LA PAROLA, LA GIUSTIZIA E LA CARITA’, CONTRO LA VIOLENZA E LA MENZOGNA. ORA E SEMPRE RERSITENZA ...

QUESTA LOTTA VI RIGUARDA : LA LEZIONE DI ALBERT CAMUS. Corrispondenze per ’Combat’ 1944-1947. Una nota di Francesco Tomatis - a c. di Federico La Sala

(...) confessa Tarrou ne La peste , « ho capito come tutte le disgrazie degli uomini derivino dal non tenere un linguaggio chiaro » : al­lora « basta dire la verità perché la menzogna stessa si sgonfi ».
vendredi 24 décembre 2010.
 


La « lotta » di Camus : opporsi alla violenza con la parola

In volume tutte le corrispondenze dello scrittore per « Combat », rivista della Resistenza francese, nelle quali cercò di contrapporre una voce nitida alla Babele del terrore

DI FRANCESCO TOMATIS (Avvenire, 11.12.2010)*

« Attraverso i cinque conti­nenti, negli anni a veni­re, verrà ingaggiata una lotta senza quartiere tra la violenza e la parola. È vero che le possibilità di vittoria della prima sono mille volte superiori a quelle della seconda. Ma ho sempre pensato che se chi spera nella condizione umana è un pazzo, chi dispera degli eventi è un vile. E or­mai l’unico motivo d’onore sarà ingaggiare quella formidabile scom­messa che deciderà una buona volta se le parole sono più forti delle pallottole ». Concludeva così, il 30 novembre 1946 su ’Combat’, uno dei suoi incisi­vi interventi Albert Camus, il quale dall’agosto 1944 al giugno 1947 colla­borò alla rivista della Resistenza fran­cese.

A cinquant’anni dalla scomparsa dello scrittore e pensatore francese e­sce in Italia l’edizione critica completa dei suoi articoli usciti su ’Combat’. La raccolta è uno straordinario punto d’osservazione degli avvenimenti dell’epoca, visti certamente in diretta quotidiana, senza quindi la possibilità di visione d’insieme e maggiormente documentata, propria invece allo sto­rico, tuttavia attraverso la profonda, indipendente, originale sensibilità giornalistica, etica, umana in genere del giovane scrittore, chiamato dalla propria coscienza alla ricerca di giu­stizia attraverso la difficile e rischiosa indagine di verità nella quotidiana prosa giornalistica.

Al di là delle molte pagine e discussioni memorabili, come il protratto dialogo e confronto con lo scrittore cattolico François Mauriac sui temi della giustizia e della carità, dell’epurazione o del perdono rispetto ai crimini commessi nel pe­riodo bellico, oppure il compiacimen­to per il messaggio di papa Pio XII per il Natale del 1944, pur nel rammarico per non averlo potuto udire prima, in cui la democrazia è indicata quale for­ma politica capace di assicurare li­bertà ai popoli, o ancora il ricorrente richiamo alla trasformazione della ri­volta in rivoluzione, innanzitutto mo­rale, contro ogni ideologia, capitalista o nazista o comunista, quello che più colpisce, ricorrente seppur poco evi­denziato, è l’impe­gno di Camus a for­mulare e « contrap­porre parole chiare alla Babele del terro­re ».

In un periodo di guerra mondiale fra differenti nazioni e persino di guerra ci­vile fra concittadini, di lotta totale che non distinse milizie belligeranti e perso­ne comuni, soldati armati da donne e bambini, ecco che l’impegno ad alle­stire un giornale clandestino come ’Combat’, che giunse sino alle 350.000 copie, comportò il rischio del­la vita non solo per creare una rete comunicativa fra resistenti, ma per ricer­care, proprio nell’urgenza stessa della lotta, nel turbine obnubilante dell’a­zione e della violenza, parole chiare, nette, veritiere, responsabili, capaci di delineare un linguaggio propiziatore di vita anziché confusamente o tacita­mente mortale.

È per Camus il lin­guaggio dell’uomo contro quello della propaganda ideologica, formulato personalmente ma condivisibile con ogni altro uomo, così da far incontrare e dialogare tutti senza che ciascuno debba rinunciare alle proprie diffe­renze. Forse se, come confessa Tarrou ne La peste, « ho capito come tutte le disgrazie degli uomini derivino dal non tenere un linguaggio chiaro » : allora « basta dire la verità perché la menzogna stessa si sgonfi ».

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-  Albert Camus

-  QUESTA LOTTA VI RIGUARDA
-  Corrispondenze per ’Combat’ 1944-1947

-  Bompiani. Pagine 630. Euro 19 ,50



SUL TEMA, NEL NOSTRO TEMPO, NEL SITO SI CFR. :

IL PRESIDENTE SARKOZY E IL FILOSOFO J.-L. MARION : DALL’ACCOGLIENZA DELLA DIVERSITA’ ALLA DIFESA DELL’IDENTITA’, ’NAZIONALE’ E ’CATTOLICA’.

-  LA QUESTIONE MORALE, QUELLA VERA - EPOCALE. AL GOVERNO DELLA CHIESA UN PAPA CHE PREDICA CHE GESU’ E’ IL FIGLIO DEL DIO "MAMMONA" ("Deus caritas est") E AL GOVERNO DELL’ **ITALIA** UN PRESIDENTE DI UN PARTITO (che si camuffa da "Presidente della Repubblica") e canta "Forza Italia", con il suo "Popolo della libertà" (1994-2010).

-   I TRE ANELLI E L’UNicO "PADRE NOSTRO". NATHAN IL SAGGIO : CHE ILLUSIONE AFFIDARSI ALLA CHIESA ’CATTOLICA’ !!!


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