EV-ANGELO, COSTITUZIONE... E L’UNTO DEL SIGNORE: L’ITALIA COME VOLONTA’ E RAPPRESENTAZIONE DI UN SOLO PARTITO: "FORZA ITALIA"!!!

L’IDEOLOGIA CATTOLICO-FASCISTA DEL MAESTRO UNICO E L’ART. 7 DELLA COSTITUZIONE, UN BUCO NERO CHE DISTRUGGE L’ITALIA E LA STESSA CHIESA CATTOLICA. Per un ri-orientamento teologico-politico. Una nota - di Federico La Sala

Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio ... un cattolicesimo-ROMANO che ha sempre e per lo più confuso "Erode" con Cesare e Dio con "Mammona"!!!
mercoledì 25 aprile 2012.
 


Art. 7.

Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.

I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.


25 Giugno: salviamo la Costituzione e la Repubblica che è in noi

di Federico La Sala (Libertà - quotidiano di Piacenza, 08.06.2006, p. 35)

Il 60° anniversario della nascita della Repubblica italiana e dell’Assemblea Costituente, l’Avvenire (il giornale dei vescovi della Chiesa cattolico-romana) lo ha commentato con un “editoriale” di Giuseppe Anzani, titolato (molto pertinentemente) “Primato della persona. La repubblica in noi” (02 giugno 2006), in cui si ragiona in particolar modo degli articoli 2 e 3 del Patto dei nostri ’Padri’ e delle nostre ’Madri’ Costituenti.

Salvo qualche ’battuta’ ambigua, come quando si scrive e si sostiene che “il baricentro dell’equilibrio resta il primato della persona umana di cui è matrice la cultura cattolica” - dove non si comprende se si parla della cultura universale, di tutto il genere umano o della cultura che si richiama alla particolare istituzione che si chiama Chiesa ’cattolica’ (un po’ come se si parlasse in nome dell’Italia e qualcuno chiedesse: scusa, ma parli come italiano o come esponente di un partito che si chiama “forza...Italia”!?), - il discorso è tuttavia, per lo più, accettabile...

Premesso questo, si può certamente condividere quanto viene sostenuto, alla fine dell’editoriale, relativamente al “diritto alla vita” (“esso sta in cima al catalogo ’aperto’ dell’articolo 2, sta in cima alla promessa irretrattabile dell’art. 3”) e alla necessità di una responsabile attenzione verso di essa (“Non declini mai la difesa della vita; senza di essa è la Repubblica che declina”).

Ma, detto questo, l’ambiguità immediatamente ritorna e sollecita a riporsi forti interrogativi su che cosa stia sostenendo chi ha scritto quanto ha scritto, e da dove e in nome di Chi parla?!

Parla un uomo che parla, con se stesso e con un altro cittadino o con un’altra cittadina, come un italiano comune (- universale, cattolico) o come un esponente del partito ’comune’ (’universale’, ’cattolico’)?

O, ancora, come un cittadino di un partito che dialoga col cittadino o con la cittadina di un altro partito per discutere e decidere su quali decisioni prendere per meglio seguire l’indicazione della Costituzione, della Legge dei nostri ’Padri’ e delle nostre ’Madri’ che ci ha fatti - e invita a volerci! - uomini liberi e donne libere, cittadini-sovrani e cittadine-sovrane?!

Nonostante tante sollecitazioni a sciogliere i nodi e chiarirsi le idee da ogni parte - dentro e fuori le istituzioni cattoliche, c’è ancora molta confusione nel cielo del partito ’cattolico’ italiano: non hanno affatto ben capito né la unità-distinzione tra la “Bibbia civile” e la “Bibbia religiosa”, né tantomeno la radicale differenza che corre tra “Dio” [Amore - Charitas] e “Mammona” [Caro-Prezzo - Caritas] o, che è lo stesso, tra la Legge del Faraone o del Vitello d’oro e la Legge di Mosè!!! E non hanno ancora ben-capito che Repubblica dentro di noi ... non significa affatto Monarchia o Repubblica ’cattolica’ né dentro né fuori di noi, e nemmeno Repubblica delle banane in noi o fuori di noi!!!

Il messaggio del patto costituzionale, come quello del patto eu-angelico ...e della montagna è ben-altro!!! La Costituzione è - ripetiamo: come ha detto e testimoniato con il lavoro di tutto il suo settennato il nostro Presidente, Carlo A. Ciampi - la nostra “Bibbia civile”, la Legge e il Patto di Alleanza dei nostri ’Padri’ e delle nostre ’Madri’ Costituenti (21 cittadine-sovrane presero parte ai lavori dell’Assemblea), e non la ’Legge’ di “mammasantissima” e del “grande fratello” ... che si spaccia per eterno Padre nostro e Sposo della Madre nostra: quale cecità e quanta zoppìa nella testa e nel cuore, e quale offesa nei confronti della nostra Legge dei nostri ’Padri’ e delle nostre ’Madri’- di tutti e tutte noi, e anche dei nostri cari italiani cattolici e delle nostre care italiane cattoliche!!!

