Per la Costituzione, contro la logica e la politica dell’antinomia del mentitore ...

IL COMPLOTTONE, IL CAPPOTTONE, LA FURBIZIA E LA PRIMAVERA CHE ARRIVA. PRODI: "CE LA POSSIAMO FARE"!!! Ma dobbiamo rimuovere la trappola, l’inganno, e la confusione!!! Dopo il Vaffa-Day, la Voce di Fiore lancia la proposta e chiede a tutti i cittadini-sovrani e a tutte le cittadine-sovrane, al Presidente della Repubblica e al Presidente del Consiglio, alle Università e a tutte le Scuole, di promuovere l’"ITALIA-DAY"!!!

PRODI: IO GETTARE LA SPUGNA? TUTTO INVENTATO.
venerdì 26 ottobre 2007.
 

[...] Cosa sta succedendo in Italia? Cosa è successo all’Italia? Niente, non è successo niente?! Semplicemente, il nome Italia è stato ingabbiato dentro il nome di un solo PARTITO e noi, cittadini e cittadine d’ITALIA, siamo diventati tutti e tutte cret... ini e cret..ine. Epimenide il cretese dice: "Tutti i cretesi mentono". E, tutti i cretini e tutte le cretine di ’Creta’, sono caduti e cadute nella trappola del Mentitore.... e, imbambolati e imbambolate come sono, si divertono persino. Di chi la responsabilità maggiore?! Di noi stessi - tutti e tutte! [...]

ATTENTATO ALLA COSTITUZIONE? GIA’ FATTO!!! Un appello al Presidente Napolitano


Prodi: «C’è un complottone contro il governo»

di Ninni Andriolo *

«È partito il complottone...» Prodi è stato chiaro con i promotori della manifestazione sul welfare. Giovedì mattina, prima di raggiungere in aereo il vertice Ue di Lisbona, il «Prof» aveva avvertito gli esponenti della «sinistra radicale» in visita a Palazzo Chigi. «Il vostro corteo - aveva insistito - rischia di indebolire un governo che molti vorrebbero mandare a casa». Il Presidente del Consiglio che tenta di sdrammatizzare dal Portogallo gli effetti della mobilitazione di oggi - «no, non sono preoccupato» - smentisce in privato la tranquillità che ostenta in pubblico. «Di qui a fine novembre ogni giorno è buono per farci andare sotto - confidava Prodi, qualche giorno fa ai collaboratori - Deve essere chiaro, però, che chi vuol farmi cadere deve venire allo scoperto in Parlamento. Tutti devono sapere di chi è la responsabilità». L’iter della Finanziaria, in sostanza, sarà disseminato di trappole. E il monito rivolto alla sinistra radicale è netto: non si presti a fare il cavallo di Troia. La richiesta del premier - «smorzare i toni, evitare che il corteo diventi l’ennesima occasione per amplificare le polemiche sulla maggioranza che va in pezzi» - sembra trovare riscontro nelle dichiarazioni di ieri. «Saremo in piazza per il governo Prodi - ripete la pdci, Palermi - Per un governo che comprenda le richieste di una inversione di tendenza rispetto a Berlusconi e al berlusconismo dilagante».

Il Presidente del Consiglio, in realtà, individua il "complottone" nei disegni diversi, ma coincidenti, del leader di Forza Italia e di settori ben precisi del mondo imprenditoriale-editoriale. Berlusconi freme per cavalcare l’onda della insoddisfazione che serpeggia tra i centristi dell’Unione, e per imporre elezioni nel 2008, ben sapendo che - superati quei tornanti - l’esecutivo potrebbe consolidarsi e che il tempo giocherebbe poi a favore del radicamento del Partito democratico e di Veltroni. I "poteri forti" su cui punta il dito Palazzo Chigi, invece, vorrebbero dare immediatamente la spallata a un esecutivo che considerano troppo timido con la sinistra radicale. Non per sostituirlo con Berlusconi, magari, ma per mettere in campo soluzioni ponte, istituzionali o meno che siano, per ipotesi neocentriste da far maturare di qui a nuove elezioni. Per raggiungere questi obiettivi, ovviamente, è fondamentale il grimaldello della debolezza della maggioranza al Senato. E Berlusconi, in questi giorni, lavora proprio su questo. «Ricordatevi che una maggioranza, anche se risicata, a Palazzo Madama noi ce l’abbiamo - ha ricordato Prodi, l’altro ieri agli esponenti della sinistra radicale - Sarebbe davvero inspiegabile se ci facessimo del male da soli». Numeri, quelli del Senato, che le intemperanze di un Mastella sotto tiro rendono a prima vista sempre più ballerini. «La maggioranza non c’è più, a questo punto meglio votare a primavera», tuonava ieri il Guardasigilli, dopo le notizie sui reati che ipotizzerebbe nei suoi confronti la procura di Catanzaro. Una sorta di richiesta d’aiuto quella del ministro? Prodi, ieri sera, rientrato a Roma da Lisbona, ha cercato via telefono il leader Udeur per consigliargli cautela e pazienza in attesa di capire meglio i contorni della vicenda. Ma è chiaro che l’inchiesta calabrese conferma l’incertezza che investe la maggioranza.

