Politica

MORTI, LAVORO, E SICUREZZA. IL PRESIDENTE NAPOLITANO, A GENOVA, ALLA MOSTRA PER IL CENTENARIO DELLA CGIL

vendredi 30 juin 2006.
 

In visita a Genova il capo dello Stato ribadisce la centralità dell’occupazione. L’incontro con il cardinal Bertone e i richiami al predecessore Ciampi

Napolitano : "Il lavoro è un problema e un dovere costituzionale" *

GENOVA - Il presidente della Repubblica durante la sua visita a Genova torna a parlare di lavoro e sicurezza. "Il lavoro rimane un punto di riferimento, un problema, e un dovere costituzionale", ha detto Giorgio Napolitano lasciando Palazzo Ducale dove ha visitato la mostra sul lavoro nelle arti, organizzata nel centenario della Cgil. La mostra, sottolinea Napolitano, è ’’una magnifica combinazione e sintesi di arte e lavoro’’ e rappresenta ’’la testimonianza dell’evolversi delle condizioni del mercato del lavoro. Non solo con la pittura ma attraverso fotografie e altro’’.

Il capo dello Stato è stato accolto dai cittadini con grande affetto, cosa che rivela una continuità con il suo predecessore, Carlo Azeglio Ciampi, del quale Napolitano ha parlato dopo la visita al museo del Risorgimento : "La memoria storica di Giuseppe Mazzini è rivissuta per merito del presidente Ciampi, che ha anche rilanciato l’inno di Mameli : prima non lo cantava quasi nessuno, ora lo cantano più o meno tutti".

In precedenza, la visita di Napolitano a Genova era cominciata con l’incontro con il cardinale Tarcisio Bertone, che dal 15 settembre sarà il nuovo segretario di Stato vaticano. Il prelato ha dichiarato : "Ho incontrato Giorgio Napolitano nel mio incarico da vescovo di Genova ci siamo dati appuntamento a Roma’’. Bertone ha detto inoltre : ’’ci siamo detti tante cose belle. E’ un uomo di speranza’’.

"L’incontro con il cardinal Bertone è andato benissimo’’, ha detto per parte sua Napolitano e quando i giornalisti gli hanno fatto notare che il vescovo di Genova lo ha definito un ’uomo di speranza’ ha detto : ’’Sarà forse perché abbiamo parlato dell’impressione che ho avuto a Napoli di un certo moto di speranza". "Naturalmente - ha aggiunto Napolitano - occorrono poi i fatti per corrispondere alla speranza’’. (30 giugno 2006)

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WWW.REPUBBLICA.IT, 30.06.2006


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