SARAJEVO - Il Ministro generale dei Francescani, Jose Rodrigues Carballo, ha espulso dall’Ordine fra Tomislav Vlasic, la guida spirituale dei sei veggenti di Medjugorje, ai quali apparirebbe la Madonna fin dal 1981. Lo scrive il quotidiano di Sarajevo Dnevni avaz’ che pubblica anche un facsimile della lettera di Carballo datata 10 marzo di quest’anno.
Nella lettera, scrive il giornale, a Vlasic, che dal 1992 vive in Abruzzo, viene vietata ogni attività apostolica con l’accusa di aver "diffuso l’eresia, un dubbio insegnamento e manipolato le coscienze". Gli si attribuiscono anche azioni "contra sexum", cioé, precisa il giornale, rapporti sessuali immorali con una suora.
A fra Vlasic, che dal 1992 vive in Abruzzo, viene vietata, scrive Dnevni avaz, ogni attività apostolica con l’accusa di aver "diffuso l’eresia, un dubbio insegnamento e manipolato le coscienze". Gli si attribuiscono anche azioni "contra sexum", cioé, precisa il giornale, rapporti sessuali immorali con una suora. Negli anni passati altri frati francescani in Erzegovina sono stati espulsi dall’Ordine dei frati minori e "sospesi a divinis" per non aver consegnato alcune parrocchie ai preti diocesani.
Tutti erano anche sostenitori delle apparizioni mariane. La notizia dell’espulsione di fra Vlasic, secondo il giornale, a Medjugorje è stata accolta come un nuovo attacco contro i veggenti e le apparizioni. La Chiesa non si è ancora espressa sulle presunte apparizioni, verso le quali è molto critico il vescovo locale, e che durano da 28 anni. Fino ad oggi ne sarebbero avvenute ormai decine di migliaia poiché ad alcuni veggenti la Madonna apparirebbe ogni giorno, indipendentemente dal luogo ove essi si trovino.
L’unica presa di posizione ufficiale è la dichiarazione dei vescovi dell’allora Jugoslavia, dell’aprile 1991, in cui si dice che "in base alle investigazioni finora condotte non è possibile affermare che si tratti di apparizioni o di rivelazioni soprannaturali". Otto anni fa la Conferenza episcopale della Bosnia ha deciso, in accordo con la Santa Sede, di nominare una nuova commissione che indaghi su quanto è avvenuto. Intanto, milioni di pellegrini si recano ogni anno a Medjugorje, un piccolo villaggio dell’Erzegovina occidentale dove i frati francescani che reggono la parrocchia ritengono che la Madonna continui ad apparire.
Contro il frate francescano, Tomislav Vlasic, "padre" spirituale di Medjugorje e guida dei veggenti che ogni giorno incontrano la Madonna, era pronta la scomunica da parte del papa per le accuse di eresia, manipolazione delle coscienze, adulterio. E’ stato però lo stesso religioso a presentare le dimissioni dallo stato clericale lo scorso marzo per evitare che si arrivasse ai provvedimenti estremi. E’ quanto precisano i frati francescani all’ANSA.
INDAGINE DELLA SANTA SEDE
"Un figlio con una suora"
Sospeso il frate visionario
Il Vaticano pronto alla scomunica
del prete di Medjugorje accusato
di GIACOMO GALEAZZI *
CITTÀ DEL VATICANO«Spretato» il padre spirituale dei sei veggenti di Medjugorje. Tomislav Vlasic non è più sacerdote. Si è dimesso prima che arrivasse la scomunica di Benedetto XVI, già pronta, per diffusione di dubbia dottrina, manipolazione delle coscienze, sospetto misticismo, disobbedienza verso gli ordini legittimamente costituiti e rapporti sessuali immorali con una suora. Padre Francesco Bravi, procuratore generale dei Francescani, puntualizza che le contestazioni dell’ex Sant’Uffizio rientrano «nel contesto del fenomeno delle apparizioni di Medjugorje» e che il frate non è stato espulso ma ha chiesto lui la dispensa dal sacerdozio, visto il procedimento che era stato avviato dal Vaticano e che si stava concludendo con la riduzione allo stato laicale.
