«Per fare crescere un bambino ci vuole un villaggio intero» (prov. africano).

EDUCARE - ALLA SOVRANITA’!!! A ROVERETO UNA RIFLESSIONE E UNA DISCUSSIONE SUL MANIFESTO ELABORATO E PROPOSTO DA "EDUCA". Con la testimonianza di Michele Gesualdi, allievo di don Milani, e di suor Carolina Iavazzo, già collaboratrice di don Pino Puglisi - a cura di pfls

sabato 27 settembre 2008.
 
[...] Parlare di questioni serie - è la scommessa di ’Educa’ - ma non nel modo serioso: con concretez­za e passione. Sulla scuola passerà da Barbiana a Bovalino la testi­monianza di Michele Gesualdi e suor Carolina Iavazzo sulla ’Let­tera’ di don Milani: «Ogni ragazzo perso è una sconfitta » . Qua­rant’anni dopo, la frase è ancora attuale? «Come no! ma non ne sia­mo consapevoli a sufficienza, an­che se la nostra scuola perde an­cora troppi ragazzi, circa il 20% nel biennio delle superiori in Tosca­na », anticipa Michele Gesualdi, ex allievo di don Lorenzo, che osser­va le statistiche di oggi: «I ragazzi che abbandonano la scuola sono ancora quasi sempre i figli degli ul­timi; ma una scuola che perde gli ultimi è come un ospedale che cu­ra i sani e manda a casa chi è nel bisogno». Nella Locride suor Ia­vazzo cerca di prevenire le ’scon­fitte’ dei ragazzi calabresi: «Quan­do penso alla speranza - ripete suor Carolina, già collaboratrice di padre Pino Puglisi - non penso a qualcosa che si realizzerà nel fu­turo: per me la speranza è nel pre­sente, è credere che si realizza nel momento in cui io faccio qualco­sa per gli altri. La speranza, non so­lo nell’educazione, è la realizza­zione di un sogno vicino» [...]

Educare, una scommessa che ricomincia dagli ultimi

«Ogni ragazzo che abbandona la scuola è una sconfitta»: apre oggi la kermesse sull’emergenza educativa. Parlano, tra gli altri, Cacciari, Gesualdi e Iavazzo

DA ROVERETO DIEGO ANDREATTA (Avvenire, 26.09.2008).

«Per fare crescere un bambino ci vuole un villaggio intero». Il proverbio africano spicca sulle lo­candine a Rovereto per illustrare l’inedita formula, partecipata ’dal basso’, della prima manifestazio­ne nazionale tutta dedicata all’e­mergenza educativa - in corso da oggi fino a domenica -per ’ridare la parola’ a educatori, genitori e insegnanti "sulla scommessa più importante per il futuro del nostro Paese"».

Nel programma di ’Educa’ non ci sono le infinite tavole rotonde dei festival di consumo, ma seminari per genitori e operatori sociali, se­lezionate testimonianze, labora­tori creativi sul gioco, la musica e il web, perfino un grande gioco con le famiglie, la proiezione dell’ulti­mo film di Pupi Avati commenta­ta dal regista e una serata di lettu­re con Luca Doninelli sulla musi­ca di un’orchestra multietnica.

Fin dall’apertura di stamane (e dal dibattito futuro sul sito www.edu­caonline.it) la riflessione ruota sul ’Manifesto di Educa’, una piat­taforma stringente che invita a chiarire il ’come’ e il ’che cosa’ si debba educare. «Vogliamo enfa­tizzare l’aspetto positivo, leggero ma non superficiale, gioioso ma non banale del fare educazione» commenta il coordinatore Miche­le Odorizzi, presidente di Con. So­lida, l’effervescente consorzio di 60 cooperative sociali del Trenti­no. «Siamo convinti che la scom­messa educativa stia al centro del nostro lavoro cooperativo, perché l’educazione prima di essere un tempo che dedichiamo ’per gli al­tri’ è un tempo nel quale sceglia­mo di stare con gli altri», ribadisce Johnny Dotti, presidente del Grup­po Cooperativo Cgm Welfare Italia che ha lanciato ’Educa’ assieme alla Provincia autonoma, all’Uni­versità di Trento, al Comune di Ro­vereto, ai periodici Vita Non profit e Animazione Sociale.