Sommato al "no" dei diniani al Partito democratico, il futuro dell’Unione sembra ancora più oscuro. Il premier sa bene che sono diversi i senatori nel centrosinistra che si trincerano ai confini dell’Unione sui quali cerca di far leva il Cavaliere. Ed è per sventare queste manovre che il premier punta molto anche sul lavoro comune con Veltroni. «Un buon ciclista sa correre anche in tandem», risponde Prodi a chi insiste sui rischi di una difficile coabitazione con il leader Pd incoronato dalla primarie. «Anche Walter può essere il bersaglio da indebolire», ripetono a Palazzo Chigi da dove, in queste ore, si mette più che mai l’accento sulle strategie convergenti del premier e del sindaco di Roma. E sul loro "lavoro di squadra" per tenere agganciati i senatori in bilico. «Tra loro c’è chi ha avuto problemi con il gruppo parlamentare e che, però, vede in Prodi un punto di riferimento», assicura lo staff del Professore. «Non vengono certo da Walter i pericoli per il governo», ripetono i collaboratori del premier. E rivelano che durante gli incontri dei giorni scorsi Prodi e il segretario in pectore del Pd hanno messo a punto un impegno comune per «rinsaldare la maggioranza» a Palazzo Madama. Insomma, anche per il sindaco di Roma - che «ha dichiarato a chiare lettere che il governo deve durare l’intera legislatura» - risolvere il rebus del Senato costituisce «il primo concreto banco di prova».

* l’Unità, Pubblicato il: 20.10.07, Modificato il: 20.10.07 alle ore 11.20


ATTENTATO ALLA COSTITUZIONE? GIA’ FATTO!!! Un appello al Presidente Napolitano

EMERGENZA EDUCATIVA: TRADIMENTO DEGLI INTELLETTUALI.


LA PAROLA RUBATA

Una lettera aperta all’ ITALIA (e un omaggio agli intellettuali: Gregory Bateson, Paul Watzlawick, Jacques Lacan, Elvio Fachinelli)

di Federico La Sala (www.ildialogo.org/appelli, 24.02.2004)

L’ITALIA GIA’ DA TEMPO IN-TRAPPOLA-TA.................e noi - alla deriva - continuiamo a ’dormire’ , alla grande! "IO STO MENTENDO": UNA LETTERA APERTA SULL’USO E ABUSO ISTITUZIONALE DELL’ "ANTINOMIA DEL MENTITORE".

Cara ITALIA

MI AUGURO CHE LE GIUNGA DA LONTANO IL MIO URLO: ITALIA, ITALIA, ITALIA, ITALIA, ITALIA, ITALIA, ITALIA! IL NOME ITALIA E’ STATO IN-GABBIA-TO NEL NOME DI UN SOLO PARTITO....E I CITTADINI E LE CITTADINE D’ITALIA ANCHE!!!

NON E’ LECITO CHE UN PARTITO FACCIA PROPRIO IL NOME DELLA CASA DI TUTTI I CITTADINI E DI TUTTE LE CITTADINE! FERMI IL GIOCO! APRA LA DISCUSSIONE SU QUESTO NODO ALLA GOLA DELLA NOSTRA VITA POLITICA E CULTURALE! NE VA DELLA NOSTRA STESSA IDENTITA’ E DIGNITA’ DI UOMINI E DONNE D’ITALIA!

Cosa sta succedendo in Italia? Cosa è successo all’Italia? Niente, non è successo niente?! Semplicemente, il nome Italia è stato ingabbiato dentro il nome di un solo PARTITO e noi, cittadini e cittadine d’ITALIA, siamo diventati tutti e tutte cret... ini e cret..ine. Epimenide il cretese dice: "Tutti i cretesi mentono". E, tutti i cretini e tutte le cretine di ’Creta’, sono caduti e cadute nella trappola del Mentitore.... e, imbambolati e imbambolate come sono, si divertono persino. Di chi la responsabilità maggiore?! Di noi stessi - tutti e tutte!

