Una improvvisa, leggera, agrodolce speranza....

BELLA COME LA PRIMAVERA... "Amore e Sangue" - Una poesia proposta e commentata da don Aldo Antonelli.

mercredi 18 mars 2009.
 

AMORE E SANGUE

di don Aldo Antonelli

No !

Non mandatemi all’altro paese ! Per favore...

Con il sottofondo la musica del Requiem di Dvoràk giro e rigiro, claudicante e con l’ausilio di un bastone, attorno al tavolo, nella penombra del tramonto.

Giro e rigiro in questa mi stanza e mi tornano in mente tutti i discorsi fatti oggi con gli amici di Spoleto che sono venuti a trovarmi : la Democrazia moribonda, la Libertà strozzata in onore del suo stesso nome, il pensiero affogato nel mare delle emozioni, i sentimenti sepolti sotto le prepotenze dei ri-sentimenti, la chiesa consortile della politica ed in essa coloro che non hanno vergogna a chiamarsi "servus servorum" gemelli siamesi, ormai, con i potenti del soldo e del comando e, infine Berlusconi che come merda tutto cementa... !

Il necrologio è lungo e dentro il pianto mi infartua il cuore.

Riprendo a leggere un libro dal segno in cui l’ho lasciato ieri e mi imbatto in questa poesia che mi cambia il sapore delle lacrime. L’amarezza della rabbia e dello scoramento si apre ad una improvvisa, leggera, agrodolce speranza.

Al posto della Chiesa, cui Mario, prete in America Latina che conosco, si riferisce, potete anche mettere la Società, il Futuro, la Democrazia, la Giustizia, la Libertà, quello che volete di più caro.

Regge sempre.

Eccovela.

"Sono pazzamente innamorato

di una prostituta.

E’ entrata senza chie­dere

alcun permesso nella mia vita

e non mi lascia più.

Mi travolge

mi spezza il cuore

mi fa soffrire come non mai.

Tra le braccia d’altri la vedo

carica d’ori, di gioie e di vergogne.

Vorrei fuggire

sbattere la porta

dimenticare per sempre

dopo un addio sofferto e lacerante,

ma non posso.

Nemmeno Lui

ti ha abbandonata

quando lo tradivi

e per pochi denari

lo vendevi ai signori della storia e del tempio.

Nemmeno Lui

ti ha gettato in viso

l’addio dell’abbandono

quando vestita a festa

bevevi con altri

il vino dell’ebbrezza.

Sempre ti ha amato

senza un duro rim­provero

senza la sferza del padrone

senza l’indifferenza del dimenti­cato.

Ha preferito morire

al perderti per sempre.

Ha preferito spaccare

il suo povero cuore

che gettare il tuo

tra le immondizie.

Ho amato una prostituta

e continuo ad amarla.

Vorrei vederla

nuova e pura, donna libera

non venduta

e bella come la primavera.

Ogni giorno

cucisco e ricucisco

cocciutamente

il suo abito strappato e il mio.

E la chiamo

sorella e Madre

pura e santa

e così la sogno

come Lui la sognò

questa mia Chiesa".


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