COSTITUZIONE (ART. 87) : IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA E’ IL CAPO DELLO STATO E RAPPRESENTA L’UNITA’ NAZIONALE... "FORZA ITALIA" !!!

ROMA : "DEMOLIZIONE IN CORSO" DEL QUIRINALE. IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA SI E’ GIA’ TRASFERITO AD ARCORE E GLI ITALIANI NON SE NE SONO ACCORTI. Un’analisi di Michele Ainis - a cura di Federico La Sala

EMERGENZA BALLISMO. UN CITTADINO, RUBATO IL NOME DI TUTTO UN POPOLO, NE HA FATTO LA BANDIERA DEL PROPRIO PARTITO PERSONALE E HA REALIZZATO LA PIU’ GRANDE BOLLA DELLA STORIA DELLA SPECULAZIONE ITALIANA...
mardi 14 octobre 2008.
 

Chi scalpella il Quirinale

di MICHELE AINIS (La Stampa, 6/10/2008)

Serve ancora alla Repubblica italiana un presidente della Repubblica italiana ? Domanda impertinente, se non fosse che la politica ci sta recando in pasto un ultimo frutto avvelenato ; e il veleno goccia a goccia intossica la nostra più alta istituzione. Perché scalfisce i suoi poteri, ne diminuisce il peso. Senza attacchi frontali, senza una lapidazione in piazza come sperimentarono Scalfaro e Cossiga. No, l’avvelenamento piuttosto si consuma svuotando il ruolo che ricoprì per primo Enrico De Nicola, sottoponendolo a un processo d’erosione, di neutralizzazione progressiva.

In questo, la vicenda del quindicesimo giudice costituzionale suona quantomai eloquente. Manca da un anno e mezzo, ma in Parlamento non si trovano mai i numeri per eleggere il successore del dimissionario Vaccarella. Uno scandalo istituzionale, che ha indotto Napolitano a un pubblico richiamo, dopo lo sciopero della sete inaugurato da Marco Pannella. Tuttavia lo scandalo dipende dal fatto che maggioranza e opposizione vogliono saziarsi entrambe, e allora temporeggiano in attesa che il menù raddoppi. Succederà a febbraio, con la scadenza del giudice Flick.

A quel punto uno a te, uno a me. Da qui il gioco delle coppie, perché il successo di ciascun candidato si lega al profilo del candidato proposto dallo schieramento avverso : un tecnico tira la volata a un tecnico, un uomo di partito s’accompagna giocoforza a un uomo di partito.

Niente di nuovo, la politica ci ha ormai resi avvezzi a questi mercatini. Peccato tuttavia che il successore di Flick non lo designi il Parlamento, bensì il Capo dello Stato. Se i partiti ne contrattano la nomina, se i vari candidati fanno capriole e giravolte per ottenere la benedizione dei partiti, con ciò stesso oltraggiano le prerogative del nostro Presidente. Ma c’è qualcuno che ancora si rammenti del galateo istituzionale ? Nessuno, né a destra né a sinistra. Almeno in questo caso, l’oltraggio non chiama in causa un unico imputato.

Non è un oltraggio viceversa la proposta del governo - anticipata da Ghedini - di dividere il Csm in due, sottraendone la presidenza al Quirinale. Non un oltraggio, ma un errore di grammatica (costituzionale). Perché il Presidente ha un ruolo di cerniera fra i diversi poteri dello Stato. Perché presiedendo il Csm evita di conseguenza che la magistratura divenga un corpo separato. Perché infine nel 1947 i costituenti gli assegnarono il compito di moderare le tensioni fra politica e giustizia, e chissà come potrebbe mai provarci rimanendo fuori della porta. Dice Ghedini : ma con la nostra riforma Napolitano nominerà un terzo dei futuri componenti. E allora ? Pure il Consiglio supremo di difesa viene presieduto dal Capo dello Stato, che però volta per volta ne decide altresì la composizione, invitando altri ministri in aggiunta a quanti vi fanno parte di diritto. Dovremmo perciò togliergli anche tale presidenza ? Senza dire che la pressione dei partiti impedisce nomine serene. Ma forse il disegno sotterraneo è proprio questo : regaliamo pure al Presidente un’altra nomina, purché per interposto partito.

C’è poi il capitolo dei decreti legge, dove l’abuso si è ormai trasformato in un sopruso. Dall’avvio della legislatura le Camere hanno approvato la miseria di due leggi : il rinnovo dell’Antimafia e il lodo Alfano. Il resto del tempo è andato via per convertire 12 decreti del governo, senza contare quelli che s’aggiungono al paniere (5 nel solo mese di settembre). Una prepotenza contro il Parlamento, come è stato denunziato da più voci. Ma anche contro il Presidente, cui vengono confiscati i poteri di controllo in sede di promulgazione. Infatti i decreti scadono dopo 60 giorni, le assemblee legislative li convertono sempre all’ultimo minuto, e dunque se il Presidente rinviasse la legge di conversione al Parlamento provocherebbe la decadenza dei decreti, finendo alla berlina come traditore della Patria.

E la moral suasion ? Napolitano ha già alzato la voce contro la pioggia di decreti, contro lo stallo alla vigilanza Rai, contro la rissa quotidiana fra i partiti. Semplicemente non gli danno retta. D’altronde sono caduti nel vuoto anche gli appelli su una riforma costituzionale condivisa. C’è forse chi abbia visto un testo, un’ipotesi, un progetto ? L’aria che tira è questa : ossequio formale, irriverenza sostanziale. Il Quirinale resta l’istituzione più popolare fra la gente, ma nel Palazzo è come il cavaliere inesistente di Calvino.

michele.ainis@uniroma3.it


Sul tema, nel sito, si cfr. :

1994-2008 : LA LUNGA E BRILLANTE CAMPAGNA DI GUERRA DEL CAVALIERE DI "FORZA ITALIA" CONTRO L’ITALIA. Alcuni documenti per gli storici e i filosofi del presente e del futuro

-  BLOB !!! CHE BEL COLPO DI STATO DOLCE !!! IL POPOLO D’ITALIA IPNOTIZZATO, GIORGIO NAPOLITANO CHE GRIDA "FORZA ITALIA", E SILVIO BERLUSCONI CHE RIDE E RIDE A CREPAPELLE !!!
-  A vergogna del nostro presente, a futura memoria

-  L’ITALIA E IL CLIMA AVVELENATO.
-  Se "Il Presidente della Repubblica è il Capo dello Stato e rappresenta l’unità nazionale" (art. 87),
-  l’esistenza di un Partito con il nome "Forza Italia" è una minaccia continua alla Costituzione e un’offesa alla dignità del Capo dello Stato, del Parlamento, e dell’Italia intera !!!

VELTRONI, D’ALEMA SVEGLIA !!! E’ ELEMENTARE !!! BERLUSCONI E’ GIA’ CON UN PIEDE SUL COLLE DAL ’94, CON LA FONDAZIONE DEL SUO PARTITO : "FORZA ITALIA" !!!


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