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SESSI E SOCIETA’. QUESTIONI TECNICHE: UN AGGIORNAMENTO. IN ITALIA, TRA PROBLEMI "REALI" E PROBLEMI "IMMAGINARI", SETTE MILIONI DI PERSONE SOFFRONO - a cura di pfls

giovedì 22 marzo 2007.
 

Esperti riuniti a Berlino: 4 milioni di maschi soffrono di eiaculazione precoce. Tre milioni colpiti da disfunzione erettile. In crescita le richieste di intervento

Italia, 7 milioni con problemi sessuali e in 20.000 vogliono il pene più lungo

Anche tra le donne aumenta il ricorso al chirurgo per correggere difetti "nelle parti intime" *

ROMA - Sono sempre di più gli uomini e le donne italiane che decidono di risolvere i propri probelmi sessuali rivolgendosi al chirurgo. In particolare, per quanto riguarda i ragazzi, in ventimila ogni anno si affidano al bisturi per risolvere problemi di misure. Discorso simile, ma con motivazioni diverse, anche per quanto riguarda le signore, che chiedono interventi alle "parti intime".

Gli uomini. Notizie poco piacevoli per gli uomini italiani, quelle che arrivano dal congresso annuale della Società europea di urologia che a Berlino ha riunito oltre diecimila esperti da tutto il mondo. Secondo i medici, oltre 4 milioni di maschi nostrani soffrono di eiaculazione precoce, mentre 3 milioni colpiti da disfunzione erettile con rapporti che non superano i 3 minuti: un disturbo in aumento, soprattutto tra i giovani, quasi sempre di origine psicologica: si pretende troppo e questo non fa che accrescere l’ansia da prestazione, innescando meccanismi che degenerano nella eiaculazione precoce. Ed è in aumento anche l’infertilita: in Italia colpisce 1 coppia su 5 (il 15% di quelle in età fertile) e si prevede che nel 2015 la proporzione arriverà a 1 su tre.

Le richieste. I ragazzi contattano l’urologo sempre prima e sempre più frequentemente. Due le richieste principali che arrivano allo specialista: prolungare in tempi dell’amore e avere un organo sessuale migliore, ovvero sottoporsi ad un intervento chirurgico per l’allungamento del pene. I numeri parlano chiaro: "Sono oltre 20.000 - afferma il presidente della Società italiana di urologia, Vincenzo Mirone - i giovani tra i 18 e i 30 anni che ogni anno chiedono allo specialista di potersi sottoporre ad un intervento per l’allungamento del pene".

Le misure. Ma il vero problema è che, nel 90% dei casi, si tratta di richieste immotivate. Normalmente - spiega Mirone - un pene in erezione misura tra i 9 e i 18 centimetri, ma i ragazzi che vengono nei nostri studi si sentono handicappati se il proprio organo misura, ad esempio, 12 centimetri. Lo specialista avverte che in questi casi il medico deve rifiutare l’intervento e spiega "che si ricorre alla chirurgia solo nel caso in cui le dimensioni in erezione siano inferiori a 9 centimetri".

Le donne. Ma anche tra le donne le richieste di intervento chirurgico sono in aumento. Non bastano più seni rifatti, lifting del viso, dell’addome, dei glutei, la liposcultura delle cosce e ginocchia. Ora l’ultima moda della chirurgia estetica al femminile si chiama labiaplastica: la riduzione, cioè, delle piccole labbra. Per molte donne infatti le eccessive dimensioni producono fastidi e dolori in molte attività sportive o semplicemente nel rapporto sessuale. Lo studio sulle nuove tendenze della chirurgia estetica viene da "Laclinique", il primo consultorio estetico che da quest’anno ha creato una divisione di chirurghi per supportare le richieste di natura "intima". Un intervento del genere costa dai 3.500 ai 4.500 euro.

Ma non finisce qui. Al secondo posto della classifica degli interventi più gettonati sulle parti intime, e la richiesta è aumento, figura l’asportazione del grasso sul "monte di venere", che crea dislivelli evidenti rispetto all’addome mettendo in imbarazzo la donna e spesso anche il partner. L’intervento affianca la lipoaspirazione dell’addome e il costo si aggira tra i 3 e 4 mila euro. Raddoppiate anche le richieste di ricostruzione dell’imene. Molte donne, infatti, si rivolgono prima al proprio ginecologo e proprio al chirurgo plastico o estetico per "rivivere una seconda volta", attraverso un semplice intervento che restituisce la verginità anatomica. Costo intorno ai 5 mila euro, realizzabile anche in day hospital.

L’ultima frontiera. Infine per le donne che hanno partorito e che vogliono tornare "normali nelle parti intime" il trend indica la "vaginal tightening cosmetic", cioè il restringimento della vagina per incrementare la sensibilità durante il sesso. In questo caso si tratta di un vero intervento in anestesia generale, la paziente deve rimanere una notte ricoverata e il costo è di circa 6 mila euro. I rapporti sessuali torneranno "floridi" dopo uno-due mesi.

* la Repubblica, 22 marzo 2007


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