto con la "Susan Borchard".
Intanto decine di persone si sono radunate nell’area del porto di Reggio Calabria, in attesa di notizie: si tratta - oltre che di curiosi - di parenti delle persone che quotidianamente si servono della linea marittima Reggio-Messina, preoccupate per le sorti dei congiunti. Sulle banchine sono stati fatti convergere uomini e mezzi delle forze dell’ordine e ambulanze, coordinate da una unità di crisi istituita nella capitaneria di Porto.
* la Repubblica, 15 gennaio 2007.
Allo stato è solo un’ipotesi, ma tra le cause del disastro potrebbe esserci un natante della "Caronte" che fa la spola tra le due sponde
Tragedia nello Stretto, forse un traghetto la "terza nave" dell’incidente dell’aliscafo
Il "ferry" non avrebbe dato la precedenza al "Segesta" costringendolo a una brusca virata. Si attende il tracciamento delle rotte
di GIUSEPPE BALDESSARRO *
MESSINA - C’era forse una terza nave nello specchio di mare dello stretto di Messina, a circa un miglio e mezzo da San Raineri, dove si è verificata la collisione tra un traghetto veloce delle Fs, il "Segesta Jet" e un Portacontainer "Susan Borchard", battente bandiera di Antigua. La Capitaneria di Porto di Messina sta lavorando sulla base di un’ipotesi precisa, anche se ancora tutta da verificare. Il terzo natante coinvolto sarebbe il traghetto "Zancle" della compagnia privata Caronte&Tourist, in servizio tra il porto di Reggio e quello siciliano. Una di quelle navi che fanno la spola tra Calabria e Sicilia, cariche di automobili e tir. Un mezzo che, involontariamente ha avuto un ruolo nella tragedia. Che, forse, non ha dato la precedenza alla "Segesta", costringendola ad una brusca virata. Manovra che l’ha portata ad incrociare la rotta del cargo straniero.
Del traghetto ha parlato Antonio Samiani, comandante della Capitaneria di Porto di Messina, che sta conducendo alcuni accertamenti sulla dinamica dell’impatto costato la vita a 4 componenti dell’equipaggio delle Fs e 62 feriti.
La presenza dello "Zancle" è confermata in una nota dalla stessa compagnia, che ha avviato un’indagine conoscitiva interna "per determinare la posizione della propria flotta in servizio al momento dell’impatto, composta da 7 unità". Ma secondo la "Caronte&Tourist" il traghetto "aveva visto sfilare normalmente alla propria poppa la Segesta prima del momento dell’incidente". Dai dati del sistema satellitare AIS, sempre secondo le informazioni diffuse dalla Caronte& Tourist, "emerge chiaramente che Segesta non ha modificato la propria rotta e velocità, rimasta praticamente costante dall’uscita dal Porto di Reggio Calabria, per poter sfilare in sicurezza di poppa alla Zancle".
Il comandante Samiani dopo un sopralluogo sul relitto ha tuttavia spiegato che "è ancora presto per riuscire a ricostruire dettagliatamente quanto accaduto". Il Pm Francesco Mollace della Procura di Reggio Calabria, incaricato di condurre l’inchiesta, ha negato di essere a conoscenza della presenza della terza nave. "Ieri sera - ha detto - abbiamo lavorato fino a notte fonda assieme alle forze dell’ordine ed ai responsabili della navigazione sullo Stretto. Nessuno ha fornito informazioni sulla presenza di una terza imbarcazione nei pressi dello specchio di mare teatro dell’incidente".
Anche per il magistrato reggino "è troppo presto per ricostruire la dinamica dei fatto", tanto più che "gli uomini dell’equipaggio che erano alla guida dell’aliscafo con compiti di comando e di decisione sono tutti morti". Il riferimento è al comandante delle "Segesta" Sebastiano Mafodda e al direttore di macchina Marcello Sposito. Entrambi restati schiacciati dalle lamiere mentre si trovavano in plancia di comando.
Di certo al momento c’è che le "leggi" che regolano i movimenti dei natanti nello Stretto di Messina sono "ferree". Esiste infatti un codice di navigazione preciso. Tra l’altro, proprio per la sua stazza, la Susan aveva pochissimi margini di manovra, mentre la "veloce" delle Fs è considerata molto più agile.
La verità molto probabilmente emergerà nelle prossime ore quando gli inquirenti potranno accedere alle registrazioni del radar che controlla lo specchio di mare tra Reggio e Messina. Un sistema che registra tutti i movimenti, compresa, quindi, la presenza della terza nave di cui ha parlato Samiani.
* la Repubblica, 16 gennaio 2007