È l’«educare a una nuova cittadi­nanza » il raccoglitore delle dieci a­ree tematiche: famiglia, scuola e a­genzie varie, ma anche l’educa­zione civile (con Gherardo Co­lombo), il protagonismo dei gio­vani nelle comunità montane (con Franco Floris), l’interculturalità, fi­no al confronto sulla modernità tra i filosofi Massimo Cacciari e Silva­no Petrosino e uno sguardo criti­co alle ’colpe del Sessantotto’. Di richiamo anche l’impegno educa­tivo di un missionario salesiano, padre Giuseppe Berton, fra i bam­bini soldato della Sierra Leone ed il confronto dei genitori con don Antonio Mazzi.

Parlare di questioni serie - è la scommessa di ’Educa’ - ma non nel modo serioso: con concretez­za e passione. Sulla scuola passerà da Barbiana a Bovalino la testi­monianza di Michele Gesualdi e suor Carolina Iavazzo sulla ’Let­tera’ di don Milani: «Ogni ragazzo perso è una sconfitta » . Qua­rant’anni dopo, la frase è ancora attuale? «Come no! ma non ne sia­mo consapevoli a sufficienza, an­che se la nostra scuola perde an­cora troppi ragazzi, circa il 20% nel biennio delle superiori in Tosca­na », anticipa Michele Gesualdi, ex allievo di don Lorenzo, che osser­va le statistiche di oggi: «I ragazzi che abbandonano la scuola sono ancora quasi sempre i figli degli ul­timi; ma una scuola che perde gli ultimi è come un ospedale che cu­ra i sani e manda a casa chi è nel bisogno». Nella Locride suor Ia­vazzo cerca di prevenire le ’scon­fitte’ dei ragazzi calabresi: «Quan­do penso alla speranza - ripete suor Carolina, già collaboratrice di padre Pino Puglisi - non penso a qualcosa che si realizzerà nel fu­turo: per me la speranza è nel pre­sente, è credere che si realizza nel momento in cui io faccio qualco­sa per gli altri. La speranza, non so­lo nell’educazione, è la realizza­zione di un sogno vicino».



-  COSTITUZIONE ED EDUCAZIONE CIVICA.

-  IL NUOVO ANNO SCOLASTICO, I COSTRUTTORI DELLA DEMOCRAZIA, E IL COLTELLO PUNTATO ALLA GOLA DEI RAGAZZI E DELLE RAGAZZE DI TUTTA L’ITALIA.
-  Caro Presidente Napolitano, La prego, faccia chiarezza e ci liberi dalla trappola e dall’inganno!!!
-  IO VOGLIO INIZIARE L’ANNO CON IL "QUADERNO DELLA COSTITUZIONE" E CON IL LIBERO E FIERO GRIDO DI FORZA ITALIA, DI VIVA L’ITALIA

-  SALVARE LA COSTITUZIONE. LO SPIRITO DEI NOSTRI PADRI E E DELLE NOSTRE MADRI COSTITUENTI.
-  Per un ri-orientamento antropologico e teologico-politico.

-  PIRANDELLO E LA BUONA-NOVELLA.
-  DALL’ITALIA, DALLA SICILIA, DA AGRIGENTO, DA BONN, DA ROMA, DA MILANO, DA NAPOLI, DA SAN GIOVANNI IN FIORE, E DA GERUSALEMME: UN "URLO" MAGISTRALE PER BENEDETTO XV ... E BENEDETTO XVI.
-  Basta con la vecchia, zoppa e cieca famiglia cattolico-romana, camuffata da "sacra famiglia"!!!



Cos’è EDUCA

Educa è la manifestazione culturale che rimette al centro della riflessione e dell’agire consapevole e responsabile il tema dell’educazione come leva fondamentale per costruire quotidianamente il benessere e la qualità della vita delle comunità e delle generazioni future.

L’educazione quindi come passione e relazione di cui sono protagonisti genitori, bambini e ragazzi, educatori e insegnanti, e, più in generale la comunità tutta.

Ogni gesto della vita quotidiana può avere un valore educativo, perciò Educa si articola in momenti e con modalità differenti:

dire: con i seminari, i dialoghi, le testimonianze

fare: con i laboratori creativi per bambini e ragazzi, adulti e famiglie

divertire: perché si educa anche attraverso la musica, il cinema, la poesia, il ballo

*

IL MANIFESTO DELL’EDUCAZIONE sara’ presentato dal prof Franco Frabboni e discusso con tutte le persone e organizzazioni che parteciperanno all’inaugurazione di EDUCA il 26 settembre 2008, ore 10,00-13,00 Palazzo Istruzione, Corso Bettini 84 Rovereto



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