Un omaggio a un "dubbio" (Chiara Iaquinta).

TEMPO, RELIGIONI ED ECUMENISMO. PRIMA E DOPO. Oggi, sabato 26 maggio 2007 : ma "avanti Cristo" o "dopo Cristo" ?! Al di là dei localismi e dei tribalismi, oltre che dell’imperialismo "af-faraonico romano", l’urgenza di un’"ora globale" - universale (cattolica), prima che sia troppo tardi !!! Un’intervista a Stefano Soprana sul tempo nelle Scritture - a cura di pfls

Domani aprirà il terzo Festival Biblico di Vicenza - dedicato a "I tempi delle Scritture"
samedi 26 mai 2007.
 
[...] « Un’ora fissa e indicativa per tutti, ad ogni latitudine e longitudine. Oramai, con la facilità di comunicazione che abbiamo, verrà superato il fatto che mentre a Tokyo si sta per chiudere la Borsa, a Londra gli uffici siano ancora chiusi. Il tempo e la sua misurazione hanno sempre seguito l’evolversi della condizione umana » [...]

Si apre con una riflessione sul tempo nelle Scritture il Festival Biblico di Vicenza. Parla lo studioso Stefano Soprana

Dimmi che ora è e ti dirò in cosa credi

« L’influenza delle religioni nella misurazione del tempo è totale. Gli Incas hanno la loro, i Romani pure, gli Ebrei rielaborano quella mesopotamica »

di Lorenzo Fazzini (Avvenire, 26.05.2007)

Misurare il tempo, una pratica umana dalla notte dei tempi. E se oggi si perfezionano gli strumenti tecnici di precisione, restano insoluti nodi significativi come il senso del tempo e la ricerca di un’ora "globale" per tutto il pianeta. A sottolinearlo è lo studioso Stefano Soprana, uno dei massimi esperti di orologeria in Italia, che domani aprirà il terzo Festival biblico di Vicenza - dedicato a I tempi delle Scritture - con una conferenza su La lettura delle ore nella Bibbia, in programma alle 17 al Museo civico del capoluogo veneto.

Come viene misurato il tempo nella Bibbia ?

« Con la "tecnologia" del sole : ecco la "luce" e le "tenebre" della Genesi, il famoso "e fu sera e fu mattina". L’Antico Testamento assume la modalità di misurazione elaborata dai Babilonesi, che erano i più grandi matematici del tempo. Gli scienziati della Mesopotamia avevano diviso la giornata in 24 ore : la prima iniziava al sorgere del sole ». La Bibbia assegna un valore religioso a questa scansione ?

« Sì, vi è un significato teologico per il quale la prima ora del mondo è quella del giorno, cioè della luce, contrapposta alle tenebre : l’alba è il luogo di Dio. Fu poi soprattutto il medioevo a riprendere in senso spirituale questo passaggio ».

Quali altre influenze culturali vi sono nella Bibbia per determinare il tempo ?

« Di matrice egiziana non c’è praticamente nulla, mentre con l’epoca romana si passa ad un nuovo ordine : ne sono testimonianza i riferimenti evangelici della crocifissione di Cristo (l’ora terza, sesta, nona), così come la parabola dei vignaioli, quando si parla dell’ora "ultima", che corrisponde a quella prima del tramonto. I Romani dividevano la notte in veglie e il giorno in 12 ore, che non erano di 60 minuti bensì variavano ad ogni stagione : 45 minuti per l’inverno, 75 per l’estate ».

Cosa c’è di specificamente ebraico nella scansione del tempo nella Bibbia ?

« La celebrazione delle feste, legate alla luna, elemento astronomico che incide fortemente sul raccol to dei campi e, quindi, ha un rapporto diretto con il sostentamento della gente. Anche i musulmani celebrano le loro feste guardando alla luna, che è il simbolo della loro religione ».

In che modo un credo religioso incide nella misurazione del tempo di una cultura ?

