ACQUA BENE COMUNE. « L’acqua è un bene comune, di proprietà collettiva, essenziale e insostituibile per la vita ». La disponibilità e l’accesso all’acqua potabile fa parte dei « diritti inviolabili e inalienabili della persona umana, diritti universali non assoggettabili a ragioni di mercato ».

REGIONE PUGLIA. Rendere l’Acquedotto pugliese di nuovo pubblico. La seconda giunta Vendola apre a una riforma senza precedenti. Una nota di Matteo Bartocci - a cura di Federico La Sala

Il ddl trasforma il più grande acquedotto d’Europa in un « soggetto di diritto pubblico senza finalità di lucro che persegue il pareggio di bilancio » (art. 5).
samedi 15 mai 2010.
 

[...] la strada dell’approvazione definitiva non è priva di difficoltà. Finora l’Aqp era una spa a totale partecipazione pubblica. Per prima cosa la Puglia (che possiede l’87% delle azioni) dovrà comprare il restante 13% dalla regione Basilicata. Secondo una stima di Ernst & Young si tratta di una spesa di 12,2 milioni di euro. E poi ci si aspetta sicuramente una battaglia col governo Berlusconi. « La concessione dell’Aqp scade nel 2018 - spiega Amati - sembra lontano ma per la burocrazia è un attimo ». Senza contare che non tutto il Pd (vedi area dalemiana) è favorevole a una soluzione di questo tipo per la gestione dell’acqua.

Ma che in Puglia la questione sia piuttosto sentita dai cittadini lo dimostrano le firme raccolte per i tre referendum sull’acqua pubblica : in soli tre week-end ne sono state raccolte 48mila. Ben oltre l’obiettivo prefissato e già quasi un decimo del totale necessario [...]


La « bestemmia » di Vendola e comitati contro il mercato

di Matteo Bartocci (il manifesto, 12 maggio 2010)

« L’acqua è un bene comune, di proprietà collettiva, essenziale e insostituibile per la vita ». La disponibilità e l’accesso all’acqua potabile fa parte dei « diritti inviolabili e inalienabili della persona umana, diritti universali non assoggettabili a ragioni di mercato ». La Puglia segna un colpo sul terreno della buona amministrazione e della buona politica. Il primo atto della seconda giunta Vendola è una riforma senza precedenti dell’acquedotto pugliese. Il ddl approvato ieri sarà il primo ad approdare nel nuovo consiglio regionale. « Contiamo di approvarlo definitivamente entro l’autunno », spiega l’assessore Fabiano Amati.

E’ un provvedimento straordinario per quello che c’è scritto ma anche per come è stato costruito. Questa versione infatti nasce grazie a due diverse delibere dell’ottobre scorso che hanno istituito un tavolo paritetico formato da 5 esperti scelti dalla regione e 5 esperti scelti dal comitato pugliese « acqua bene comune » e dal forum italiano dei movimenti per l’acqua.

Il risultato finale è quasi una bestemmia ai tempi del decreto Ronchi. Il ddl trasforma il più grande acquedotto d’Europa in un « soggetto di diritto pubblico senza finalità di lucro che persegue il pareggio di bilancio » (art. 5). La regione pagherà di tasca propria una quota minima vitale di acqua (stabilita in base alle tabelle Oms) a ogni cittadino pugliese. Tra i nuovi principi che regolano il « servizio idrico integrato » (art. 2) si stabilisce che deve essere « privo di rilevanza economica e sottratto alle regole della concorrenza », affidato « esclusivamente » a una « azienda pubblica regionale » in grado di garantirlo secondo « efficacia, efficienza, trasparenza, equità sociale, solidarietà, senza finalità lucrativa e nel rispetto dei diritti delle generazioni future e degli equilibri ecologici ». La regione istituirà due fondi per l’acqua : il primo garantirà i livelli essenziali a livello locale, il secondo (fondo di solidarietà internazionale) finanzierà il sostegno a progetti di « cooperazione decentrata e partecipata » nei paesi in via di sviluppo.

Il ddl precisa infine che gli eventuali utili nel bilancio dell’Aqp saranno finalizzati « esclusivamente al miglioramento del servizio ».

Ma come sarà gestita in concreto la nuova società ? Il ddl prevede un « consiglio di sorveglianza » aperto a « lavoratori, associazioni ambientaliste, consumatori, sindacati e rappresentanti di comuni e cittadini ». Ai vertici dell’Aqp siederanno un presidente e un vicepresidente scelti direttamente dal presidente della regione.

Gli altri tre membri del consiglio di amministrazione invece saranno eletti da un’assemblea di tutti i comuni pugliesi, in base al principio una testa, un voto. Ogni sindaco esprimerà al massimo due preferenze e avrà tanti voti quanti sono i cittadini residenti nel comune all’ultimo censimento. I vertici durano in carica tre anni, possono essere rinnovati una sola volta anche non consecutiva e in caso di gravi inadempienze o inerzia possono essere revocati dal presidente della regione.

Soddisfatti i comitati pugliesi. « E’ un disegno di legge inedito nel merito e nel metodo - commenta Margherita Ciervo del comitato regionale « acqua bene comune » - primo perché si sceglie una ripubblicizzazione vera e la partecipazione ». E poi perché « sicuramente è la prima volta in Italia e forse anche in Europa che una legge sull’acqua viene scritta in modo congiunto da istituzioni e comitati attraverso un tavolo ufficiale e non una semplice consultazione ».

Ovviamente la strada dell’approvazione definitiva non è priva di difficoltà. Finora l’Aqp era una spa a totale partecipazione pubblica. Per prima cosa la Puglia (che possiede l’87% delle azioni) dovrà comprare il restante 13% dalla regione Basilicata. Secondo una stima di Ernst & Young si tratta di una spesa di 12,2 milioni di euro. E poi ci si aspetta sicuramente una battaglia col governo Berlusconi. « La concessione dell’Aqp scade nel 2018 - spiega Amati - sembra lontano ma per la burocrazia è un attimo ». Senza contare che non tutto il Pd (vedi area dalemiana) è favorevole a una soluzione di questo tipo per la gestione dell’acqua.

Ma che in Puglia la questione sia piuttosto sentita dai cittadini lo dimostrano le firme raccolte per i tre referendum sull’acqua pubblica : in soli tre week-end ne sono state raccolte 48mila. Ben oltre l’obiettivo prefissato e già quasi un decimo del totale necessario. Sarà un autunno caldo.


Sul tema, nel sito, si cfr. :

L’ACQUA E’ LA VITA, NON E’ UNA MERCE !!! UN S.O.S. DI ALEX ZANOTELLI SUL COLPO SFERRATO IL 5 AGOSTO A TUTTA L’ITALIA DAL GOVERNO BERLUSCONI CON L’ART. 23 BIS DEL DECRETO LEGGE 112 DEL MINISTRO TREMONTI

lL "LOGO" DELLA SAPIENZA, L’UMANITA’, E L’ACQUA. PAESE IMPAZZITO : FORZA "CHE RùBINO" TUTTO E TUTTI !!!

ANCHE L’ACQUA, UN BENE PUBBLICO, A CARO-PREZZO (= "CARITAS"). FERMARE IL PROCESSO DI PRIVATIZZAZIONE. La manifestazione nazionale del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua


Répondre à cet article

Forum