Nel 60° Anniversario della nascita della Repubblica italiana, e della Assemblea dei nostri ’Padri e delle nostre ’Madri’ Costituenti, tutti i cittadini e tutte le cittadine di Italia non possono che essere memori, riconoscenti, e orgogliosi e orgogliose di essere cittadine italiane e cittadini italiani, e festeggiare con milioni di voci e con milioni di colori la Repubblica e la Costituzione di Italia, e cercare con tutto il loro cuore, con tutto il loro corpo, e con tutto il loro spirito, di agire in modo che sia per loro stessi e stesse sia per i loro figli e le loro figlie ... l’ “avvenire” sia più bello, degno di esseri umani liberi, giusti, e pacifici! Che l’Amore [Charitas] dei nostri ’Padri’ e delle nostre ’Madri’ illumini sempre il cammino di tutti gli italiani e di tutte le italiane...

Viva la Costituzione, Viva l’Italia!!!

Federico La Sala


DA RICORDARE:

-  Alla Costituente, su 556 eletti, 21 erano donne:

-  9 NEL GRUPPO DC, SU 207 MEMBRI - LAURA BIANCHINI, ELISABETTA CONCI, FILOMENA DELLI CASTELLI, MARIA IERVOLINO, MARIA FEDERICI, ANGELA GOTELLI, ANGELA GUIDI CINGOLANI, MARIA NICOTRA, VITTORIA TITOMANLIO;
-  9 NEL GRUPPO PCI, SU 104 MEMBRI - ADELE BEI, NADIA GALLICO SPANO, NILDE IOTTI, TERESA MATTEI, ANGIOLA MINELLA, RITA MONTAGNANA TOGLIATTI, TERESA NOCE LONGO, ELETTRA POLLASTRINI, MARIA MADDALENA ROSSI;
-  2 NEL GRUPPO PSI, SU 115 MEMBRI - BIANCA BIANCHI, ANGELINA MERLIN;
-  1 NEL GRUPPO DELL’UOMO QUALUNQUE: OTTAVIA PENNA BUSCEMI.

Federico La Sala


Sul tema, nel sito e in rete, si cfr.:

-  IL SONNO DELLA RAGIONE COSTITUZIONALE GENERA MOSTRI

-  ALLA RADICE: L’ERRORE FILOLOGICO E TEOLOGICO DI PAPA BENEDETTO XVI, NEL TITOLO DELLA SUA PRIMA ENCICLICA. Nel nome della "Tradizione"

-  COSA SIGNIFICA ESSERE ITALIANI ED ITALIANE. LA LEZIONE DEI NOSTRI PADRI E DELLE NOSTRE MADRI - di Piero Calamandrei.

-  PIERO CALAMANDREI (Wikipedia)

-  SOVRANITA’ E OBBEDIENZA. "DICO": DI CHI, DI QUALE LEGGE - A CHI, A QUALE LEGGE OBBEDIRE?!! ...
-  Un’analisi di Giovanni Filoramo

-  Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio ... Francesco D’Agostino (dall’Avvenire) vuole dare lezioni a Rosy Bindi e mostra solo tutto il livore di un cattolicesimo che ha sempre confuso "Erode" con Cesare e Dio con "Mammona"!!!

-  Ragione ("Logos") e Amore ("Charitas"). Per la critica dell’economia politica ..... e della teologia "mammonica" ("Deus caritas est", 2006)
-  L’ILLUMINISMO, OGGI. LIBERARE IL CIELO. Cristianesimo, democrazia e necessità di "una seconda rivoluzione copernicana"

-  CHIESA CATTOLICO-ROMANA, EMERGENZA EDUCATIVA E RIFLESSIONE TEOLOGICA E FILOSOFICA. Il prof. Giovanni Reale mette finalmente il dito nella piaga: è una crisi dei Padri, hanno perso la luce della Trinità!!!

-  RELIGIONE E POLITICA: UN’ALLEANZA PLURISECOLARE
-  di Elio Rindone

-  FASCISMO E LEGGI PER LA DIFESA DELLA RAZZA (1938).

-  PACIFICAZIONE, COSTITUZIONE E NUOVO GOVERNO: RESTITUIRE LA PAROLA "ITALIA" AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, GIORGIO NAPOLITANO, E ALL’INTERO PARLAMENTO.