« L’influenza è totale : le religioni, nell’elaborare le loro dottrine sulla creazione, codificano il tempo con determinate costruzioni astronomiche : gli Incas hanno la loro, i Romani pure, gli Ebrei rielaborano quella mesopotamica. Oggi non misuriamo più il tempo guardando gli astri : perché ? Il grande passaggio avviene con il pendolo di Galileo : fino ad allora non c’era la precisione, il tempo era determinato dalla coppia luce/buio, mentre con l’introduzione del pendolo succede qualcosa di impensato : si arriva alla costruzione dell’ora precisa con l’equazione del tempo. I primi ad applicarla sono gli orologiai che così fanno nascere il commercio : sono i marinai inglesi, olandesi e francesi, che si dirigono verso l’America scoperta da poco, i primi a prendere come punto di riferimento il pendolo e non più gli astri. Con la misurazione del tempo in senso tecnologico le assicurazioni possono calcolare i periodi precisi di partenza e arrivo delle navi dirette verso il Nuovo Mondo, sorgono le assicurazioni sulle marci trasportate, insomma la tecnologia diventa più importante dell’astronomia : nasce il capitalismo. In seguito con il meridiano fisso - stabilito a fine ’800 - si arriva alla nascita dei treni. Ai nostri giorni, sulla spinta delle necessità dei mercati finanziari globalizzati, siamo alla ricerca di quella che viene chiamata "l’ora globale". E non è detto che non ci si arrivi ».

In cosa consisterebbe questa "ora globale" ?

« Un’ora fissa e indicativa per tutti, ad ogni latitudine e longitudine. Oramai, con la facilità di comunicazione che abbiamo, verrà superato il fatto che mentre a Tokyo si sta per chiudere la Borsa, a Londra gli uffici siano ancora chiusi. Il tempo e la sua misurazione hanno sempre seguito l’evolversi della condizione umana ».

Ora però si rischia di cancellare le campane dall’habitat dell’uomo moderno.

« Una volta il tempo era scandito dal suono, oggi dalla visione : prima si sentivano le campane, adesso si guarda il cellulare. Un tempo la campagna dava il ritmo della giornata, oggi dà fastidio. E pensare che, tra i tanti rumori che abbiamo in una città, le campane è quello che preferisco ! ».

Nella nostra società si rischia di perdere il tempo come dono ?

« Dovremmo mantenere un ritmo da creature, e non da prodotti tecnologici. E, comunque, il significato del tempo resta invariato : le domande sul prima e il dopo, che sono interrogativi religiosi, restano sempre davanti a noi ».


programma

74 eventi in 4 giorni

Cinque sedi, 74 eventi dislocati in 5 filoni di interesse, dipanati in 4 giorni di una manifestazione giunta alla sua 3° edizione : sono questi i numeri del Festivalbiblico che si apre mercoledì prossimo a Vicenza (domani l’anteprima con la conferenza di Stefano Soprana). Promosso dalla diocesi di Vicenza e dal Centro culturale San Paolo, quest’anno l’evento è dedicato a « I tempi delle Scritture » : il 30 maggio, alle 18,15, nella cattedrale vicentina si tiene la relazione iniziale di monsignor Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto, su « Il tempo splendore di Dio ». Nella serata dello stesso giorno l’incontro - ancora in duomo - « Dell’inizio e della fine : Viaggio nelle Scritture tra i tempi primi e ultimi » con monsignor Gianfranco Ravasi, prefetto della Biblioteca Ambrosiana. Programma dettagliato su www.festivalbiblico.it


Sui temi qui accennati nel titolo, nel sito, si cfr. :

-  NO DAL MOLIN - della guerra !!! BUONA-GIORNATA !!! PER LA MANIFESTAZIONE DI VICENZA, NAZIONALE ED EUROPEA - CONTRO OGNI vecchia e abUSAta TENTAZIONE, RICORDIAMO I "FATTI DI GENOVA" E LA "MORTE" DI CARLO GIULIANI !!! PER LA PACE, INVITIAMO IL PAPA E IL CARDINALE RUINI A "DEPORRE LE ARMI" E A PARTECIPARVI : A USCIRE DAL VATICANO, E FARE COME PAPA WOJTYLA !!! Per l’identità, non perdiamo la differenza tra il metro della politica e il metro di Cristo !!! Una riflessione (2001) del teologo Giovanni Felice Mapelli

-  Conto alla rovescia...
-  BUSH : "REGALO" DI FINE MANDATO AGLI STATI UNITI, ALL’EUROPA E AL MONDO INTERO. Silenziosamente, furtivamente, al riparo dalle telecamere, la guerra contro l’Iran è cominciata. Un articolo di Alain Gresh


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