Gianni Alemanno (Pdl) ha vinto il ballottaggio contro Francesco Rutelli (Pd). Al momento, ore 18,52, sono state scrutinate 2538 sezioni su 2600, con i seguenti risultati:
Gianni Alemanno ha il 53,641% dei consensi;
Francesco Rutelli ha il 46,358%.
Si può ben dire, dunque, che Alemanno è il nuovo sindaco di Roma. Per il centrodestra è una vittoria storica
ROMA: STRISCIONE SU SCALINATA CAMPIDOGLIO, WALTER SANTO SUBITO
Roma, 28 apr. - (Adnkronos) - I cittadini che si avviano lungo la scalinata che porta alla piazza michelangiolesca del Campidoglio vengono accolti da uno striscione sostenuto da palloni tricolori e da alcune corde che lo fissano alle balaustre laterali. Lo striscione, realizzato dai sostenitori di Gianni Alemanno neo sindaco della capitale, recita: "Veltroni: con le primarie ha fatto cadere il governo Prodi. Con le elezioni politiche ha cacciato i comunisti dal Parlamento. Candidando Rutelli ha perso Roma. Walter santo subito!".
Il candidato del centrodestra stacca l’avversario di circa 7 punti
"Sarò sindaco di tutti i romani, senza pregiudizi o distinzioni"
Rutelli capitola contro Alemanno
Così finisce il "laboratorio Roma"
Lo sconfitto: "Una grande amarezza, ma ho fatto il mio dovere"
"Ho perso sulla sicurezza, serve riflessione sui limiti della sinistra"
di ALESSANDRA VITALI *
ROMA - Voleva essere "un salto nel futuro" e invece è finito nel vuoto quello che Francesco Rutelli si era impegnato a fare con i cittadini. Il candidato sindaco del centrosinistra - terzo mandato se avesse vinto - non ce la fa. Sconfitta pesante, retrocede pure rispetto al primo turno elettorale. Col 53,5% contro il 46,5%, Gianni Alemanno lo stacca di circa 7 punti, stronca l’esperienza quindicennale del centrosinistra alla guida della capitale, consegna la città alla destra per la prima volta nella storia e regala l’ennesima conferma al Pdl che con Roma mette il lucchetto al risultato del 13 aprile. E difatti "è la vittoria più bella per il centrodestra", dice Fini, che non manca di sottolinearne la portata "storica". Una "grande amarezza ma ho fatto il mio dovere" dice Rutelli che - come già Veltroni con Silvio Berlusconi la sera del 14 aprile - ha telefonato all’avversario per fargli gli auguri.
I numeri. Al primo turno, Rutelli aveva ottenuto il 45,8% dei consensi con 761.126 voti. Ora, il candidato del centrosinistra si è attestato al 46,4% con 664,649 voti, il che equivale a un’emorragia di quasi 97 mila voti. Quanto ad Alemanno, al primo turno si era fermato al 40,7% con 677.350 voti, mentre nel ballottaggio è passato al 53,6% con 768.931 voti, 91 mila in più rispetto al 13-14 aprile.
"Ho perso per la sicurezza". Ha infiammato la campagna elettorale, con gli scontri più animati fra i candidati, soprattutto dopo l’aggressione di una ragazza a La Storta. Ma proprio sulla sicurezza Rutelli sente di aver fallito: "Il motivo della sconfitta è dipeso dalla ventata di destra, riassunto nel tema della sicurezza". Ammette che ci sono state "strumentalizzazioni pesanti" ma invita a "riflettere sui limiti della sinistra" per quanto riguarda "queste vicende".
"Grande amarezza, ma ho fatto il mio dovere". Tanti "i successi e le soddisfazioni nella mia vita politica", ma "oggi è una sconfitta, e un’amarezza grande". Rutelli non nasconde il suo stato d’animo, si dice convinto di "aver fatto il mio dovere", e confida nelle "energie importanti in campo, sia nel Pd che nel centrosinistra romano, che saprà guardare al proprio futuro".
Le reazioni nei comitati. Clima di incredulità nelle sede del comitato elettorale di Rutelli in via Pacinotti. La battaglia era dura ma la batosta è indigesta. Rutelli arriva dopo le 18. Qualcuno batte le mani, "non applaudite" dice lui. Alemanno saluta i supporter dalla finestra di via Salandra, sotto sono cori da stadio e i tassisti, protagonisti lo scorso inverno di una protesta anti-Veltroni che tenne in ostaggio la città, festeggiano con caroselli di auto bianche e cori di clacson. Alle 19.30, la presa del Campidoglio: "Tutti a festeggiare, portate il tricolore", esorta Domenico Gramazio (An).
