"DIO NON E’ CATTOLICO" (Carlo Maria Martini). E L’AMORE (Deus CHARITAS est) NON E’ MAMMONA (Benedetto XVI, "Deus CARITAS est", 2006)!!!

LA CASA SULLA PAROLA DI DIO (CHARITAS, AMORE) O SULLA PAROLA DI MAMMONA (CARITAS, CARO-PREZZO)?! ANCHE PER LA CHIESA CATTOLICA, È L’ORA DI UN PROFONDO ESAME DI COSCIENZA!!! Una nota di Pierangelo Sequeri - a cura di Federico La Sala

LA "SACRA FAMIGLIA" DELLA GERARCHIA CATTOLICO-ROMANA E’ ZOPPA E CIECA: IL FIGLIO HA PRESO IL POSTO DEL PADRE DI GESU’ E DEL "PADRE NOSTRO". E’ ORA DI RESTITUIRE "L’ANELLO DEL PESCATORE" A GIUSEPPE, PER AMARE BENE MARIA!!!
martedì 7 ottobre 2008.
 

[...] un principio lapidario per il cristianesimo. Esso è iscritto a chiare lettere nella Parola di Dio: «Nessuno può servire a due padroni: o odierà l’uno e amerà l’altro, o preferirà l’uno e disprezzerà l’altro: non potete servire a Dio e a mammona» (Mt 6, 24). Il confronto tra la friabilità del denaro e la solidità della Parola di Dio, in questo contesto di conclamata emergenza del sistema finanziario occidentale (e quindi mondiale), appare con la folgorazione di un’evidenza semplicemente plateale [...]


È L’ORA DI UN PROFONDO ESAME DI COSCIENZA

Il punto è che abbiamo sviluppato una mentalità macro-servile, nei confronti di nuovi padroni invisibili

La friabilità del denaro vs la solidità della Parola

di PIERANGELO SEQUERI (Avvenire, 07.10.2008)

Il denaro ha una sua intrinseca voracità. Ad un certo punto, sviluppa l’insana tendenza a mangiare se stesso, per nutrirsi e moltiplicarsi più rapidamente. Una tale voracità, che si sa benissimo essere contro natura, finisce per aprire un buco nel suo stesso stomaco. Il fatto è che, di quello stomaco, noi siamo diventati il corpo. Quando il papa Benedetto XVI, aprendo il Sinodo generale dei Vescovi dedicato alla Parola di Dio, raccoglie l’eco della clamorosa emergenza finanziaria che scuote il mondo, per ricordare che i ’soldi’ (e la ’carriera’, e il ’successo’ che vi si affidano) non possono ’dare senso alla vita’, richiama un principio lapidario per il cristianesimo.

Esso è iscritto a chiare lettere nella Parola di Dio: «Nessuno può servire a due padroni: o odierà l’uno e amerà l’altro, o preferirà l’uno e disprezzerà l’altro: non potete servire a Dio e a mammona» (Mt 6, 24). Il confronto tra la friabilità del denaro e la solidità della Parola di Dio, in questo contesto di conclamata emergenza del sistema finanziario occidentale (e quindi mondiale), appare con la folgorazione di un’evidenza semplicemente plateale.

L’intellighenzia occidentale, che già si sta esercitando, per quanto estemporaneamente, ad analizzare anche i risvolti ’culturali’ dell’attuale crisi, non mancherà di applicarsi a questo slancio di immediatezza del papa Benedetto, per sondarne le eventuali implicazioni a riguardo del nervo - sempre sensibile - che tocca i rapporti fra cristianesimo e capitalismo. In ogni caso, con tutte le distinzioni possibili, una cosa non si potrà fare: mettere la questione etica ’fuori tema’.

E neppure quella ’religiosa’ direi, se le questioni che riguardano la ’superstizione’ e ’l’idolatria’ sono questioni decisive per misurare l’inclinazione al degrado di un civiltà e di una cultura. L’avvilimento e il disprezzo della religione autentica spalancano le porte alle ’divinità della pancia’, come dice Paolo. Divinità dell’accumulo e del godimento fine a se stesso, che non sono mai sazie di schiavitù e di devozione. E di distruzione. La Parola di Dio, al contrario delle parole ’magiche’, si offre all’intelligibilità degli uomini retti, per il discernimento delle loro ricchezze migliori.

La magia delle parole, per quanto possano essere nobili (’crescita’, ’scelta’, ’benessere’, ’sviluppo’), non garantisce la qualità dei significati. Abbiamo fatto i conti con gli assoluti messianici del ’socialismo reale’, valutando le contraddizioni devastanti delle sue parole d’ordine. Non sarà forse il momento di fare seriamente ’le bucce’ al racconto fondatore di un certo ’liberismo economico’, che ha cercato di accreditarsi come unica via di salvezza per una civiltà di liberi e uguali? Le nostre ricchezze migliori, a livello locale e globale - la cultura, l’educazione, la cura, gli affetti, la creatività e le invenzioni dello spirito umano - sono devotamente in ostaggio dello sviluppo economico necessario. Abbiamo incominciato a pensare di poter vivere degnamente, all’altezza delle nostre qualità migliori, solo a patto che qualcuno decida che ci sono le ’risorse’. E quanto ai ’sacrifici’ necessari alla salvezza, se ci lamentavamo delle nostre devozioni tradizionali, questa nuova religione non scherza niente.

Il vaso di Pandora ora si è aperto: è pieno di buchi neri. La Parola di Dio rilancia la sua sfida. Non è contro le ricchezze e lo sviluppo, la proprietà e il benessere. Il punto è che abbiamo sviluppato una mentalità macro-servile, nei confronti di nuovi padroni invisibili, che stanno dietro il velo di un tempio a noi inaccessibile, ci mettono una gran soggezione, e parlano e profetizzano come se avessero le chiavi della nuova rivelazione. Invece, al massimo, sono servi, non padroni. Tanto per cominciare.


Sul tema, nel sito, si cfr.:

-  "Questa è la nostra fede" (CEI). Il testo è qui commentato da Federico La Sala, in polemica con Sequeri
-  LA "SACRA FAMIGLIA" DELLA GERARCHIA CATTOLICO-ROMANA E’ ZOPPA E CIECA: IL FIGLIO HA PRESO IL POSTO DEL PADRE DI GESU’ E DEL "PADRE NOSTRO". E’ ORA DI RESTITUIRE "L’ANELLO DEL PESCATORE" A GIUSEPPE, PER AMARE BENE MARIA!!!

-  SINODO DEI VESCOVI 2008: L’ANNO DELLA PAROLA DI DIO - AMORE ("CHARITAS") O MAMMONA ("CARITAS")?!
-  Fatto sta che la prima enciclica di Papa Benedetto XVI (Deus caritas est, 2006) è per Mammona.

-  CRISI DEI MUTUI?! IN "GOLD" WE TRUST!!!
-  LA CASA DEL VATICANO E’ COSTRUITA SU UNA "ROCCIA D’ORO"!!!

-  IL PADRE NOSTRO E’ AMORE NON MAMMONA. ROBERTA DE MONTICELLI URLA "BASTA" A MONS. GIUSEPPE BETORI, A BAGNASCO, E ALLA CHIESA CATTOLICA.
-  L’abiura di una cristiana laica


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