-  Maestro unico

-  Possiamo ancora fermarli basta che il decreto legge decada in Parlamento

-  Il primo giorno di scuola dimostriamo con un segno nero di lutto la nostra indignazione per come questo paese tratta i suoi bambini

-  La protesta cresce giorno dopo giorno *

Unità, Corriere della Sera, Stampa ed altri giornali riportano la notizia che il movimento, anche da noi sostenuto, “Il primo giorno di scuola dimostriamo con un segno nero di lutto la nostra indignazione per come questo paese tratta i suoi bambini” sta prendendo piede nelle grandi città.

Sono attualmente 325 le scuole che da tutta l’Italia ci hanno inviato una e mail per aderire all’iniziativa, per raccontarci la loro volontà di contrastare il Ministro Gelmini e la loro voglia di difendere l’esperienza dei moduli e del tempo pieno della scuola elementare cancellata dal DL 137/2008.

Raccolte di firme, il “lutto per la tristezza” anche da noi proposto, le sempre più numerose mobilitazioni dei sindacati territoriali, le prese di posizione contro la sciagurata proposta del DL 137/2008 da parte dei sindacati scuola nazionali, dei partiti, dal PD, passando da Rifondazione ad IDV (persino Bossi non è contento!) stanno creando le condizioni per far sì che per il Governo, la trasformazione definitiva in legge del DL del maestro unico, non si riveli proprio una passeggiata.

Un coro di iniziative creative che si fanno forza l’una con l’altra permetteranno insieme di raggiungere il risultato.

da l’Unità del 10/09/2008: 40 istituti con il «lutto» al braccio

ROMA Le scuole di Roma si vestono a lutto contro la riforma Gelmini. Il ritorno al maestro unico, così come i tagli ai fondi per la scuola pubblica, hanno scatenato le proteste dei docenti di quasi quaranta istituti della capitale, la maggior parte elementari, riuniti in coordinamento per organizzare una forma di protesta efficace ed impedire che il decreto venga convertito in legge. Da qui l’idea, fortemente simbolica, di raccogliere l’invito dei sindacati di categoria e presentarsi il 15 settembre, primo giorno di scuola, con un nastro nero legato al braccio e l’esposizione di drappi neri in segno di lutto per «la fine del nostro sistema scolastico», spiegano gli aderenti al coordinamento. A reggere le file della protesta è la scuola elementare "Iqbal Masih", che deve il suo nome al bambino pakistano simbolo della rivolta contro il lavoro minorile.

da Il Corriere della sera del 10/09/2008: Gli anti-Gelmini - La protesta: in classe listati a lutto

ROMA - Quaranta scuole di Roma si vestono a lutto contro la riforma del ministro Mariastella Gelmini. I docenti degli istituti, la maggior parte elementari, hanno raccolto l’invito dei sindacati di categoria a presentarsi il 15 settembre, primo giorno di scuola nella capitale, con un nastro nero legato al braccio e di esporre drappi in segno di lutto per «la fine del nostro sistema scolastico». Il coordinamento genitori-insegnanti in difesa della pluralità docente si è riunito per la prima volta nella scuola elementare "Iqbal Masih". Tra le elementari romane, quelle colpite direttamente dalla decisione di reintrodurre il maestro unico, hanno dato la propria adesione 25 istituti, circa il 13 per cento del totale, tra cui la "Gandhi" e la "Marconi".

Ma la partecipazione non è mancata nemmeno tra le scuole medie, sia inferiori (la "D’Acquisto") che superiori (L’Itis "Hertz" e l’Ipssar "Artusi"), tra gli istituti comprensivi e, da fuori provincia, dagli istituti di Fiumicino e Latina.

da La Stampa del 10/09/2008: Maestre in rivolta a Roma e a Torino con il lutto al braccio

Le maestre raccontano di classi formate per il 60% di bambini di origine non italiana, di piccoli rom e di disabili anche gravi, in carrozzina, alimentati con il sondino. Di famiglie che i figli sono costretti a lasciarli soli una volta usciti da scuola, magari già dopo il tempo pieno, e che un’alternativa al tempo pieno non potranno pagarla. «Nonostante tutto questo, la scuola elementare italiana merita i complimenti dell’Ocse. Sarà un caso? Non sarà un buon modello così com’è?». La battuta è di Anna Cresto, una delle 300 maestre delle scuole di Barriera di Milano (di tutta la città il territorio più disagiato), che ieri hanno partecipato a un convegno di formazione del Cidi sul curricolo e la quotidianità del fare scuola: giovani e «anziane» accomunate da una passione che in questo grande territorio è cresciuta con l’evolvere dei problemi della gente provano rabbia e tristezza di fronte alla prospettiva dello smantellamento di quanto proprio ieri l’Ocse ha ancora premiato. Tanto che lunedì, da Torino a Roma, andranno in classe con il lutto al braccio.