Alemanno: "Sarò il sindaco di tutti". Nell’attesa, conferenza stampa lampo del neosindaco nella sede del comitato. "Quando si vince bisogna essere generosi - dice Alemanno - ci lasciamo alle spalle i veleni e le polemiche che hanno contraddistinto questa campagna elettorale". Sarà "sindaco di tutti i romani, senza pregiudizi e divisioni", sottolinea, e ringrazia chi l’ha votato "ma anche chi ha fatto una scelta diversa, che io rispetto".
Il sogno del "laboratorio Roma". Se fosse stato eletto, per Rutelli sarebbe stato il terzo mandato. La prima volta fu nel 1993, quando ebbe la meglio sul candidato Gianfranco Fini, poi nel 1997, contro Pierluigi Borghini. Due successi che lo fecero sindaco della capitale fino al gennaio 2001. L’anno in cui, poi, fondò la Margherita. Fu con la prima vittoria, nel ’93, che Rutelli avviò quel "laboratorio Roma" - esperienza sociale, culturale, territoriale - che tanto contribuì alla nascita, su scala nazionale, dell’Ulivo prima e dell’Unione poi. Come racconta spesso, "arrivato in Campidoglio trovai i cassetti vuoti", niente progetti per la città, ai quali invece lui si dedicò, e che sviluppò negli anni a seguire con Veltroni. Il vento di Tangentopoli - che colpì anche l’amministrazione capitolina - lasciò a Rutelli (il "sindaco in motorino" per chi ne apprezzava la sensibilità ecologista, "cicciobello" per chi ne denigrava l’avvenenza) il compito di riportare trasparenza e legalità nel governo della città. Che lasciò appena concluso il Giubileo del 2000. E che adesso ha provato a riconquistare, invano.
* la Repubblica, 28 aprile 2008.
BALLOTTAGGIO
Alemanno sindaco: Roma volta pagina
Rutelli deluso: ho perso sulla sicurezza
Il candidato del Pdl è il nuovo sindaco
«Con oggi crolla un sistema di potere»
Rutelli sconfitto: «Grande amarezza»
ROMA. Più del 90% di sezioni scrutinate e più di quattro punti di margine, fanno dire a Gianni Alemanno che «abbiamo vinto». Il candidato del Pdl si autoproclama così sindaco di Roma in una concitata conferenza stampa nella sede del suo comitato e subito annuncia che sarà «sindaco di tutti». «Io - dice - non sarò il sindaco di una parte, ma sarò il sindaco di tutta Roma, ed è per questo - aggiunge - che ringrazio tutti i romani anche quelli che non mi hanno votato».
«Con oggi - prosegue Alemanno nella sua breve dichiarazione - crolla un sistema di potere e vince, invece, la città, ma queste sono cose che lascio agli analisti politici. Io sarò al lavoro da domani per Roma e per i romani».
Unica nota polemica riservata all’avversario Francesco Rutelli, Alemanno la suona ringraziando il presidente di An, Gianfranco Fini e ricordando che «lui da Rutelli, nel 1993, fu sconfitto; con oggi la partita è chiusa». Alemanno ha infine voluto dedicare la vittoria di oggi a «Toni Augello, consigliere comunale che ha cominciato a costruire l’opposizione in consiglio comunale proprio dai tempi del Governo di Rutelli».
Il numero uno di An è raggiante. «È una giornata storica», ha commentato il presidente di An, giunto raggiante in via Salandra. Anche Gasparri esulta: «Potremmo mandare Veltroni in Africa, Rutelli qui all’opposizione in Comune, e Bettini, lasciatemelo dire, in Thailandia- dice- la sinistra ha molto da meditare sulla sua arroganza».
Francesco Rutelli, intanto, analizza la sconfitta: «Elemento decisivo di questa ventata di destra alle elezioni di Roma è riassunto nel tema sicurezza. Ci sono state strumentalizzazioni, anche pesanti, ma occorre riflettere sui limiti del centrosinistra sui temi della sicurezza. Analizzeremo i dati e cercheremo di comprendere chi sono i circa centomila elettori del centrosinistra che si sono astenuti nel ballottaggio - ha aggiunto -, anche come contraccolpo alle elezioni politiche. Va analizzato anche il numero di elettori che hanno votato Zingaretti e Alemanno. Per parte mia penso di avere fatto il mio dovere. Nella mia vita pubblica ho avuto tante soddisfazioni, tanti successi, ma quella di oggi è una sconfitta e un’amarezza grande».
* La Stampa, 28/4/2008