Il religioso, dal 1981 in poi, era stato il grande promotore di Medjugorje, dove sei ragazzi, da lui guidati spiritualmente, avevano cominciato a riferire di avere visioni e colloqui quotidiani con la Madonna. Vlasic, in una lettera del 1984 a Giovanni Paolo II, affermava di essere «colui che, attraverso la Divina Provvidenza, guidava i veggenti di Medjugorje». La località dell’Erzegovina è così diventata uno dei santuari mariani più frequentati al mondo, anche se mai riconosciuto ufficialmente né dalla Santa Sede né dall’allora Conferenza episcopale jugoslava. Il vescovo di Mostar, responsabile della zona, Pavao Zanic, accusò il francescano di aver «inventato» tutto.
A metà degli anni Ottanta il frate fu però costretto a lasciare Medjugorje dopo la rivelazione che aveva avuto un figlio da una suora, e si trasferì in Italia dove ha fondato la comunità Regina della Pace. Dal febbraio 2008, a padre Vlasic era stato imposto di vivere ritirato in un convento francescano all’Aquila, mentre era in corso l’inchiesta vaticana a suo carico per peccati di natura sessuale e per il sospetto di diffondere «eresia e scisma». Padre Vlasic, però, non aveva rispettato le misure disciplinari che erano state imposte ed era stato quindi colpito dall’«interdetto», che gli proibiva di ricevere i sacramenti e partecipare al culto pubblico. Il ministro generale dei Francescani, José Rodriguez Carballo ha aggiunto il divieto di «rilasciare dichiarazioni su questioni religiose, specialmente sul fenomeno Medjugorje» e negato il permesso di vivere nelle strutture dell’ordine.
Negli anni passati altri frati in Erzegovina sono stati espulsi e «sospesi a divinis» per non aver consegnato alcune parrocchie ai preti diocesani. Tutti erano anche sostenitori delle apparizioni mariane, sulle quali la Chiesa non si è ancora espressa. Ormai in 28 anni ne sarebbero avvenute decine di migliaia. L’unica presa di posizione ufficiale è la dichiarazione dei vescovi dell’allora Jugoslavia, dell’aprile 1991, in cui si dice che «in base alle investigazioni finora condotte non è possibile affermare che si tratti di apparizioni o di rivelazioni soprannaturali». Otto anni fa la Conferenza episcopale della Bosnia ha deciso, in accordo con la Santa Sede, di nominare una nuova commissione che indaghi su quanto è avvenuto.
CHIESA NEL MONDO
Medjugorje, Tomislav Vlasic «ridotto allo stato laicale» *
Benedetto XVI ha ridotto allo stato laicale fra’ Tomislav Vlasic, il francescano noto soprattutto per i legami con quelli che nel linguaggio ufficiale della Curia romana vengono definiti i «fenomeni di Medjugorje». Il provvedimento è stato reso pubblico via internet dove è stato messa in rete la fotocopia della lettera con cui il ministro generale dei Frati Minori, padre José Rodriguez Carballo, ha informato del provvedimento pontificio i provinciali di BosniaErzegovina, Croazia e Italia. Nella missiva, che porta la data del 10 marzo 2009, padre Rodriguez ha scritto che il Papa ha concesso a Vlasic, che l’aveva richiesta, «la grazia della riduzione allo stato laicale e la dimissione dall’Ordine» francescano.
E ha aggiunto che il Pontefice, motu proprio - cioè senza che ci fosse una richiesta -, ha concesso allo stesso Vlasic «la remissione della censura incorsa, nonché la grazia della dispensa dai voti religiosi e da tutti gli oneri connessi con la sacra ordinazione, incluso il celibato». Nella lettera il ministro generale aveva prima spiegato che Vlasic in quanto «responsabile di condotte lesive della comunione ecclesiale sia in ambito dottrinale che disciplinare » era appunto «incorso nella censura dell’interdetto» che ora però viene rimossa.
