LA MENTE ACCOGLIENTE. Al di la’ del narcisismo, dell’ "edipo", e della guerra...

PER LA PACE, RI-ILLUMINARE E RI-CONOSCERE IL MONDO. "Il coraggio di servirsi della propria intelligenza" (Kant) e di "accogliere il volto altrui" (LÚvinas). Etica e Politica: una nota di Francesco Comina (inviata da don Aldo Antonelli) - a cura di pfls

giovedì 12 giugno 2008.
 

ETICA E POLITICA

di Francesco Comina *

Solitamente quando la politica incontra l’etica per la strada non la riconosce o se la riconosce si gira dall’altra parte per non salutarla. ╚ successo poche volte di vederle passeggiare insieme in cittÓ, province, nazioni. Sono le volte in cui la civiltÓ ha fatto un passo in avanti progredendo.

Oggi l’etica Ŕ sempre pi¨ un affare interno alla filosofia o ad un senso individuale di vita che cerca, in qualche modo, di porsi in relazione con gli altri. La politica avanza inesorabilmente nei territori bigi di un mondo chiuso nel suo individualismo esasperato. Prime vittime: gli altri (immigrati, clandestini, nomadi, vagabondi, accattoni, prostitute, barboni...).

L’ordine post-moderno rassomiglia sempre pi¨ al panottico descritto da Jeremy Bentham alla fine del Settecento, ossia un carcere di sorveglianza in cui i controllati (ossia i prigionieri) non possono mai vedere il guardiano che li controlla. Ogni elemento “altro” che in qualche modo cerca di entrare nella fortezza occidentale deve fare i conti con l’occhio del sorvegliante che tutto vede. E se l’altro Ŕ indesiderato per il semplice motivo che Ŕ “altro” a tutti gli effetti (e quindi clandestino) viene automaticamente represso, condannato, incarcerato.

Un grande filosofo francese, RenŔ Girard, ha descritto in modo arguto lo sviluppo della violenza mimetica, ossia la violenza che nasce dalla rivalitÓ fra due o pi¨ persone. Quando questa violenza si compatta in forma etnocentrica, di autodifesa di un gruppo, allora esplode la rabbia verso il capro espiatorio, colui che per una infausta coincidenza di destino si trova ad essere tacciato come il nemico da abbattere.

Oggi i nemici della politica dominante sono i figli della globalizzazione, i migranti che fuggono la fame, la sete, la miseria o la guerra. Fuggono dal sud, dall’est, dall’ovest, arrivano sulle carrette dei mari stracolme o appollaiati sotto i tir per non farsi vedere, fanno viaggi allucinanti scappando di frontiera i frontiera, vengono per partecipare al grande banchetto delle risorse. Ma guai a loro per tanto coraggio. L’ordine ha deciso di espellerli, il panottico di chiuderli nelle sue mura per controllarli.

Certo che le grandi migrazioni portano con sÚ problemi di ordine pubblico. Anche gli italiani che sono emigrati nelle terre del Nuovo Mondo hanno portato, insieme al loro coraggio e alla loro capacitÓ lavorative, una percentuale di delinquenza, di insicurezza e di inadattabilitÓ a stare nelle regole del gioco. Ma non per questo sono stati rifiutati, perseguitati, cacciati. Le regole sociali vanno rispettate e la delinquenza repressa fermamente ma ai poveri vanno date delle chance per vivere meglio, vanno aiutati a risollevarsi per riscattarsi. Non pu˛ la politica abdicare al suo cuore profondo che Ŕ la premura per le sorti del cittadino (la polis dell’antica Grecia) e a maggior ragione se questo cittadino Ŕ un “vulnerabile straniero”.

Emmanuel LÚvinas Ŕ forse il filosofo pi¨ importante del Novecento. L’etica per lui si manifesta con la rivelazione del volto dell’Altro. Nel momento in cui l’altro si mostra, con il suo volto in carne ed ossa e questo volto solleva in noi un enigma, a quel punto si rende esplicita l’etica, ossia, il farsi carico della vita degli altri.

Oggi viviamo il tempo di una eclissi della politica intesa come etica e il trionfo di una politica fatta di divieti, di condanne, di clausole rigide e impermeabili. Gli altri sono rifiutati a priori, come elementi di disturbo di un ordine sociale che sempre pi¨ diventa chiusura etnocentrica. Non Ŕ un problema unicamente di posizionamento ideologico. ╚ un problema generale, culturale. ╚ la politica senza etica che non sa farsi carico del volto d’altri. In fin dei conti questa Ŕ la pace: accoglienza del volto altrui. Rifiuto del volto: questa Ŕ la guerra.

Francesco Comina

*

-  Conoscevo giÓ Francesco Comina per aver letto alcuni suoi libri ed alcuni suoi articoli. Poi ha avuto la fortuna di incontrarlo in un convegno a Bolzano, la sua cittÓ, e devo dirvi che Ŕ una persona squisita.

-  Mi ha appena inviato uno suo articolo per Mosaico di Pace, la rivista di Pax Christi.
-  Ve lo allego.

-  Leggetelo e fatelo leggere.

-  Abbiamo urgente bisogno di rimuovere le acque stagnanti e putride di questo narcisismo omicida che tutti ci affligge.

-  Aldo [don Antonelli]


Sul tema, nel sito, si cfr.:

Sulla spiaggia. Di fronte al mare... CON KANT E FREUD, OLTRE. Un nuovo paradigma antropologico: la decisiva indicazione di ELVIO FACHINELLI


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