«Se hai un pezzo di sistema che funziona non lo demolisci, semmai lo migliori», dice Nunzia Del Vento, direttrice della «Gabelli», una scuola dove per andare incontro alle famiglie italiane e immigrate si organizzano Natale e Pasqua Ragazzi. «Non cancelli le competenze che gli insegnanti si sono costruite nel corso di 30 anni. Il desiderio di chi crede nella scuola è che questa sia al passo con la società». Daniela Braidotti è una delle sue maestre, una delle tantissime ad esprimersi in maniera totalmente negativa sull’insieme della «riforma Gelmini». «Insegno da 33 anni - racconta - e mi sono sempre occupata dell’area linguistica. Non potrei davvero essere una “maestra unica” e insegnare matematica o scienze».

Anna Cresto della scuola «Cena» rincara: «Abbiamo speso anni per uscire dalla tuttologia all’acqua di rose fatta di violette e cornicette e oggi ci sentiamo specialiste utili». Aggiunge: «La reintroduzione del voto alla scuola elementare è gravissimo. In quella fascia di età si tiene conto della condizione di partenza, bisogna conoscere il bambino... Come si fa ad esprimere tutto questo, con la pluralità di bambini che oggi sono nelle nostre classi, con un voto secco? E la condotta? Il 5 affascina, ma solo se sarà dato ai figli altrui». Anna Maria Barbero, rsu alla «Cena»: «È l’inizio. Butteranno fuori i ragazzini dalla scuola e li ritroveremo a spaccare le panchine, come un tempo. E non meno bulli». Filomena Filippis, scuola "Sabin": «Il ministero pensa che l’orario scolastico si risolva in un parcheggio. Ma chi ha il 60% di bambini stranieri, molti dei quali arrivano non parlanti, non può che lavorare in squadra e in un arco di tempo certo più ampio di 24 ore settimanali».

La collega Rosanna Passanisi: «Reintrodurre il maestro unico, smantellare il tempo pieno, significa togliere gli strumenti utili per alleviare le differenze. Perché?». Domenico Chiesa e Mario Ambel, i pedagogisti che hanno coordinato la giornata, sottolineano che «il risultato positivo che ci assegna l’Ocse deriva dall’impianto culturale originale della nostra scuola elementare, l’unico basato sulla l’età dei bambini. Tutto ciò che viene dopo è banalizzazione del sapere adulto».

Del Ministro Gelmini e del tempo pieno nella scuola elementare

Il Ministro Gelmini, attraverso una massiccia campagna mediatica, “sostiene” che il tempo pieno nella scuola elementare non sarà toccato, perché così “Lascia intendere il decreto”.

Il testo all’art 4 recita: “è .. previsto che le istituzioni scolastiche costituiscano classi affidate ad un unico insegnante e funzionanti con un orario di ventiquattro ore settimanali. Nei regolamenti si tiene comunque conto delle esigenze correlate alle domande delle famiglie, di una più ampia articolazione del tempo scuola”.

Si torna, dunque, al maestro unico, poi, “per regolamento” si vedrà di venire incontro alle richieste delle famiglie!!!

Le leggi “non lasciano intendere” ma “dicono” in modo chiaro ed esplicito. Se il ministro voleva davvero sostenere il tempo pieno avrebbe dovuto scrivere all’art. 4 del DL 137/2008: “sono fatte salve le norme che regolano il tempo pieno per la scuola elementare”. Perché non lo ha fatto? Oggi la "carta" (DL 137) del Consiglio dei Ministri "canta" diversamente dalle dichiarazioni del Ministro.

Roma, 10 settembre 2008

* proteofaresaperenews n. 9 del 10/09/2008


SUL TEMA, NEL SITO, SI CFR.:

-  FASCISMO E LEGGI PER LA DIFESA DELLA RAZZA (1938).

-  COME SI DIVENTA NAZISTI: "DIE WELLE", "L’ONDA". L’esperimento del professor Ron Jones nel liceo Cubberley di Palo Alto - il film di Dennis Gansel.

-  STATO E CHIESA: UN PROBLEMA TEOLOGICO-POLITICO, NON STORICO. CON LA COSTITUZIONE IL POPOLO ITALIANO HA FATTO "LA RIFORMA", MA NE’ I CATTOLICI NE’ I LAICI LO HANNO CAPITO. A PIETRO SCOPPOLA, CHE AVEVA COMINCIATO A CAPIRLO, ALLA FINE GLI HANNO "SPEZZATO LE RENI".... E ORA ANCHE A NOI: "FORZA ITALIA"!!!


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