Le macchine da guerra mediatica funzionano a pieno regime. Altro che follia!: è logica di devastazione e presa del potere. La regola di funzionamento è l’antinomia politico-istituzionale del mentitore ("io mento"). Per posizione oggettiva e formale, non tanto e solo per coscienza personale, chi sta agendo attualmente da Presidente del Consiglio della nostra Repubblica non può non agire che così: dire e contraddire nello stesso tempo, confondere tutte le ’carte’ e ’giocare’ a tutti i livelli contemporaneamente da presidente della repubblica di (Forza) Italia e da presidente del consiglio di (Forza) Italia, sì da confondere tutto e tutti e tutte... e assicurare a se stesso consenso e potere incontrastato. Se è vero - come ha detto qualcuno - che "considerare la politica come un’impresa pubblicitaria [trad.: un’impresa privata che mira a conquistare e occupare tutta l’opinione pubblica, fls] è un problema che riguarda tutto l’Occidente" (U. Eco), noi, in quanto cittadini e ci ttadine d’Italia, abbiamo il problema del problema, all’ennesima potenza e all’o.d.g.! E, per questo e su questo, sarebbe bene, utile e urgentissimo, che chi ha gli strumenti politici e giuridici (oltre che intellettuali, per togliere l’uso e l’abuso politico-istituzionale dell’antinomia del mentitore) decidesse quanto prima ... e non quando non c’è (o non ci sarà) più nulla da fare. Se abbiamo sbagliato - tutti e tutte, corriamo ai ripari. Prima che sia troppo tardi!!!

ITALIA! La questione del NOME racchiude tutti i problemi: appropriazione indebita, conflitto di interessi, abuso e presa di potere... in crescendo! Sonnambuli, ir-responsabili e conniventi, tutti e tutte (sia come persone sia come Istituzioni), ci siamo fatti rubare la parola-chiave della nostra identità e della nostra casa, e il ladro e il mentitore ora le sta contemporaneamente e allegramente negando e devastando e così, giocati tutti e tutte, ci sta portando dove voleva e vuole ... non solo alla guerra ma anche alla morte culturale, civile, economico-sociale e istituzionale! Il presidente di Forza Italia non è ...Ulisse e noi non siamo ... Troiani. Non si può e non possiamo tollerare che il nome ITALIA sia di un solo partito... è la fine e la morte della stessa ITALIA!

La situazione politica ormai non è più riconducibile all’interno del ’gioco’ democratico e a un vivace e normale confronto fra i due poli, quello della maggioranza e quello della minoranza. Da tempo, purtroppo, siamo già fuori dall’orizzonte democratico! Il gioco è truccato! Cerchiamo di fermare il ’gioco’ e di ristabilire le regole della nostra Costituzione, della nostra Legge e della nostra Giustizia. Ristabiliamo e rifondiamo le regole della democrazia. E siccome la cosa non riguarda solo l’Italia, ma tutto l’Occidente (e non solo), cerchiamo di non andare al macello e distruggerci a vicenda, ma di andare avanti .... e di venir fuori da questa devastante e catastrofica crisi.

Io, da semplice cittadino di una ’vecchia’ Italia, penso che la logica della democrazia sia incompatibile con quella dei figli di "dio" e "mammasantissima" che si credono nello stesso tempo "dio, papa, e re" (non si sottovaluti la cosa: la questione è epocale e radicale, antropologica, teologica e politica - e riguarda anche le religioni e la stessa Chiesa cattolica) si danno da fare per occupare e devastare le Istituzioni! Non si può tornare indietro e dobbiamo andare avanti.... laici, cattolici, destra, sinistra, cittadini e cittadine - tutti e tutte, uomini e donne di buona volontà.

Allora facciamo che il gioco venga fermato e ... e che si apra il più ampio e diffuso dibattito politico e culturale - si ridia fiducia e coraggio all’ITALIA, e a tutti gli Italiani e a tutte le Italiane. E restituiamo il nome e la dignità all’ITALIA: a noi stessi e a noi stesse - in Italia e nel mondo...... cittadini e cittadine della Repubblica democratica d’Italia.

Un semplice cittadino della nostra bella ITALIA!

