Difesa civica

Il sottosegretario di Stato Enrico Letta ed il Ministro della Solidarietà Sociale Paolo Ferrero ricevono i genitori del Carratù

Cominicato stampa del Centro Diurno "Simona Carratù"
mercoledì 12 luglio 2006.
 

Aversa, lì 12 Luglio 2006

Ieri una delegazione dei genitori del Centro Diurno Simona Carratù è stata ricevuta dal Sottosegretario di Stato della Presidenza del Consiglio Enrico Letta e dal Sottosegretario Donaggio del Ministero per la Solidarietà Sociale. Con l’arrivo della delegazione del Carratù a Piazza Colonna, subito i genitori ricevevano la visita del Senatore Pasquale Giuliano che manifestava la propria solidarietà. Successivamente vari senatori ed onorevoli di entrambi gli schieramenti politici si recavano come in processione dai genitori del Carratù, mentre manifestavano pacificamente davanti Palazzo Chigi, sede del Governo Italiano. Alle ore 12:30 una rappresentanza dei genitori veniva convocata dal Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Enrico Letta. Il Sottosegretario di Stato Enrico Letta preso atto di tutte le dichiarazioni dei genitori del Carratù ha assicurato la massima disponibilità e l’impegno del Governo che verificherà la situazione del Centro Diurno Simona Carratù presso gli organi competenti del Ministero della Sanità e della Regione Campania. La signora Andreozzi racconta: «Sono felicissima per essere stata ricevuta a Palazzo Chigi e mi sono sentita veramente considerata come persona. Abbiamo capito che lo Stato Italiano non abbandonerà noi ed i nostri figli disabili gravissimi. Ora attendiamo fiduciosi gli sviluppi». La signora Anna Paciello prosegue: « Abbiamo chiesto un forte intervento del Governo centrale per quanto si sta verificando ad Aversa presso la Azienda Sanitaria Locale. Abbiamo anche raccontato dell’immobilità del Governatore della Regione Campania che non ha mai preso in considerazione le nostre richieste d’aiuto». Chiude le dichiarazioni il signor Vitale che spiega: « Abbiamo raccontato quanto aveva promesso la Dott.ssa Angela Ruggiero al tavolo tecnico del 22 Maggio, dopo aver esortato noi genitori a desistere da qualsiasi forma di protesta, impegnandosi in massimo quattro settimane a rimuovere tutte le cause che avrebbero determinato la chiusura del Centro “Simona Carratù”. Abbiamo anche raccontato come sono stati disattesi tutti gli impegni presi. Di conseguenza a noi genitori non restava che una amara conclusione: la nostra ingenuità ci aveva impedito di vedere quella che sarebbe stata una trappola mortale per noi e per i nostri figli disabili gravi/gravissimi. Oggi abbiamo chiesto giustizia».

I genitori dei 31 disabili gravissimi del Carratù


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