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UBUNTU: "Le persone diventano persone grazie ad altre persone". NELSON MANDELA, UN COMBATTENTE SUL RING DELLA STORIA. Il ritratto attraverso le immagini.

sabato 28 giugno 2008.
 


Documenti, foto e interviste nel volume edito da Contrasto dedicato al simbolo della lotta contro l’apartheid.

Mandela, il ritratto attraverso le foto

"Un combattente sul ring della storia"

Dal 30 novembre le immagini saranno in mostra a Firenze

di ALESSIA MANFREDI *

ROMA - "Nel giudicare i nostri progressi individuali ci concentriamo su fattori esterni, come la posizione sociale, la popolarità, l’autorità, la ricchezza, il livello culturale. Ma i fattori interni possono essere più decisivi: onestà, sincerità, semplicità, purezza, generosità, disponibilità ad aiutare gli altri. Qualità interne alla ricchezza di un’anima".

Così scriveva Nelson Mandela alla moglie Winnie, in una delle tante lettere dal carcere durante i 27 anni di prigionia. Conversazioni sulla vita ed i valori essenziali, quelli che hanno plasmato la personalità del "combattente per la libertà" più famoso della storia. Ma anche messaggi di incoraggiamento alla compagna lontana, inviti a "combattere con tutte le forze", e dichiarazioni d’amore: "Cosa potranno farci la vecchiaia e la pressione bassa? Niente! Tu sei una strega, getti incantesimi sul tuo uomo".

Documenti privati, che, insieme alle numerosissime fotografie e testimonianze dirette - da Clinton a Thabo Mbeki, da Blair a Bono - ricostruiscono, in "Mandela - Il ritratto di un uomo", il libro-biografia edito nelle scorse settimane da Contrasto, la vita del leader sudafricano diventato un simbolo universale della giustizia.

Un percorso lungo e accidentato, partito dal villaggio di Qunu nel Trasnkei e approdato alla platea internazionale, inseguendo un sogno chiamato democrazia. E documentato, nelle sue tappe più significative, dalle immagini di Contrasto, che dal 30 novembre saranno in mostra a Firenze in occasione del Nelson Mandela Forum.

Quelli raccolti nella biografia sono stralci di un’esistenza intima e pubblica al tempo stesso, che raccontano un uomo che ha riscritto la storia. Un percorso epico, quello di "Madiba", così chiamato affettuosamente dal suo popolo. Prima giovane avvocato ambizioso, poi militante nell’African National Congress, e in seguito guida della lotta contro l’apartheid. Dopo, la clandestinità, l’arresto nel 1963, il processo e la condanna all’ergastolo. Gli anni durissimi della prigionia a Robben Island e la liberazione nel 1990, in seguito alle pressioni internazionali.

"Uscì dal carcere in maniera splendida, era elegante e dignitoso", ricorda l’amico Bill Clinton, ex presidente degli Stati Uniti, in una delle molte testimonianze raccolte nel volume. "E’ stato uno spettacolo straordinario per tutto il mondo, un momento che mi cambiò la vita".

Dopo arrivano finalmente i riconoscimenti: il premio Nobel per la pace nel 1993 vinto da Mandela insieme a De Klerk, e, l’anno seguente, la presidenza della repubblica del Sudafrica, nelle prime elezioni libere.

Ora Robben Island, l’isola prigione al largo di Città del capo, è diventata un museo contro l’apartheid. Mandela, tre mogli (l’ultima è Graça Machel, conosciuta già in vecchiaia), tre figlie e moltissimi nipoti e bisnipoti, ha festeggiato a luglio i suoi 88 anni ed è ufficialmente "in pensione". Ma non ha smesso di lottare. Sempre per la sua gente, questa volta contro un’altra piaga silenziosa e mortale: l’Aids, che gli ha tolto un figlio, Makgatho, avvocato di 54 anni.

"Un combattente eccezionale sul ring della storia", ha detto di lui Mohammed Ali. "Uno dei più straordinari esseri umani che abbiano mai messo piede sulla terra", gli fa eco Desmond Tutu. Che, evidentemente, non ha ancora considerato vinta la sua partita.

* la Repubblica(17 novembre 2006)


Per Ulteriori approfondimenti e riflessioni sulla lezione di MANDELA, nel sito e in rete, vedere, anche e ancora:

-  UBUNTU

-  VERITA’ E RICONCILIAZIONE. LA SAGGIA INDICAZIONE DEL SUDAFRICA DI MANDELA, DI TUTU, E DI DECLERCK

-  CHI SIAMO NOI IN REALTA’? Relazioni chiasmatiche e civiltà.
-  Lettera da ‘Johannesburg’ a Primo Moroni (in memoriam)

-  IL NUOVO SUDAFRICA: UN ARCOBALENO DI LINGUE, IN MOVIMENTO.

-  CONCERTO PER MANDELA, AMY REGINA DELLO SHOW (la Repubblica)

-  INVICTUS. La storia del mitico incontro di rugby nella coppa del mondo del 1995 tra gli All Blacks e il Sudafrica multirazziale voluto dal Presidente Nelson Mandela. Una nota di Francesco Merlo


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