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Calabria, presentato "Difendiamo la democrazia", del filosofo e pedagogista Michele Borrelli

Il testo (Pellegrini Editore, 2009), prezioso, è fortemente consigliato da "la Voce di Fiore". Un volume di riferimento per un dibattito alto sullo stato della cosa pubblica
mercredi 19 août 2009.
 

Martedì 18 agosto, alle ore 19,30, nella piazzetta antistante la Chiesa di Acquappesa Marina, in provincia di Cosenza, alla presenza di un folto pubblico, soprattutto di intellettuali ed esperti del mondo della scuola, è stato presentato il libro Difendiamo la democrazia di Michele Borrelli (nella foto in alto a sinistra, insieme al filosofo Gianni Vattimo, ndr), ordinario di Pedagogia Generale presso l’Università della Calabria, filosofo-pedagogista di fama internazionale, co-autore insieme a Nicola Gratteri e Antonio Nicaso del testo il “Grande Inganno” (Pellegrini Editore, 2008).

La presentazione, coordinata brillantemente dalla giovane studiosa Filomena Coscarella, del Dipartimento di Fisica dell’Università della Calabria, ha dato seguito, dopo i saluti delle istituzioni, agli interventi dell’assessore alla Cultura Fabrizio Mollo e della rappresentante alle politiche locali e al turismo Franca Maritato, e degli onorevoli Mario Maiolo, Peppe Pierino, del prof. Silvio Gambino, già preside della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università della Calabria, e Rodolfo Trotta, consigliere di minoranza nell’Amministrazione Comunale della splendida cittadina tirrenica calabrese.

La discussione ha messo a fuoco le tesi centrali del libro, anzitutto la fragilità del sistema democratico italiano e i rischi che questa giovane democrazia corre. Poi si è passati all’interrogativo centrale : perché il sistema democratico italiano non riesce a difendere le proprie regole e i propri principi ? Gli interventi, ampi e precisi dei relatori, hanno evidenziato le riflessioni che il testo Difendiamo la democrazia delinea in modo chiaro per esposizione e onestà intellettuale dell’autore : “La democrazia italiana è giovanissima e si è costituita, da poco più di sessant’anni, sulle macerie del periodo più nero della storia d’Italia, come risposta alla barbarie fascista”.

“Gli anni del dopoguerra - così il filosofo-pedagogista Borrelli in chiusura - quelli del post-fascismo, non sono serviti da noi in Italia, come è stato normale, per esempio, nella Germania postnazista, a far riflettere sul disastroso passato della dittatura fascista e avviare una riflessione pubblica sull’importanza o, meglio, sulla necessità della democrazia”. “La scuola italiana del dopoguerra ha fallito il suo compito prioritario di generare una coscienza critica pubblica e democratica, si è trincerata in una pseudo-neutralità”.

“Un’idea - conclude Borrelli - ingenua e pericolosa che ha fatto della scuola italiana non un laboratorio di esperienza critica, di riflessione e preparazione ad una coscienza democratica, ma un laboratorio del silenzio, come se la democrazia potesse difendersi da sé, come se i principi etico-democratici della nostra grandissima Carta Costituzionale potessero realizzarsi da sé, e senza il contributo di tutti i cittadini e di tutte le istituzioni sociali”.

Difendere la democrazia, significa viverla quotidianamente, in famiglia, nella scuola, nelle istituzioni, nella vita pubblica e sociale.

Breve scheda su "Difendiamo la democrazia" e sull’Autore

 


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