Federico La Sala (Martedì, 24 febbraio 2004)



Sul tema, nel sito, si cfr.:

"ITALIA". AMARE L’ITALIA: RIPRENDIAMOCI LA PAROLA!!!

SALVIAMO LA COSTITUZIONE

in uscita "La società sparente" di Emiliano Morrone e Francesco Saverio Alessio, un libro coraggioso che denuncia i rapporti tra ’ndrangheta e politica in Calabria

ATTENTATO ALLA COSTITUZIONE? GIA’ FATTO!!! Un appello al Presidente Napolitano

EMERGENZA EDUCATIVA: TRADIMENTO DEGLI INTELLETTUALI.



PRODI: IO GETTARE LA SPUGNA? TUTTO INVENTATO *

REGGIO EMILIA - "E’ proprio tutto inventato". Romano Prodi, in visita a una latteria sociale nel reggiano, ha sillabato la risposta ai cronisti che gli hanno chiesto se fossero vere le dichiarazioni che gli hanno attribuito alcune testate giornalistiche secondo le quali, nel corso di colloqui con il comitato organizzatore della manifestazione sul welfare, avrebbe dato il governo per spacciato e avrebbe fatto capire di stare gettando la spugna.

"E’ totalmente inventato: l’ho detto questa mattina e lo ripeto adesso". Ha poi ribatito Prodi, rispondendo a una domanda su sue presunte dichiarazioni riportate dalla stampa, secondo le quali avrebbe ipotizzato una vita breve per il governo. "Non capisco come abbia potuto venire fuori questo - ha aggiunto - d’altra parte", quanto è stato scritto "non è condiviso dagli altri commensali", che hanno partecipato alla colazione-incontro tra premier e comitato organizzatore della manifestazione sul welfare. Prodi ha parlato a Scandiano, sua città natale, in occasione della consegna al comune da parte del demanio della Rocca del Boiardo, con una concessione per 50 anni. La lunghezza del periodo è stata resa possibile da una nuova norma della finanziaria e il comune di Scandiano è stato il primo in Italia ad ottenere la concessione di un monumento di proprietà statale per un periodo così consistente.

IL GOVERNO NON TRABALLA Il governo traballa? hanno chiesto i giornalisti al premier Romano Prodi a Scandiano, nel reggiano. "Posso assicurare - è stata la risposta - che le analisi degli eventi delle ultime ore non hanno alcun rapporto con la realtà".

NON MI SENTO A RISCHIO PERCHE’ NON HO SBAGLIATO Romano Prodi non si sente a rischio nel suo ruolo di presidente del Consiglio. Lo ha ribadito parlando con i giornalisti nel corso di una visita a una Latteria Sociale nel reggiano. "La vita di un casaro è anche più breve di quella del presidente del Consiglio, se sbaglia produzione", ha scherzato il premier assaggiando una forma di Parmigiano. Ma lei si sente a rischio?, hanno chiesto i cronisti. "No, perché non ho sbagliato produzione", è stata la risposta.

MASTELLA? TELEFONATA MOLTO CORDIALE, NULLA DI NUOVO "Mastella? Non ho assolutamente niente da dire. Ci siamo telefonati con molta cordialità ieri sera. E non c’é proprio nulla di nuovo". Così il presidente del Consiglio Romano Prodi, nel corso di una visita a una latteria sociale nel reggiano, ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano un commento sulla posizione del ministro della GIustizia riguardo possibili elezioni anticipate.

FORMAGGIO INSEGNA A AVERE PAZIENZA E NON SI FA DA SOLI "Il formaggio ci deve insegnare ad avere pazienza, bisogna mescolare tante cose. Questo è un insegnamento che va bene per tutti". Con queste parole il presidente del Consiglio Romano Prodi si è rivolto a una scolaresca di bambini che, nel cortile della latteria sociale di San Giovanni della Fossa, nelle campagne del reggiano, hanno partecipato insieme ai soci e al premier all’inaugurazione dei nuovi impianti produttivi. Prodi ha ringraziato il presidente ottantacinquenne della cooperativa, Giannetto Gatti, che ci lavora da 60 anni e la guida da 48, e ha richiamato l’impegno di tanti cooperatori e produttori. "Qui ci sono persone che hanno creduto nella solidarietà - ha detto ancora rivolto ai più giovani - ciò che voi dovete fare è stare insieme, lavorare con la testa e col cuore. Capire che, da soli, non si fa il formaggio...".

*ANSA» 2007-10-20 18:31


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