Questi provvedimenti del Papa nei confronti dell’ormai ex frate non sono senza condizioni. Al «signor Tomislav Vlasic» infatti vengono «imposti» come «salutare precetto penale » e «sotto la pena della scomunica da dichiararsi dalla Santa Sede» tre «precetti». Il primo riguarda la proibizione assoluta di esercitare qualsiasi forma di apostolato, nonché di acquistare ed amministrare beni destinati ad opere pie (nella lettera si specifica che Vlasic non potrà, ad esempio, occuparsi della promozione del culto pubblico e privato, dell’insegnamento della dottrina cristiana, della direzione spirituale, né partecipare ad associazioni di fedeli).
Il secondo «precetto» consiste nel divieto assoluto di rilasciare dichiarazioni in materia religiosa, specialmente riguardo ai «fenomeni di Medjugorje». Il terzo riguarda la proibizione assoluta di abitare nelle case dell’Ordine dei Frati Minori. Ed è per far rispettare «in modo particolare» quest’ultima disposizione che il ministro generale ha inviato questa lettera del 10 marzo ai suddetti provinciali, i quali a loro volta l’hanno rigirata a tutte le case dell’ordine.
La lettera così ha avuto una certa diffusione, il che forse ha fatto in modo che arrivasse anche al circuito mediatico. Il provvedimento, ovviamente, non è un giudizio sui «fenomeni di Medjugorje», ma sui comportamenti personali di Vlasic soprattutto in quanto fondatore dell’associazione ’Kraljice Mira’, e non per il suo ruolo riguardo quanto accaduto nel piccolo centro dell’Erzegovina. Nella lettera di padre Rodriguez si addebitano a Vlasic «condotte lesive della comunione ecclesiale sia in ambito dottrinale che disciplinare », ma non si scende in particolari.
Lo scorso anno però, la diocesi Mostar-Duvno - contraddistinta storicamente da una secolare e ancora non pienamente risolta rivalità tra clero secolare e francescani, anche a prescindere da Medjugorje - aveva emesso un comunicato in cui, per spiegare lo status canonico di Vlasic, si citavano ampi stralci di una lettera dell’arcivescovo Angelo Amato, all’epoca segretario della Congregazione per la dottrina della fede. In quest’ultima lettera, datata 30 maggio 2008, Amato spiegava che «nel contesto del fenomeno Medjugorje, questo dicastero sta trattando il caso» di Vlasic e che con decreto del 25 gennaio precedente gli aveva imposto «severe misure cautelari e disciplinari».
In pratica Vlasic era stato segnalato alla Congregazione «per divulgazione di dubbie dottrine, manipolazione delle coscienze, sospetto misticismo, disobbedienza ad ordini legittimamente impartiti ed addebiti contra sextum (contro il sesto comandamento ndr.)». E la stessa Congregazione in base a queste accuse aveva decretato cinque sanzioni, con la minaccia di interdetto in caso di mancata accettazione. Ma Vlasic però si è rifiutato e così l’interdetto è scattato automaticamente. A questo punto avrebbe dovuto essere sottoposto ad un processo penale canonico che avrebbe verificato le pesanti accuse che gli erano state rivolte.
Chiedendo la riduzione allo stato laicale, ha evitato il processo. Ma non le polemiche. Il provvedimento su Vlasic, è bene ribadirlo, non riguarda i ’fenomeni di Medjugorje’, le ’apparizioni’ mariane che dal 1981 si manifesterebbero a sei ’veggenti’ del borgo erzegovinese, sui quali ancora non c’è un giudizio definitivo della Chiesa. Veggenti di cui Vlasic è stato inizialmente «assistente spirituale». Pellegrini in preghiera davanti alla statua della Madonna a Medjugorje
* Gianni Cardinale (Avvenire, 30 Luglio 2009)